Chi è un bravo cucciolo? – Ecco i migliori giochi Dog-Friendly

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Era il 2005 e la Nintendo rilascia Nintendogs, uno dei primi giochi che permettevano l’interazione con un cucciolo virtuale. Sulla via di questo successo altri giochi hanno preso la decisione di inserire l’opzione “Pet the dog” nelle proprie programmazioni, è bastato che le case di produzione si rendessero conto di come l’empatia umana fosse versatile per iniziare ad introdurre questa feature, in diversi titoli: come per esempio Watch Dogs 2, che per quanto non sia un videogioco che, nonostante il nome, abbia a che fare con canidi, in questo seguito la Ubisoft ha deciso di inserire decine di cuccioli per la strada con la quale puoi interagire.

Oppure citiamo ancora Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, dove fra i vari compagni che puoi avere, il più adorabile e letale è sicuramente D-Dog. Il quale dopo che ha brutalmente assassinato un nemico, al ritorno puoi premiarlo coccolandolo, anche se bisogna prestare attenzione ai tasti, con quello sbagliato si finisce con il colpirlo e il cane guaisce, finendo per farti sentire in colpa esattamente come quando schiacci la coda ad un cane vero.

In Fable III si ha la possibilità di possedere un amico a quattro zampe il quale puoi coccolare e giocare al riporto. Il cucciolo non sta fermo, come un vero cane ricambia l’affetto saltando addosso al personaggio e leccandogli il volto.

Ovviamente non possiamo tralasciare Dogmeat di Fallout, il quale fa la sua prima apparizione come cameo nel due, ma solo nel tre diventa personaggio. L’affezione che i giocatori hanno dimostrato per questo cane virtuale è stata tale che i programmatori sono stati costretti a renderlo immortale nel quattro.

E’ incredibile come l’uomo si possa affezionare anche a qualcosa di intangibile come una serie di dati tradotti da uno schermo ed è forse a questo fatto che dobbiamo l’accortezza di particolari dettagli da parte dei programmatori dei giochi moderni.

Come nel’introduzione di Pokémon X e Y di Poké io&te, dove i giocatori possono interagire attivamente con i proprio Pokémon, coccolarli, nutrili e giocarsi, aumentando così l’affetto che essi provano per il proprio allenatore e aumentarne le caratteristiche desiderate. Inizialmente questa novità era stata particolarmente apprezzata ma in Sole e Luna con l’aggiunta del Poké Relax, una meccanica che permette al giocatore non solo di coccolare i propri Pokémon e giocarci assieme, ma anche di curali e pulirli dopo una lotta. A causa dell’altissima incidenza che le azioni del Poké Relax avevano sul gioco, molti giocatori hanno finito con lo stancarsi, visto che erano costretti ad occuparsi in continuazione di tutta la squadra. La nintendo ha così constatato che c’è un limite a questo desiderio innato di interagire con gli animali virtuali, che si esaurisce se la persona è costretta a perpetuare quella determinata azione e non la può fare per scelta. Nell’ultimo titolo, infatti, Let’s Go, Pikachu! E Let’s Go, Eevee!, l’opzione è ancora presente, ma esclusiva solo dello starter e non incide sulla modalità di gioco.

Avendo citato Pokémon non possiamo astenerci dal parlare anche di The Last Guardian, dove il giocatore interagisce con Trico, che è praticamente la combinazione di un Cane, un uccello, un gatto e un elefante. È parte integrante del gioco interagire positivamente con l’animale e questa caratteristica è stata fondamentale nel successo di questo titolo.

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