Power creep: un’arma a doppio taglio?

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Quante volte ci è capitato, magari proprio nel nostro videogame preferito, di trovarci di fronte a nuove armi, oggetti o personaggi con una potenza soverchiante rispetto ai precedenti? E che il solo averne uno nella nostra squadra è in grado di garantirci una vittoria quasi assicurata? Qualcosa che sarà sicuramente capitato a quasi tutti noi videogiocatori e che prende il nome di “power creep”.

Con questo articolo andrò ad analizzare il fenomeno e come questo influisce sulla longevità del gioco, buona lettura!

Che cos’è il power creep e da dove nasce?

Un termine inglese che potremo tradurre come “potenza spaventosa” ed è presto detto il perché: con questo si intende infatti l’aggiunta, attraverso un aggiornamento, di armi, pozioni, oggetti o personaggi caratterizzati da una potenza molto superiore rispetto agli altri già presenti nel gioco.

Il fenomeno del power creep dalla volontà e necessità da parte degli sviluppatori di mantenere il gioco sempre nuovo, competitivo nel mercato videoludico e attraente per nuovi e vecchi giocatori ma mantenere l’equilibrio tra vecchi e nuovi aggiornamenti è spesso molto difficile. Il tutto viene spesso aumentato della grande competitività insita all’interno del mercato videoludico.

Il power creep come strategia di marketing

Una domanda che può sorgere spontanea è perché le case videoludiche decidano di rilasciare aggiornamenti che rendono obsolete le cose precedenti. Questo fenomeno ha un’incidenza maggiore nei videogiochi online come MMORPG, GACHA e MOBA, che vengono rilasciati con un’aspettativa di longevità molto alta e per tale motivo richiedono una costante aggiunta di nuovi contenuti, con lo scopo di “legare” emotivamente e talvolta finanziariamente il videogiocatore al gioco. Molti titolo di questo genere sono infatti dei Free to Play, a cui è possibile giocare senza dover pagare ma che contengono micro-transazioni all’interno che consentono al titolo di sopravvivere e di guadagnare.

Per motivare il giocatore ad appropriarsi di un particolare oggetto o personaggio aggiunto tramite una nuova espansione, spesso gli sviluppatori decidono volontariamente di incrementare la potenza dei nuovi elementi aggiunti, facendoli prevalere e rendendoli quasi invincibili se comparati agli elementi pre-esistenti. Questo crea nel videogiocatore un senso di frustrazione originato dall’essere costantemente sconfitto e dal non poter competere come prima senza possedere quella specifica nuova aggiunta, generando così due possibili esiti: l’abbandono del gioco oppure il possesso del nuovo contenuto.

Una meccanica che ha colpito particolarmente Hearthsone, che ha sofferto del power creep sin dall’uscita nel 2014 della sua prima espansione Curse of Naxramas”, tanto che è stata stilata una lista di “Powercreeped Cards in cui sono elencate tutte le carte che risultano essere migliori di tutte le altre in ogni occasione. Questo fenomeno interessa sia quei giochi in cui è necessario acquistare i nuovi oggetti o personaggi disponibili (il sopracitato Hearhstone) ma anche per quei giochi in cui è possibile ottenere il tutto gratuitamente all’interno del gioco, come in Overwatch e League of Legends.


La parte più problematica è che quando questo meccanismo viene innescato difficilmente si può fermare e League of Legends ne è un perfetto esempio: in quest’ultimo infatti, per ovviare a questa problematica, gli sviluppatori hanno trovato un modo per ridurre il gap tra le diverse generazioni di champions ovvero quello di riformare (reworkare) i vecchi champions per portarli ad un livello paritario con i nuovi aggiunti, aggiungendo nuove skill o abilità passive.

Una soluzione che però secondo molti non è mai definitiva in quanto creerebbe un continuo squilibrio senza mai raggiungere un bilanciamento corretto tra i diversi champions e che più in generale si traduce in un continuo bisogno di rilasciare patch e aggiornamenti al fine di rendere il tutto il più bilanciato possibile, pur essendo consapevoli di aver ormai innescato un circolo vizioso.

Si tratta quindi di un’arma a doppio taglio?

Sostanzialmente potremmo definirla così, come un difficile connubio che può decretare anche la fine del gioco stesso a cause dell’abbandono da parte dei videogiocatori oppure la sua ascesa, il tutto dipende da come gli sviluppatori sono in grado di gestire il fenomeno e l’impatto che queste scelte hanno sulla community.

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