Florence: gioie e dolori del primo amore

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Florence è una di quelle piccole perle che spuntano di tanto in tanto nel panorama Mobile, ma che sanno subito ritagliarsi uno spazio per la cura quasi artigianale con cui sono fatti. Rilasciato nel 2018 per iOS e Android, vanta il supporto di un publisher come Annapurna Interactive, compagnia che ci ha regalato pietre miliari narrative come What Remains of Edith Finch, Gone Home, Outer Wilds (e tenete d’occhio 12 Minutes, in uscita 2020) e altre interessantissimi giochi indie. Florence nasce dalla mente di Ken Wong, designer di un’altra esperienza Mobile di rilievo: Monument Valley. Dico esperienza, perché qualcuno potrebbe aver qualcosa da ridire nei confronti di alcuni dei giochi sopracitati, ricadendo nel calderone dei “Walking Simulator”, quindi chiariamolo fin da subito: Florence è più attinente ad un fumetto interattivo che a un videogioco nel senso comune del termine, e può essere completato in 30-40 minuti.

Se siete ancora interessati, parliamo di Florence, cercando di fare meno spoiler possibili: d’altro canto se sta tutto nell’esperienza, che gusto c’è se vi racconto per filo e per segno quanto accade?


 

Come suggerito nel titolo, il gioco tratta delle gioie e dolori del primo amore in formato tascabile, vissute nei panni della venticinquenne Florence. Un primo amore di quelli significativi, che cambiano la vita, sia chiaro: non è qualcosa di puerile o una cotta, ma una storia importante. Si passa dalla magia del primo incontro, all’imbarazzo, alla routine, ai dissapori in un flusso di emozioni ed azioni che sanno rendersi cariche di molto significato, nel loro piccolo. Evitando di entrare nel dettaglio, un paio di esempi: in una delle prime scene Florence è sul bus che la porta a lavoro, e ci viene presentata la sua schermata del cellulare mentre è su un social, simile ad un misto di Twitter e Instagram. Ritwittare o mettere like, non conta. Florence a malapena vede quello che c’è a schermo, che siano delle amiche a una festa o foto di cagnolini, tutta l’interazione è resa con un automatismo distaccato, un modo come un altro per passare il tempo durante la quotidianità. Facciamo un salto in avanti e siamo al primo appuntamento con un ragazzo conosciuto per caso, Krish. Dobbiamo completare un minigioco, una serie di puzzle per comporre il dialogo (una nuvoletta, l’effettivo scambio di battute è lasciato all’immaginazione del giocatore) che man mano che vengono completati diventano più facili, composti da meno pezzi, a simboleggiare come parlare con una persona diventi via via più semplice una volta che ci si inizia a capire a vicenda. Ken Wong, l’autore, ci accompagna attraverso una storia semplice ma d’impatto, un susseguirsi di eventi in cui ci si può facilmente rispecchiare e trovare paralleli con la propria, di storia. Il tutto è condito da uno stile di disegno e animazioni che potrebbero essere uscite dalla penna e dall’animo artistico di Florence stessa, con un uso intelligente del colore e del movimento per descrivere le emozioni provate dalla protagonista (tema, quello del colore, a cui ho dedicato di recente un articolo, qui). È una di quelle esperienze che rendono al meglio se arrivano al momento giusto della vita di ognuno, e che consiglio di dedicarvi a completarlo in un’unica sessione: merita assolutamente di essere messo nella vostra wishlist.

Florence è disponibile su Google Play Store e App Store per iOS, a 2,99€ per Android e 3,49€ per iOS, anche se spesso si può trovare in saldo a 1,99€.

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