Adriano ed i videogiochi

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C’è un comune denominatore tra Adrian, la fantomatica serie evento di inizio anno e il mondo dei videogiochi. Se unite i puntini vedrete che combaceranno in un elemento comune ad entrambi: i boomers

Andiamo con ordine.

AdrianO è così composto: uno show dal vivo che termina con un episodio animato della serie, ma perché questa scelta?

Ci sono varie ragioni che ho considerato prima di effettuare questa valutazione. Una serie animata offre, a fronte di un budget ridotto, la possibilità di realizzare qualsiasi cosa venga in mente agli autori. Inoltre, il caro Adriano ormai ha una certa età e sarebbe fuori luogo vederlo zompettare in giro vestito da Zorro e farsi trasportare dalla passione, quindi niente di meglio che renderlo giovane con il tratto del maestro Manara.

Ora, restando nella mente (haha) dei produttori, è stata una genialata! Low budget, la possibilità di attirare i “giovani” ed abbracciare il resto del pubblico grazie alla presenza di Celentano assente dagli schemi da 7 anni.

Ma come fare ad intrattenere anche il pubblico storico del cantante? Basta inserire uno show dal vivo, dato che per i Boomers il solo episodio animato rischia di essere insufficiente o fuori luogo.

Qui arriviamo al nodo Gordiano. La casta dei Boomers che è più o meno ai vertici della nostra società è la stessa che ha sempre considerato le serie animate come “roba per bambini” o alla peggio, prima dei videogiochi, materiale pericoloso che travia le menti degli adolescenti. Insomma, il Boomer non essendosi mai rapportato davvero con il resto del mondo non ha conoscenza di altre forme di medium, e quando gli si presentano – ad oltranza nell’era di internet – si verifica quello che succede quando una cosa non la si conosce o la si teme: la si attacca.

Dato che i Boomers non si sono estinti e l’assetto della società è bene o male lo stesso di un trentennio fa, la ruota dell’incomprensione si è girata sul nuovo pericolo: I videogiochi. Lo schema è sempre quello, si necessita di una narrazione da consegnare in pasto al grosso della società (appunto, i boomers) ed il nuovo medium incompreso si offre su di un piatto d’argento per chi non vede differenza tra The Last of Us e i Gormiti.

 

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