Viaggi temporali nei videogiochi: impariamo dagli errori?

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Quante volte capita che dopo aver subito un insuccesso o un esito negativo, pensiamo “se solo l’avessi saputo prima…magari potessi tornare indietro nel tempo…”. Ironicamente vorremmo un’altra chance e tornare indietro e risolvere tutto.
Il mondo dei videogiochi prova a realizzare uno dei desideri più inconsci della natura umana: controllare il tempo, ricominciare e rialzarsi, nonostante compaia la scritta “game over”. Quasi tutti i videogiochi (fatta eccezione per i titoli classici da sala giochi) presentano la funzione di salvataggio con l’uso di alcuni oggetti (circuiti magici, diari, avatar, letti, bevande o pietre…ecc) o impostazioni del sistema (salvataggio automatico – Check Point).
Il tempo dentro le dinamiche di un videogioco è un’incognita che fa esplorare i confini dei mondi possibili ed immaginabili come un flusso infinito. Anche se si prova a limitare artificialmente lo scorrere del tempo, l’uomo non può controllarlo e ne resta affascinato ed intrigato, pertanto immagina e crea dei mondi virtuali dove è possibile usare e controllare il tempo per viaggiare e dominare il passato, il presente ed il futuro.  

In alcuni videogiochi, usare il tempo diviene il vincolo assoluto per giocare, permette di riavvolgere uno più istanti, giorni, mesi o addirittura epoche storiche. L’obiettivo dell’uso dei salti temporali o viaggi temporali è liberare le emozioni più profonde del giocatore, usare le proprie abilità per riscoprire sé stessi per essere consapevoli del ciclo azione- reazione. L’esperienza ludica è ampliata, la trama ed i personaggi si arricchiscono di nuove svolte e nascono finali alternativi.

In questo articolo si cercherà di analizzare alcuni dei titoli più famosi, in cui viaggi temporali sono i protagonisti indiscussi e quali possono essere gli aspetti salienti che potrebbero spingerci a giocarvi un migliaio di volte, senza annoiarci mai.

Senza dubbio occorre inserire la trilogia di Prince of Persia: le Sabbie del tempo (2003- 2005 da Ubisoft). Il gioco ripercorre le vicende del principe di Persia, prodotto da Brøderbund nel 1989. La trama è molto semplice, il  protagonista si trova coinvolto in eventi ben più grandi di lui e deve cercare di uscirne illeso, almeno fisicamente. Il principe di Persia, dopo essere stato coinvolto in una campagna esplorativa, entra in contatto con una clessidra magica che garantirebbe a chi l’aprirà, l’immortalità e poteri immensi. La sua ingenuità lo porterà a fidarsi dell’antagonista, apre le sabbie del tempo e si scateneranno una serie di eventi che avranno come conseguenza la distruzione dell’impero del sultano.
Per rimediare a questi errori, il principe di Persia tenterà di rimediare agli errori commessi e tornerà indietro usando il potere delle Sabbie del tempo.  Il player potrà riavvolgere il tempo solo per brevi istanti, per evitare di morire durante le sue peripezie (cadute, colpi mortali). Nonostante il Principe riesca a salvare il regno si ritroverà a contrastare qualcosa di ben più pericoloso ed insidioso: il tempo stesso. Le sabbie del tempo sono state aperte e il suo guardiano, il Dahaka, cercherà di eliminare il Principe.

