Rape Day: il gioco che ha fatto discutere

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Grazie alla richiesta di qualche lettore riguardo questo articolo e della collega Chiara che ne ha parlato e mi ha dato la possibilità di scrivere l’articolo, ho scoperto l’esistenza (o meglio la non esistenza) di “Rape Day” e del caso mediatico che si è creato intorno.
Ma andiamo con ordine.

“Rape Day” è un gioco creato dalla mente di Desk Plant, che si è servito di Steam per sponsorizzare il suo creato e il suo lavoro di sviluppatore. Ma le cose non sono andate come si aspettava (meno male!)

Fin da subito lo sviluppatore ha specificato che il target di riferimento fossero “i sociopatici e coloro felici di interpretare un serial killer durante un’apocalisse zombie” e il web, giustamente, non l’ha presa bene e ha boicottato il gioco. Lo scontento e una petizione su Charge.org hanno raggiunto Valve che ha rimosso il gioco ancor prima dell’uscita.

Ora potrei stare a parlare di censura, trattare del diritto di pubblicazione, se è giusto o sbagliato boicottare un gioco, ma la verità è che non è questo il caso. Stavolta appoggio l’idea di eliminare dalla piattaforma il gioco perché è nato sotto un’idea sbagliata. Non è dedito a sensibilizzare il tema, è per sua stessa ammissione, “indirizzato ai sociopatici” e quindi non si parla più di censura, secondo me si parla di buon senso. Il gioco non ha nemmeno alle spalle uno psicologo come consulente, una persona che potesse spiegare e dare un senso più psicologico e dare il giusto supporto e la giusta conoscenza sia agli sviluppatori che ai fruitori del gioco… ma visto il target di riferimento beh…

Perciò ho deciso di parlare, di dire la mia, sulla tematica dello stupro perché credo che tutti noi dobbiamo parlarne, sensibilizzare, ne abbiamo il dovere.

Lo stupro non è una tematica da prendere alla leggera, non è qualcosa da trattare in maniera frivola. E’ una ferita profonda nella psiche delle persone, una ferita che non si ferma alla persona colpita, ma ingloba anche i parenti, le relazioni con quella persona. Un film, un libro, un videogioco NON DEVONO mai trattare con leggerezza la tematica, NON DEVONO mai far passare l’abuso sessuale come qualcosa di fattibile e piacevole perché non lo è. Le vittime, le persone che ogni giorno vivono nella paura, pensate mai a come si sentono a sapere che c’è chi la prende con leggerezza? Ci pensate mai che chi sottovaluta il tema, chi ci crea su un gioco stia aprendo ancora di più quella ferita? Ma soprattutto pensate mai ai danni provocati? Evidentemente qualcuno no…

Non è forse sbagliato stare a incitare giochi del genere? A permettere che vengano anche solo creati cosi del genere, che fanno del male, che danno insegnamenti sbagliati? Non dovremmo invece fare in modo di migliorarci come esseri umani e impedire che certe cose, che certi pensieri e che certe azioni deplorevoli vedano la luce? Prendiamo esempio da tutte quelle persone che hanno pensato di boicottare con petizioni e segnalazioni, restiamo e diventiamo più simili a coloro che non distolgono lo sguardo quando qualcuno chiede aiuto. Porgiamo la mano sempre, perché è solo aiutando che possiamo dare alle vittime speranza di poter superare i loro traumi e riprendere il controllo di una vita che sentono crollare ogni giorno. Solo noi, aiutandoci l’un l’altro, possiamo impedire che questo cancro continui a distruggerci.

E con queste parole che concludo dicendo che no, non dobbiamo guardare altrove e dobbiamo esserci.

L’uno per l’altro, tendiamo la mano.

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