#bringbacknationaldex

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Come ogni anno a Los Angeles si è tenuto l‘E3, durante il quale gli sviluppatori e i publisher hanno avuto l’occasione di mostrare e annunciare i loro ultimi  prodotti. In questo articolo voglio concentrare l’attenzione su un gioco in particolare, o meglio due: Pokémon Spada e Scudo. Nonostante Nintendo abbia dedicato agli ultimi titoli della serie principale un Direct il 5 giugno, alla fiera losangelina sono trapelati nuovi dettagli, nuovi Pokémon e nuove dichiarazioni. La reazione dei fan che ha fatto più rumore si può esprimere con un hashtag: #bringbacknationaldex.

 

Le  novità

Il primo dettaglio emerso dal Direct Nintendo è la conferma della compatibilità della Pokéball Plus, accessorio introdotto con Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee. Si tratta di una Pokéball che nei suddetti giochi può essere utilizzata come un controller e per portare con sé un Pokémon. In Spada e Scudo sarà disponibile solamente la seconda funzione. Sempre nel trailer del Direct ha fatto la sua comparsa Azzurra (Nessa il nome originale), una capopalestra esperta del tipo acqua.

Subito dopo il Direct (che raggruppava tutti i prossimi titoli per Switch e non solo Pokémon) Nintendo ha mostrato del gameplay nel Treehouse, analizzando meglio quanto già visto nel Direct esclusivo. Il demo disponibile per il pubblico consisteva nell’affrontare la palestra di Azzurra, gradito ritorno nella serie dopo la parentesi delle prove dell’isola di Sole e Luna. Riflettore puntato su due nuovi Pokémon: Yamper e Impidimp. Il primo è un corgi di tipo elettro, il secondo un imp buio/folletto (combinazione inedita nella serie).

E le dichiarazioni: non ci saranno tutti i Pokémon. Junichi Masuda, producer di Spada e Scudo, ha affermato che non sarà possibile trasferire tutti i Pokémon precedenti nei nuovi titoli ma solo quelli presenti nel Pokédex di Galar, la nuova regione. Questo significa che gli sviluppatori hanno escluso diversi Pokémon nel codice del gioco . Al momento non si sa né quanti né quali, sicuramente per statistica qualcuno dovrà rinunciare al suo preferito. I fan si sono fatti sentire attraverso i social e l’hashtag #bringbacknationaldex è diventato virale in poche ore. 

 

Ma quanti Pokémon ci sono?

Tantissimi fan non hanno digerito la scelta di Game Freak, complice anche la leggerezza con cui Masuda ha dichiarato ciò e l’incoerenza dietro dato che il 29 maggio The Pokémon Company ha annunciato l’evoluzione della Pokébanca, ovvero Pokémon Home. Si tratta di un servizio cloud in cui è possibile depositare qualsiasi Pokémon dal 3DS, Switch e Mobile (Pokémon GO), per poi trasferirli nei futuri giochi. Ricordo inoltre lo slogan di Pokémon: Gotta catch ‘em all!

Le giustificazioni di Game Freak circa tale scelta sono la pressione temporale per far uscire il gioco il 15 novembre e per dare la precedenza ad altri elementi, come le animazioni delle mosse e dei Pokémon. Masuda ha detto inoltre che sapevano da tempo che questo momento sarebbe arrivato, il momento in cui sarebbero stati troppi (più di 800).

Premetto che di programmazione non ne capisco molto, anzi proprio niente a esser sincero. Mi sono imbattuto in diversi post su Facebook e Reddit che spiegano bene i problemi che affligge il gioco anche ai comuni mortali. Sostanzialmente affermano che l’incompetenza di Game Freak da questo punto di vista sta nel creare diversi modelli di NPC invece di riutilizzare gli stessi in diverse situazioni. Sembra inoltre che i Pokémon Dynamax, la nuova feature introdotta con spada e scudo, utilizzino modelli esclusivi invece di quelli dei Pokémon normali “modificati”. Cosa significa questo? Utilizzo non ottimale della memoria e tempo da dedicare per crearne uno ex novo. Se questo fosse vero, allora i Pokémon sarebbero davvero troppi? In ogni caso lo scopo dell’articolo non è quello di criticare le capacità di programmazione di Game Freak, quanto di capire cosa provino i fan.

 

#bringbacknationaldex

Game Freak ha deluso parecchio con gli ultimi capitoli gli appassionati di Pokémon, che criticano soprattutto un post-game assente e titoli incompleti. Un caso è rappresentato da Ultrasole e Ultraluna, che sembrano più la versione completa con poche aggiunte di Sole e Luna che dei giochi a sé. Chiedere una trama e contenuti più maturi potrebbe essere troppo visto che secondo Game Freak il target sono i bambini. Non è bastato analizzare i dati che hanno raccolto per capire che probabilmente il vero target sono i giovani adulti (https://www.everyeye.it/notizie/pokemon-sole-luna-hanno-attirato-molti-giocatori-eta-superiore-20-anni-283889.html). Ogni volta che ci penso mi torna in mente questo meme.

Credo che mai prima d’ora i fan si siano accaniti contro Game Freak. La notizia dell’assenza del Pokédex nazionale è la goccia che fa traboccare il vaso. Nonostante Spada e Scudo possano essere dei giochi godibili e bellissimi, ciò che manca è qualcosa che si dà per scontato. È quello che chi mastica marketing chiamerebbe bisogno implicito. In ogni gioco principale esiste il Pokédex nazionale e la possibilità di acchiapparli tutti e ora che viene tolto questo bisogno il consumatore non può che opporsi. È come se un nuovo smartphone non avesse la fotocamera o la connessione internet. Dubito fortemente che un tale dispositivo potesse essere un successo commerciale. Come già detto prima poi tale scelta comporta il non aver a disposizione il proprio mostriciattolo preferito. E non dimentichiamoci di chi come Satoshi Tajiri, il creatore dei Pokémon, è un forte collezionista.

Ovviamente è ancora troppo presto per tirare le somme su un gioco che uscirà a novembre e magari si rivelerà essere il più bel gioco di Pokémon di sempre perché tante cose mostrate fino a ora sono estremamente positive. Detto questo, per favore Game Freak, #bringbacknationaldex!

 

 

 

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