Videogiochi e dolori articolari: c’è una relazione?

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Mi appresto ad accendere la mia Playstation 4.

La accendo.

Inserisco il CD.

Prendo il controller e inizio a giocare.

Dopo qualche minuto comincio a sentire dolore al polso sinistro. Di nuovo.

Dolori da videogioco, è possibile?

Chi non ha mai denunciato problematiche simili durante una sessione di gioco, almeno qualche volta?

Se la risposta è “Io no”, hai tutta la mia invidia! Nonostante vicende personali, non è da negare che l’avvento dei videogame, lo sviluppo tecnologico e l’utilizzo degli smartphone, abbiano portato ad un forte incremento di patologie relative ai polsi e alle dita quali: tendiniti, tunnel carpale, infiammazioni varie, ecc.

Avevamo già trattato questo tema nell’articolo sulla Nintendinite (Clicca per leggerlo), ma qui amplieremo maggiormente il discorso, con particolare riferimento alle infiammazioni articolari. 

Dai casi, agli studi

Un esempio emblematico è quello riportato da un bambino di undici anni, Deniz Ince, il quale ha cominciato a riportare dolore non solo durante le sessioni di gioco, ma anche durante gesti di vita quotidiana. In seguito a ciò, il padre reumatologo insieme ad alcuni ricercatori della New York University, hanno cercato di approfondire l’argomento, indagandolo a fondo attraverso la costruzione di un questionario da rivolgere ai compagni di Deniz. L’età del campione si assestava tra i 7 e i 12 anni.

L’80% dei giovani compagni ha riferito di utilizzare frequentemente i videogame, per un tempo che nella maggior parte dei casi non superava l’ora giornaliera.

Nello specifico, tanto maggiore era il tempo di gioco dichiarato dai giovani, tanto più alta era la possibilità di denunciare dolori a mani e dita.

Il risultato di questo studio, reso noto per l’appunto dal prof. Yasuf Yazici, durante il congresso dell’American College of Rheumatology di Philadelphia, indica che ogni ora quotidiana di gioco aumenta del 50% la probabilità di avere dolori.

I sintomi generalmente non creano problematiche tali da costringere i giocatori a interrompere le sessioni videoludiche.

Ma ciò che risulta interessante da questo studio è che il dolore è solitamente più intenso tra i soggetti con una età inferiore. Questo probabilmente è dovuto al fatto che muscoli e tendini in via di sviluppo, se sollecitati in continuazione, potrebbero subire dei danni maggiori.

Un altro studio esemplificativo è quello svolto da un gruppo di ricercatori olandesi e riportato nel British Medical Journale.

Nello specifico, lo studio sottolinea la probabilità di denunciare problemi ortopedici dovuti all’utilizzo prolungato e intenso dei videogames.

Molto frequente, per esempio, è la “tendinite da mouse”, ossia l’infiammazione del tendine abduttore, il quale permette il movimento del pollice. L’utilizzo del mouse infatti implica una movimentazione continua del polso, mentre il resto del braccio rimane fermo. Risulta logico immaginare il sovraccarico funzionale legato ai tendini del polso che possono infiammarsi anche in modo serio.

Cosa si può fare per ridurre i dolori?

Un rimedio molto utile, che io stesso utilizzo, è l’applicazione del ghiaccio sulla zona infiammata. Purtroppo questo è solo un rimedio temporaneo e non ha carattere permanente. Un altro elemento che può dare sollievo è applicare sulla zona dolorante degli spray antinfiammatori particolarmente indicati per le articolazioni fini, oltre all’utilizzo di polsiere in grado di limitare il movimento innaturale del polso.

Chiaramente, in caso di dolori acuti può essere utile interrompere per un determinato periodo di tempo l’utilizzo dei videogiochi, oltre a rivolgersi ad un bravo ortopedico.

Quello che si dovrebbe fare è limitare il più possibile l’uso prolungato e innaturale delle articolazioni.

Oltre alla tendinite sono presenti anche dolori alla schiena e al collo. Anche in questo caso la causa principale risiede della posizione innaturale della colonna vertebrale durante il gioco.

Infine, gli ortopedici hanno individuato altri disturbi relativi a polsi e mani.

Esistono per esempio il “gomito da cellulare”, che è causato dal mantenere per troppo tempo il braccio piegato allo scopo di tenere lo smartphone vicino all’orecchio e il pollice da BlackBerry per coloro che inviano troppi messaggi.

È possibile prevenire i dolori?

Nonostante questi problemi, che possono essere prevenuti attraverso un utilizzo corretto dei dispositivi elettronici, mi pare doveroso specificare ancora una volta, che il problema non sono i videogames, che non dovrebbero essere demonizzati.

Il fulcro di tutto è la responsabilità individuale riferita ad un saggio utilizzo degli strumenti che abbiamo a disposizione.

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