Final Fantasy VIII e i sintomi depressivi

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Atteso dai fan per 20 lunghissimi anni e richiesto a gran voce quasi quanto il suo predecessore, Final Fantasy VIII ha finalmente rivisto le luci della ribalta, grazie ad una remastered annunciata nell’E3 tenutosi nel giugno 2019 a Los Angeles ed uscita il 3 settembre.  Pubblicata nel lontano 1999 dall’allora SquareSoft (divenuta ora Square-Enix), l’ottavo capitolo della fortunata saga si presentava come un jrpg dai toni più seriosi rispetto ai predecessori.

Tema prevalente, fin dalle prime battute, sarà infatti la guerra e l’utilizzo di adolescenti addestrati appositamente per questo scopo: i SeeD. Tra questi, troveremo il nostro protagonista, Squall. Da subito, noteremo come il nostro eroe sia spesso taciturno e preferisca tenere per sé i propri pensieri e lontano chiunque provi ad avvicinarlo, pensando che i tentativi di cambiare la realtà intorno siano pressoché inutili, in quanto destinati a fallire.


Segnali che, nel nostro mondo, dovrebbero far suonare un piccolo campanello d’allarme, in quanto potrebbero ricondursi ad un disturbo depressivo adolescenziale. In questi casi, infatti, potremo notare come l’adolescente tenda ad isolarsi dal gruppo dei pari e dal confronto con gli adulti, chiudendosi in sé stesso. Spesso, tali sintomi, sono accompagnati da disturbi del sonno, come l’ipersonnia e l’insonnia, e la derivante fiacchezza, lentezza psicofisica ed irritabilità. Chi sperimenta questi vissuti di infelicità duratura inizia a convincersi che raggiungere una sensazione quanto meno di serenità sia impossibile, in quanto non si crede di poter agire su ciò che li circonda. Finiscono per rifugiarsi nel proprio mondo interiore, sfoggiando un’apparente apatia ed asocialità, ed annaspando nei loro stessi pensieri negativi, in un circolo che risulta sempre più difficile da spezzare, se non con una soluzione tanto drastica quanto definitiva: la morte. Nei casi più estremi, possiamo infatti notare come la concatenazione di più cause (familiari, culturali, ambientali e biologiche) vadano a formare un sostrato fertile per pensieri di tipo autolesionistico o suicidario. Ciò non deve, però, indurci a preferire soluzioni forti come possono essere gli psicofarmaci. Questi, infatti, possono avere un’utilità solo nelle sintomatologie più estreme, così da aiutare l’individuo a regolare i vissuti emotivi e permettere una psicoterapia più efficace. E’ bene ricordare che in questi casi bisogna offrire il proprio supporto al ragazzo, senza tuttavia pressarlo: i sentimenti che prova non sono un capriccio e non possono essere scacciati con la sola forza di volontà, come spesso viene invece pensato. La depressione è una patologia piuttosto grave e che, secondo i dati ISTAT, sta ampiamente crescendo in morbilità, per questo non può essere sottovalutata e deve essere trattata da specialisti del settore, senza “cure fatte in case”.

Una serie di comportamenti che, come si diceva, rivediamo spesso nel nostro protagonista. Un orfano cresciuto nel Garden di Balamb, accademia militare che si occupa di formare dei giovani mercenari. Non sorprenderà, quindi, che il nostro test per diventare SeeD sarà proprio una missione di guerra. Squall manterrà sempre un atteggiamento distaccato rispetto a ciò che gli capiterà, anche quando inizierà a stringere dei legami con coloro che diventeranno i membri stabili del nostro party: Zell, Selphie, Quistis, Irvine e Rinoa. Quest’ultima, in particolare, assumerà un valore fondamentale per lui, contribuendo alla crescita psicologica del personaggio, di cui potremo gustare la progressiva apertura verso il mondo e la speranza di una vita lontana dalle armi.

A distanza di anni dalla sua uscita, possiamo vedere come questo titolo sopporti ancora bene le scelte narrative ed i dialoghi, trascinandoci in un mondo pieno di giochi di potere politico e magia, trattenendo comunque quel gusto tecnologico tanto diffuso negli anni ’90. Alcune delle novità più apprezzate sono invece le musiche che non utilizzano più i MIDI in bassa qualità utilizzati dalla versione uscita su PC nel 2000 ma i brani originali della versione PlayStation. Possiamo inoltre grandemente apprezzare come il team di sviluppo non abbia solo effettuato un porting del gioco, come precedentemente annunciato, ma sia riuscito a sostituire i vecchi modelli di personaggi, G.F. e nemici con nuovi modelli in alta definizione, rendendo visivamente più godibile il titolo (anche se ciò andrà pesantemente a cozzare con le texture retrostanti e se ne sia approfittato per effettuare delle mini censure a personaggi poco coperti, come nel caso del Guardian Force Siren).
In definitiva, Square-Enix è riuscita nell’intento di far sognare ancora i nostalgici dei vecchi titoli grazie ad una buona remastered, capace di portare una ventata d’aria fresca ad un titolo ormai meno godibile per via dell’abituazione alle grafiche moderne. Un ottimo modo di passare il tempo nell’attesa del primo capitolo fantasia finale più attesa di sempre: Final Fantasy VII RE.

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