Videogiochi per l’ecologia

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Negli ultimi mesi sembra essersi intensificato l’interesse da parte dei social sulla situazione climatica globale. Basta aprire Facebook e scorrere la home page per notare diversi link che vogliono informare su come grossi incendi abbiano colpito diverse zone del mondo, quali la Siberia o l’Amazzonia.
I polmoni della Terra sono stati colpiti e il popolo dei social network ha cominciato a muoversi con diverse iniziative, promuovendo l’uso dell’ecologico e denunciando l’abuso della produzione di plastica da parte di industrie e multinazionali. A detta di molti esperti siamo ad un punto critico, bisogna muoversi subito e prendere decisioni che promuovano uno stile di vita più salutare per il nostro pianeta.

 

Si è potuto dimostrare in molte ricerche e in molti degli articoli scritti qui sul blog di Horizon Psytech, che l’utilizzo dei videogiochi può avere uno scopo didattico; quindi perché non sfruttare questo fattore allo scopo di istruire mediante un metodo multimediale il ragazzo o la ragazza?

Alcuni videogiochi presenti sul mercato provano a stimolare nel giocatore una riflessione sull’importanza della natura: tra questi troviamo il videogioco a stampo orientale Okami, la cui trama si intreccia con l’interessante e antica religione shintoista, molto cara al popolo giapponese, e che promuove l’interesse verso la natura.
La relazione che si instaura tra il giocatore e la natura è di tipo prettamente spirituale; innanzitutto il protagonista della storia è un lupo, che incarna la dea Amaterasu, che permette una diversa immersione del giocatore nel mondo, da un punto di vista diverso da quello umano.
La trama successivamente porta alla scoperta delle diverse manifestazioni delle entità naturali principali, come l’acqua, il vento o il fuoco, le quali si uniscono al protagonista, per poter sconfiggere il male che vuole affliggere il nostro mondo. Anche qui si sottolinea l’importanza degli elementi come fonte vitale della Terra e dell’importanza della convivenza e il rispetto per essi.

Ma se si volesse puntare ad un approccio al tema dell’ecosostenibilità più diretto? Questa è stata la modalità con cui, nel 2017, un team di sviluppatori della Paradox Interactive ha dato vita a “Cities: Skylines”, un videogioco gestionale il cui scopo è quello di costruire una città virtuale ecosostenibile, puntando alla gestione dell’inquinamento ambientale, sfruttando soluzioni quali l’uso di auto elettriche, energie e servizi eco-sostenibili e la promozione di cibi biologici.
Un altro progetto con il medesimo scopo è quello proposto da EcoWarriors, un brand della P.M. Studios che, osservando quanto il mercato dei videogiochi si sia sviluppato negli ultimi anni, ha pensato di sviluppare una serie di videogiochi dal contenuto educativo-ambientale. Lo scopo di EcoWarriors è quello di sconfiggere delle entità malvagie, i Necrobots, che vogliono distruggere il nostro pianeta; per poterli sconfiggere, il gioco richiede che si sfruttino delle energie alternative che non danneggino la salute della Terra e che permettano quindi la vittoria.

Ci sono molti progetti e molte idee quindi per poter promuovere questa impronta di vita ecologia ma è fondamentale che anche le grandi case videoludiche siano in grado di gestire (e ridurre) il consumo energetico delle proprie console. Un accordo volontario è stato stipulato nel 2015 tra Sony, Microsoft e Nintendo con la Commissione Europea che prevede una supervisione e un impegno a stabilire livelli di efficienza minimi per i propri prodotti.
L’obiettivo da raggiungere è molto difficile e quindi, a maggior ragione, è necessario sfruttare ogni risorsa a nostra disposizione per poter salvaguardare il nostro pianeta.

 

 

Fonti:

https://thenexttech.startupitalia.eu/62358-20171020-la-sostenibilita-arriva-nei-videogiochi

https://www.ecowarriors.it/it/il-progetto.html

https://www.green.it/videogiochi-sostenibilita/

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