Intervista a TronWarBot: oltrepassare i confini

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Un gioco da tavolo virtuale: innovazione e tradizione

A chi frequenta abbastanza la community di Facebook, non sarà potuta passare inosservata la pagina WorldWarBot2020, una specie di partita a Risiko virtuale, dove tutte le nazioni, anche la più piccola, possono avere il loro momento di gloria sul web. Infatti, la “vittoria” era gestita da un Bot random, e nulla poteva prevedere il paese vincitore.

In questo stava proprio il fascino di questo progetto che ha interessato una miriade di utenti, ispirando una serie di contenuti quali Memes, commenti e discussioni, più o meno seri. Inoltre, questa modalità è stata riproposta in varie forme, quali ad esempio la versione nazionale italiana che ha fatto conoscere a tutti il VCO e altre provincie che sono entrate a pieno diritto nel folklore 2.0.

Naturalmente, è difficile parlare di videogioco per quanto concerne tali progetti, proprio perché manca una delle caratteristiche principali del vg, ossia l’interattività. 

Ma forse qualcosa sta per cambiare. 

Il nostro caso del giorno: TronWarBot

Nonostante il periodo d’oro di WWB2020 sia concluso, ho avuto il piacere di parlare con Samuele Rodi, portavoce di un nuovo progetto che si chiama TronWarBot

Chiara: Potresti parlarci di TronWarBot? 

Samuele: Ciao Chiara, partiamo dall’inizio.
TronWarBot nasce da 5 ragazzi italiani tra i 20 e 25 anni, che in origine eravamo spinoff di WorldWarBot2020.
La gente seguiva WorldWarBot2020 e sul nostro sito invece poteva farci delle scommesse sopra… Esperimento durato pochissimo perché dopo poco che siamo andati live la pagina ha praticamente cessato di funzionare e l’amministratore ha deciso di interrompere l’attività.
Quindi abbiamo deciso di lanciare il nostro bot.
L’idea però è molto più ambiziosa questa volta.
Non solo vogliamo l’attenzione degli utenti sull’andamento della “guerra” ma vogliamo anche renderli partecipi in una simulazione di gioco, attraverso i social media e non solo.
Il progetto è molto ambizioso e richiede diverso sviluppo perciò stiamo procedendo in maniera interattiva: ad ogni nuova guerra introduciamo nuove features.

C: Insomma, un po’ come le patch di un videogame?
S: In pratica, sì. Per mantenere l’esperienza di gioco nuova e divertente. Ad esempio, è terminata da poco la “prima guerra” che, come novità, prevede semplicemente il nuovo Bot fatto a modo nostro (cioè più interessante e ricco di colpi di scena) e un migliore sistema di scommesse.
Ma con la prossima run, che partirà il 30 Novembre, stiamo introducendo il concetto di giocatori nel programma e la gente (ossia chiunque sui social) potrà influenzare l’esito della guerra, dando più rilevanza ad una nazione semplicemente attraverso il suo engagement sulla pagina ed è da qui che si cominceranno a vedere le cose interessanti.

C: Per engagement, intendi una sorta di tifo da bacheca dei commenti? 

S: Sì, proprio così! Se si vuole fare un’analogia con lo sport, è quella giusta!
Perché ci saranno dei giocatori, chiamati ambassador, per ogni paese; mentre attorno ci saranno i tifosi cioè dei semplici spettatori, coloro che influenzeranno l’esito della guerra (come succede spesso quando una squadra gioca in casa o fuori).
Al momento gli ambassador non potranno fare molto ma nelle prossime release diventeranno veri e propri giocatori di questo risiko virtuale e potranno definire delle strategie di gioco.

C: Sembra interessante… Ma come si può influenzare l’andamento della guerra, come tifoso? Commenti? Likes? 

S: Esatto.. abbiamo un algoritmo di sentiment analysis che analizza i vari commenti e le interazioni sulla pagina ufficiale (al momento solo su Facebook e Telegram) e per esempio se tu scrivi “l‘Italia è troppo forte” lui in automatico da punti all’Italia. Naturalmente, funziona anche in negativo! Ah, mi sono dimenticato di dire che per ora, funziona solo con commenti in inglese, ma ci stiamo lavorando per aggiungere altre lingue. 

