Steam VS. Epic Games Store

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Il mondo videoludico ha vissuto spesso delle “guerre” interne, se così possiamo chiamarle. Basti pensare al dibattito più storico e classico che vi sarà capitato di sentire o di farne parte con amici, che vede il mondo delle Console contro il Pc Gaming. Oppure anche solamente le varie generazioni di Playstation e Xbox a confronto l’una con l’altra. Mouse contro Gamepad, Online vs Offline, multipiattaforma contro esclusive e così via. Le passioni hanno da sempre unito gruppi di persone ma allo stesso tempo è comprensibile che mura virtuali sono inevitabilmente create quando le opinioni riguardo determinati argomenti sono forti e contrastanti. 

Oggi in questo articolo vi voglio parlare di una lotta relativamente nuova,che si è accesa particolarmente verso inizio di quest’anno, ma che continua a far parlare e discutere di se. Denominata la lotta degli store digitali, le due fazioni sono: Steam e Epic Games Store. Valve da una parte e Epic Games dall’altra.

 

Fino ad un paio di anni fa Steam era per definizione LA piattaforma definitiva online per i videogiocatori Pc, dove poter comprare, giocare, condividere screenshot e opinioni, recensire e scoprire nuovi titoli. Piattaforme proprietarie come Origin e Battle.Net erano e sono presenti si, ma usate praticamente per necessità, in quanto offrono principalmente una manciata di titoli pubblicati o sviluppati dalle rispettive case madri, EA e Blizzard in questo caso. 

Steam, nata nel lontano 2003 come piattaforma per ospitare e curare al meglio i primi giochi Valve, è cresciuta rapidamente sia di contenuti ma anche di funzionalità, diventando un colosso multimediale dove circa 90 milioni di utenti sono attivi ogni giorno. Dall’altro lato, Epic Games anteriormente al 2017 non era affatto diffusa in questa tipologia di mercato, in quanto il suo Launcher era utilizzato da quegli utenti interessati ai software come Unreal Engine e Unreal Tournament 4. Con il rilascio di Fortnite e successivamente della sua modalità Battle Royale, Epic Games è letteralmente esplosa in termini di popolarità. Tencent la famosa casa videoludica orientale di cui vi ho parlato in precedenza in quest’articolo possiede il 47,5% degli stakes di Epic Games, acquisiti nel 2012, quando la compagnia aveva un valore stimato di circa 800 milioni di dollari. Nel 2018 questo valore è incrementato notevolmente, attestandosi sugli 8.5 miliardi. 

Il colosso cinese, la piùgrande azienda videoludica del mondo.

L’enorme successo scaturito da questo Battle Royale è stata la pedina principale che ha portato la compagnia alla decisione di investire le loro risorse ampliando l’offerta portata dal loro Epic Games Launcher, trasformandolo in un vero e proprio store digitale.

 

Essendo un progetto relativamente nuovo, datato 2018, Epic Games Store è essenzialmente limitato alla vendita o acquisizione di un paio di dozzine di giochi, la maggior parte esclusive, mentre altri sono titoli il cui rilascio è esclusiva temporanea. Questi titoli sono destinati poi a diventare multi-piattaforma dopo un periodo di attesa non sempre definito.

Steam dall’altro lato vanta una libreria enorme con oltre 30’000 titoli nel 2019. 

 

Le funzionalità offerte dalla piattaforma di Epic sono estremamente limitate, e tra le mancanze più pesanti per esempio troviamo l’assenza di rimborso automatico. Occorre compilare un form manualmente e aspettare il resoconto dei responsabili con nessuna garanzia di un effettivo successo. Manca anche un sistema di profili e gruppi ed in generale di discussioni e recensioni. I salvataggi cloud che sono stati introdotti in aggiornamenti recenti sono disponibili solamente in alcuni giochi. In generale è assente tutta la parte più umana, che su Steam è composta dagli utenti che possono aprire e ingaggiare discussioni con altre persone, creare guide, condividere screenshot e così via, in pratica creando varie sotto-categorie di community dedicate a specifici giochi, mod e così via.

