Dipendenza da videogiochi: il primo test online

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Come abbiamo ben potuto apprendere, L’Ordine Mondiale della Sanità ha riconosciuto ufficialmente la dipendenza da videogiochi ed è online anche il primo test ufficiale riguardante il tema, ma andiamo con ordine.

Prima di tutto bisogna spiegare che dipendenza dai videogiochi NON significa giocare varie ore al giorno ai videogiochi, fare l’associazione sarebbe leggermente fuorviante. Per dipendenza si intende quella compulsione che causa cambi d’umore, isolamento sociale e pensieri focalizzati solo sull’esperienza di gioco ignorando tutto ciò che circonda l’individuo.

Un individuo per essere considerato dipendente dai videogiochi  deve presentare dei sintomi ben precisi (che sono gli stessi di ogni altra dipendenza): nervosismo se non può giocare, crisi di astinenza, la rinuncia ad altre attività, menzogna, ignorare i problemi che vengono causati nell’ambito sociale e affettivo, rifugio da sentimenti negativi e soprattutto perdita di relazioni e lavori.

Se l’individuo dovesse presentare questi sintomi per un arco temporale di circa 12 mesi allora sarebbe il caso di parlare di dipendenza e bisognerebbe agire.

Proprio per questo un gruppo di studiosi provenienti di Regno Unito, Australia e Cina hanno stilato e pubblicato online, a questo indirizzo, un primo test di riconoscimento per la dipendenza videoludica.

Il test dura una ventina di minuti e viene un punteggio da 0 a 20.

Avendo svolto il test io stesso aggiungo qualcosa dicendo che questo è ancora il primo test, ne arriveranno sicuramente altri più completi e precisi. Per quanto il test sia completamente corretto, l’assenza di un cut-off per dividere la zona sicura dalla zona a limite e annunciare un generico “da cinque in su” come zona di rischio non l’ho trovato un gesto giusto per chi si approccia, per curiosità o per altro, alla somministrazione. A fine somministrazione mi è stato dato un punteggio di 4 su 20 (4 sembra essere il minimo), il che mi ha fatto porre alcune domande sulla realizzazione: possibile che il test sia stato fatto con alcuni alcuni pregiudizi sull’argomento? D’altro canto è anche vero che questo test serviva solo come un self-report per farsi un’idea ma dare come punto limite “da cinque in su” mi sembra un’idea azzardata e nociva per i giocatori, specialmente più giovani, che magari svolgono il test con un genitore accanto. Voi che ne pensate?

More to explorer

Dipendenza da videogiochi: come riconoscerla

Su come i videogiochi siano capaci di attirare e far perdere la cognizione delle ore di gioco abbiamo scritto parecchio. Risulta difatti possibile attribuire a questa particolare caratteristica sia stampo psicologico che biologico. Il senso di benessere che si prova

Dopamina, dipendenza e videogiochi

I processi mentali, cognitivi e affettivi, sono regolati all’interno dal cervello mediante specifici meccanismi come, ad esempio, i neurotrasmettitori. Si tratta di una particolare sostanza che viene trasportata tramite i neuroni e veicola un determinato tipo di informazione; in funzione

Loot Boxes e Gambling: esistono legami?

Il mercato videoludico, come qualsiasi altro, è soggetto a mutamenti continui. Tra questi, un meccanismo ha particolarmente fatto parlare di sé negli ultimi anni: le loot boxes. Apparse nel lontano 2004 nei mmorpg e nei primi giochi free-to-play, queste servivano

Scrivi un commento

Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza d'uso dell'utente. Proseguendo nella navigazione dichiari di aver letto e accettato i termini e le condizioni di utilizzo, per maggiori informazioni a riguardo clicca

QUI