Dahaka tratto dai contenuti multimediali di Prince of Persia Warrior Within

Questa creatura quasi divina è il guardiano del tempo, controlla che non vi siano intrusi o ostacoli nello scorrere del tempo e dà alla caccia al principe poiché egli non dovrebbe essere ancora vivo, è un imprevisto non calcolato e pertanto va eliminato. Il principe, ormai adulto, dovrà affrontare un viaggio oltreoceano per evitare la creazione delle Sabbie del tempo, viaggiare tra passato e presente per impedire che lui stesso possa aprire le sabbie del tempo, ma le cose non vanno mai come previsto.
Il tempo è infinito e va oltre la ratio umana, si beffa di coloro che pensano di poterne avere il potere e il Principe purtroppo lo scoprirà a spese sue, sacrificando affetti e anche la sua umanità. Le Sabbie del tempo rappresentano il desiderio di controllo dell’uomo sulla realtà, la voglia di potere immenso, la cupidigia e l’illusione di poter essere simili al divino. I viaggi temporali tra passato e presente ampliano le abilità del protagonista, aumentano il controllo dell’uso delle Sabbie del tempo, ma qualcosa viene sottratto. Questi poteri sono solo un’illusione, nonostante si cerca di riavvolgere il tempo, le conseguenze sono spesso irreparabili. Infatti la psiche del principe è stata fortemente compromessa: da giovane superficiale e poco abietto alle responsabilità si trova sommerso da eventi tragici che lo trascinano a prendere spesso decisioni avventate ed errate. Egli è stato costretto a crescere convivendo con il rimorso, divenendo crudele e apatico. Eppure lotta disperatamente contro lo scorrere del tempo che lo vorrebbe fuori dai giochi, non si arrende, diventa più forte, cerca tutte le soluzioni possibili ed impossibili per sopravvivere; crede che esista un lieto fine per la sua sorte e combatte con la sola speranza di vincere contro gli inganni del tempo. Al momento in cui accetterà che non può contrastare il tempo così come lo conosce, troverà la soluzione per la sua tragica sorte e si lascerà alle spalle l’oscurità del suo cuore.

 

 

Un videogioco esemplificativo per gli amanti del mondo Game Cube è senza dubbio “The Legend of Zelda: Ocarina of Time”(1998) e “The Legend of Zelda: Majora’s Mask” (2000).

I due titoli, legati al tema dei viaggi temporali, hanno il medesimo protagonista, il prode eroe Link, che cerca di salvare il regno di Hyrule dalle grinfie del villan di turno. In Ocarina of Time, il giocatore esplora i vari paesaggi di Hyrule (foreste, crateri vulcanici, spiagge) per evitare il dominio di Ganon (Ganondorf), l’eterno rivale di Link. Il nemico brama di conquistare il regno di Hyrule con il potere della Triforza, una reliquia sacra a forma triangolare composta da tre forze universali (Potere, Saggezza e Coraggio) che donano a colui che le possiede di realizzare qualunque desiderio.

Per sconfiggere il male, Link viaggia tramite un portale temporale tra passato e futuro, cambiando il suo aspetto, da bambino ad adulto; affronta coraggiosamente tutti gli ostacoli, aiuta coloro che richiedono aiuto ed è sempre supportato dalla principessa di Hyrule, Zelda. Nonostante lo scorrere inesorabile del tempo, le uniche costanti sono Link, Zelda e Ganondorf, che rappresentano l’immutabilità temporale del bene e del male.


Link incarna l’eroe mitico: viaggia nel futuro e diventa un uomo per seguire il suo destino, non esita e combatte, non fa trasparire incertezza o timore per il fallimento, sa che ogni sua azione ha delle conseguenze e sente il peso delle responsabilità delle sue scelte.
Zelda nonostante sia presentata come fragile, nasconde un animo forte e intraprendente, nel futuro aiuterà Link nella sua missione, si cela ai suoi occhi ma darà sempre un supporto continuo, instaurando un legame con l’eroe che supera le barriere temporali e dimensionali, ovunque andrà Link, Zelda sarà al suo fianco.
Ganondorf è il cattivone per eccellenza: astuto, grande, forte e potente; sfrutta le debolezze dei suoi nemici ma non li elimina perché Ganondorf desidera che loro assistano alla sua ascesa. Si beffa più volte di Link che lo definisce solo un fantoccio guidato dal destino eroico e elogia ma teme la saggezza di Zelda.