 

Secondo vari interventi del CEO di Epic Games, Tim Sweeney, avere un’unica piattaforma egemone come Steam nel settore videoludico è qualcosa che deve fare riflettere e anche dannoso per il mercato, lamentando anche di parecchi titoli emergenti che vanno spesso a finire sommersi nella marea di contenuti che passano da Steam Greenlight. 

Uno dei punti forti sottolineati da Epic Games è la suddivisione dei guadagni da parte delle compagnie che decidono di usare l’Epic Game Store come vetrina per i loro titoli. Si parla di una trattenuta del 12% comparata ai 20/25/30% proposti da Steam al momento. Tutto questo si traduce in più incasso per l’azienda che decide di dare fiducia a questo nuovo Store digitale. 

 

Le principali critiche rivolte ad Epic Games dai videogiocatori, invece sono incentrate sulla “scomodità” di dover suddividere ulteriormente la loro libreria di videogiochi. Principalmente per poter riuscire a giocare ad alcuni titoli molto attesi che sono stati mossi di prepotenza su Epic Games Store, come nel caso di Metro: Exodus, prima disponibile per il preorder su Steam, finito invece per essere stato rilasciato sulla piattaforma concorrente. Recentemente anche il nuovo capitolo di Borderlands è stato rilasciato per ora solamente sullo store di Epic Games. Altra pesante critica mossa dagli utenti, parte dalla considerazione dei vantaggi nati dal sistema di community della piattaforma di Valve. Da una parte Steam tramite un sistema di raccomandazioni, feedback e recensioni(tra l’altro con un algoritmo aggiornato proprio in questi giorni) propone nuovi titoli che potrebbero essere apprezzati in base a gusti personali e giochi precedentemente sfogliati o giocati. Dall’altra parte, Epic Games Store è un negozio dove il gioco viene acquistato semplicemente dopo essere giunti alla conoscenza del suo rilascio su questa piattaforma piuttosto che su Steam. 

 

In questo caso dagli utenti, la competizione non è vista come una lotta in grado di riaccendere il mercato spingendo entrambe le parti a migliorarsi, ma solamente come una gara dettata dai soldi e marketing aggressivo in cui il target principale, ovvero il videogiocatore è costretto a seguire il corso degli eventi. 

 

Un altro non trascurabile topic di critica e perplessità diffusa tra i giocatori è l’effettiva sicurezza dei loro dati personali durante l’utilizzo della piattaforma. Questo specialmente in relazione all’enorme ombra cinese sovrastante, avendo Tencent come grande stakeholder di Epic Games. Vari utenti al lancio di questa nuova piattaforma hanno svolto indagini riportando come lo Store analizzasse il contenuto del computer dell’utente e anche dei suoi dati di Steam. Fatto mai smentito da Epic Games, ma definito come necessario per recuperati feedback e dati utili per liste amici e altri fattori simili. A gennaio di quest’anno inoltre Fortnite ha subito un imponente data breach, con dati di pagamento di un numero non ancora certo di utenti, utilizzati a loro insaputa per acquistare illegalmente valuta premium. 

 

In conclusione, quella che stiamo osservando è una lotta che per ora rimane molto disordinata e confusa, in cui, agendo per il suo interesse e per il bene degli sviluppatori, Epic Games sta acquistando in maniera costosa titoli in esclusiva per arrivare a ritagliarsi la sua fetta di mercato. Con un competitor come Steam, questa sembra una delle poche strade possibili da percorrere, per arricchirsi di utenti e titoli velocemente, fondamenta su cui ipoteticamente dovrebbe andare a costruirsi l’effettiva nuova alternativa a Steam. Gli utenti d’altro canto, vedono questo marketing aggressivo come qualcosa di distruttivo e che non offre alcun vantaggio al videogiocatore. Quest’ultimo è costretto a spostarsi su di una nuova piattaforma, che oltre al gioco, offre relativamente poco o nulla in termini di funzionalità e vantaggi rispetto all’unica scelta, che in precedenza era Steam. Al momento la nuvola di polvere è ancora nell’aria e servirà tempo per far chiarezza e capire come effettivamente la situazione si evolverà.

Vi terremo informati, osservando gli aggiornamenti di Valve ed Epic Games, ma soprattutto degli utenti. A presto!

 

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