Adriano ed i videogiochi

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

C’è un comune denominatore tra Adrian, la fantomatica serie evento di inizio anno e il mondo dei videogiochi. Se unite i puntini vedrete che combaceranno in un elemento comune ad entrambi: i boomers

Andiamo con ordine.

AdrianO è così composto: uno show dal vivo che termina con un episodio animato della serie, ma perché questa scelta?

Ci sono varie ragioni che ho considerato prima di effettuare questa valutazione. Una serie animata offre, a fronte di un budget ridotto, la possibilità di realizzare qualsiasi cosa venga in mente agli autori. Inoltre, il caro Adriano ormai ha una certa età e sarebbe fuori luogo vederlo zompettare in giro vestito da Zorro e farsi trasportare dalla passione, quindi niente di meglio che renderlo giovane con il tratto del maestro Manara.

Ora, restando nella mente (haha) dei produttori, è stata una genialata! Low budget, la possibilità di attirare i “giovani” ed abbracciare il resto del pubblico grazie alla presenza di Celentano assente dagli schemi da 7 anni.

Ma come fare ad intrattenere anche il pubblico storico del cantante? Basta inserire uno show dal vivo, dato che per i Boomers il solo episodio animato rischia di essere insufficiente o fuori luogo.

Qui arriviamo al nodo Gordiano. La casta dei Boomers che è più o meno ai vertici della nostra società è la stessa che ha sempre considerato le serie animate come “roba per bambini” o alla peggio, prima dei videogiochi, materiale pericoloso che travia le menti degli adolescenti. Insomma, il Boomer non essendosi mai rapportato davvero con il resto del mondo non ha conoscenza di altre forme di medium, e quando gli si presentano – ad oltranza nell’era di internet – si verifica quello che succede quando una cosa non la si conosce o la si teme: la si attacca.

Dato che i Boomers non si sono estinti e l’assetto della società è bene o male lo stesso di un trentennio fa, la ruota dell’incomprensione si è girata sul nuovo pericolo: I videogiochi. Lo schema è sempre quello, si necessita di una narrazione da consegnare in pasto al grosso della società (appunto, i boomers) ed il nuovo medium incompreso si offre su di un piatto d’argento per chi non vede differenza tra The Last of Us e i Gormiti.

 

More to explorer

Luci, colore, azione! L’importanza dei colori nei videogame.

Tempo fa abbiamo visto come musica, suoni (leggi di più sulla psicologia delle soundtrack cliccando qui)  e altri elementi (come quelli citati in questo articolo) di un gioco possano influenzare la nostra percezione soggettiva di meccaniche oggettive. Oggi invece andremo ad ampliare

Simulator Games: lavorare per staccare dal lavoro

Conosciamo tutti i “Simulator”, se non altro per celebri casi di Goat Simulator, Surgeon Simulator e altri titoli prettamente goliardici, che di simulazione hanno ben poco. Ma questi titoli prendono in giro un intero filone di videogiochi che cercano di

INTERVISTA “ROMANTICA” (pt. 2): LE EMOZIONI DI UN VIDEOGIOCATORE

  Eccoci con il secondo appuntamento (se te lo fossi perso, puoi trovare il primo articolo qui) della nostra intervista “romantica”. In questa ultima parte si sono volute prendere in esame due dinamiche di fondamentale importanza, non solo all’interno del mondo videoludico,

Leave A Comment

Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza d'uso dell'utente. Proseguendo nella navigazione dichiari di aver letto e accettato i termini e le condizioni di utilizzo, per maggiori informazioni a riguardo clicca

QUI