 

 

In Majora’s Mask, il tempo prende una nuova connotazione: il giocatore deve essere capace di completare tutte le missioni possibili entro 3 giorni. Il limite temporale è legato ad un evento nefasto: la caduta della Luna sulla terra da parte di Skull Kid, un giovane spirito della foresta condizionato da una maschera malvagia. Nei vari siti di stampo creepy esistono diverse versioni modificate di questo gioco, così diverso da Ocarina of Time, in quanto ha toni molto più cupi e con connotazioni inquietanti. In questo titolo il peso del tempo corre inesorabile perché il fato non può essere cambiato e Link è “imbattuto in un terribile destino”, senza memorie del suo passato eroico, contrasta le avversità con lo stesso animo coraggioso. Il tempo ha un nuovo valore, ciò che fa scorrere il flusso sono le sensazioni e le emozioni del giocatore che si trova avvolto da infiniti vortici temporali, consapevole del disastro immanente e ha il dovere di evitarlo, in ogni modo e tempo possibile.

 

“ora non rimane tempo…ed il tempo non è eterno. Per favore valuta valuto il tempo che ti resta”. (il mercante di maschere da Majora’s Mask)

 

Un titolo un po’ insolito, ma che ha riscosso molto successo anche come serie animata è Steins;Gate, nata come visual novel nel 2010, giocabile in varie piattaforme (playstation, Xbox, Pc, smartphone ecc…). Questa tipologia di videogioco merita un posto in questo articolo perché esplora il concetto di tempo in maniera innovativa rispetto ad altri titoli ludici.
Il tempo in questo gioco si dilata in altri infiniti mondi possibili, nati dalle scelte del protagonista Okabe, un fantomatico scienziato che accidentalmente ha scoperto come viaggiare nel tempo con un semplice forno a microonde e comunica tra passato e futuro con dei messaggi (DMail). Gli eventi che coinvolgono il povero Okabe lo portano ad intraprendere un viaggio infinito per salvare la vita alla sua migliore amica Mayuri, tuttavia nonostante tenti in modalità diverse a contrastare gli eventi, essi si ritorceranno contro, sacrificando altri affetti ed il suo equilibrio mentale. Questo è il punto cruciale necessario per la comprensione del concetto del tempo e dei suoi innumerevoli paradossi. Il videogioco, così come la serie animata, pone alcuni interrogativi sulla possibilità di viaggiare nel tempo, attingendo ad alcune teorie temporali, come la teoria del Multiverso. Esistono diverse linee temporali:

 

α (alfa) è la linea temporale iniziale della storia, dove la morte di Mayuri resta tale;

β (beta) è la linea temporale in cui si scatena un disastro a causa della scelta intrapresa di salvare Mayuri;

Steins;Gate è la linea raggiunta al termine della serie animata, la linea dove tutto converge e si modella una sola volta per infinite linee temporali.

Seguendo le dinamiche del gioco, al di là delle dinamiche di stampo romantica (scelta del partner con cui intrecciare una relazione) si introducono delle alterazioni temporali che genera una nuova linea temporale indipendente dalla precedente. Non è possibile muoversi da una linea temporale ad un’altra, ma solo generarne di nuove: Il paradosso dentro il paradosso. Okabe comprenderà la natura crudele del tempo solo alla fine del gioco: le linee temporali sono un numero infinito di possibili universi, ma non esistono in parallelo, esiste solo un unico istante in quella linea temporale passata e futura ed è inevitabile che accada. Quindi non importa quanto si cerca di modificare il passato su una singola linea temporale, il risultato porterà alla stessa conclusione.

Il tempo è un mistero per la mente umana, ogni azione svolta comporta una reazione a breve o lungo termine che sancisce l’inizio di una linea di eventi continui, una linea temporale che potrebbe generare nuove linee temporali. La visione deterministica della realtà così come sembra di conoscerla, si dilata e si restringe grazie al mondo dei videogiochi, che coinvolge ed esplora sia livello emotivo e percettivo nuovi possibili scenari.

Tali scenari temporali nel mondo dei videogiochi sono molteplici, da Final Fantasy XIII-2 , Neir Automata, Assasin Creed II/ brotherhood, Chrono Trigger , Life is strange e la lista è ben più lunga. Quali altri titoli si basano sui viaggi temporali e quali aspetti ci coinvolgono a continuare a giocare a questo genere?

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