C: Beh, sicuramente con l’inglese siete in grado di raggiungere un pubblico più vasto. Ma dimmi, in cos’altro TronWarBot sarà diverso dai WarBot precedenti? 

S: Un concetto secondo me molto interessante che è alla base di TronWarBot, è che, a mia conoscenza unico nel suo genere, il gioco non è semplicemente il nostro sito web, o la sola pagina Facebook, ma una piattaforma che integra la nostra app coi diversi social network e che saranno proprio questi ultimi il “controller” dell’applicazione stessa. 

C: Insomma, una sorta di democrazia virtuale! 

S: L’idea è questa! Il nostro gruppo si auspica che un giorno si potranno risolvere i conflitti in questa maniera. Ma fino ad allora, ci alleniamo con la community.

C: È veramente un’idea bellissima questa, chissà che non gettiate le basi per qualcosa di più grande. In ogni caso, altro da aggiungere? 

S: Sicuramente, la qualità. Sia in termini di grafiche che di contenuti, che sono quelli che determinano l’affiliazione degli utenti alla app, vogliamo surclassare le esperienze precedenti. Infatti, il nostro team è composto sia da social media manager che da sviluppatori web, quindi faremo molta attenzione alla qualità del nostro prodotto, sia in termini di estetica che di efficacia. 

C: Credo possa essere la strategia vincente: come hai detto tu, queste realtà vivono grazie alle grafiche e ai contenuti, anche quelli più divertenti. Ma un’ultima questione da risolvere. In quanto psicologa, mi si è accesa subito una lampadina quando hai parlato della sentiment analysis dei commenti. Renderete esplicita questa cosa ai vostri utenti? 

S: L‘algoritmo principale che decide l‘esito delle battaglie è esplicito e open source perché è proprio quello su cui gli utenti possono scommettere contro il banco e vogliamo essere 100% provably fair su quello.
Per quanto riguarda la sentiment analysis e quindi l’associazione di un punteggio a un commento che impatta in maniera positiva o negativa sulla cohesion di un paese, al momento non abbiamo intenzione di renderlo pubblico. Tuttavia ogni cambiamento sarà consultabile, ciò significa che se uno visualizza il nostro sito può vedere il commento e il link social al commento che ha avuto impatto sul paese in questione. 

C: Quindi volete essere trasparenti, nei limiti del divertimento. 

S: Ovviamente, anche perché non tutti i commenti avranno lo stesso peso per l’algoritmo, e forse, una delle sfide principali per i nostri utenti, starà proprio nel cercare il commento perfetto! 

C: Prevedo un sacco di commenti memorabili allora! Devo dire che è un progetto molto innovativo e all’avanguardia, poiché si ispira alla data analysis qualitativa con un pizzico di marketing e psicologia. Spero davvero che abbiate successo, perché non vedo l’ora di vedere tutte le features che sarete in grado di creare! 

S: Grazie a te, Chiara! E invito te, come tutti gli altri lettori, ad iscriversi alla pagina Facebook TronWarBot, che partirà con la nuova versione del bot il 30 Novembre! 

In conclusione:

Un’idea quindi pionieristica, dove si è sempre al confine con ciò a cui siamo abituati in questa pagina: una pagina Facebook che non è solo quello, una partita di Risiko ma anche qualcosa di più; un non-videogioco che però ha la modalità online e la sua community, una community che sfornerà una marea di dati e contenuti da far gola alla ricerca in psicologia e di marketing. Quindi stay tuned, perché potremmo essere di fronte a qualcosa di grosso!! 

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2 Commenti

  1. Paolo Novembre 27, 2019 al 12:07 pm - Rispondi

    fantastico

    • Chiara Vinchesi Dicembre 12, 2019 al 2:30 pm - Rispondi

      Grazie mille 😀

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