World of Warcraft e tratti personologici: la relazione tra game-style e personalità

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Con l’imminente uscita di Shadowlands, l’ottava espansione di World of Warcraft, la punta di diamante di casa Blizzard torna a far parlare di sé e non soltanto sui siti di videogiochi.

 

World of Warcraft: un gioco che ha fatto scuola

Per i pochi che non lo conoscono, WoW è uno dei primi e più famosi MMORPG al mondo, un gioco di ruolo online che ha gettato le fondamenta del genere e che attualmente conta poco meno di 7 milioni di account attivi (non male per un titolo che è stato inaugurato nel lontano 2004). Ogni giocatore ha la possibilità di customizzare a piacimento il proprio eroe, scegliendone la fazione, la razza, il sesso, le caratteristiche fisiche ma soprattutto la classe e il ruolo; queste ultime due peculiarità sono i tratti distintivi che determineranno i compiti che il giocatore dovrà svolgere durante le battaglie, lo stile del suo gameplay e ovviamente il suo ruolo all’interno del party.

 

 

Esistono tre ruoli principali: il DPS, la macchina di morte per eccellenza, caratterizzato dall’alto output di danni ma anche da una scarsa resistenza fisica; il suo compito è quello di seminare morte e distruzione tra le fila degli avversari. Il tank, lo scudo del gruppo, colui che si immola prendendo un sacco di mazzate dai mostri per proteggere i compagni; non fa molto danno ma ha svariate skills protettive che gli permettono di attirare a sé i nemici e che incrementano notevolmente le sue statistiche difensive. Infine c’è l’healer, il curatore, il personaggio che ha il compito di salvare la vita ai compagni quando le cose si fanno difficili, forte di molte abilità difensive, curative e di rigenerazione della salute.

 

Un mondo da vivere a proprio modo

WoW tuttavia non consiste solo nel fracassare il cranio a demoni giganti o nel cercare i pezzi di equipaggiamento più forti; dopo la creazione del proprio personaggio infatti al giocatore viene data l’opportunità di avventurarsi nelle sconfinate terre di Azeroth, tra missioni da portare a termine, achivement da ottenere, segreti da scoprire e molto altro ancora. Il gioco è infatti costellato da una miriade di attività secondarie, che hanno reso questo titolo estremamente longevo e che riescono a tenere il giocatore incollato allo schermo per molte ore al giorno. Le attività PVP (player versus player) permettono di affrontare in modo diretto gli altri giocatori e possono variare da enormi campali a duelli nell’Arena, per non parlare della possibilità di assassinare avventurieri inermi incrociati durante l’esplorazione; per quanto riguarda le attività PVE (player versus environment) invece, il mondo di gioco offre scelte praticamente infinite, dando l’opportunità al giocatore di esprimere la sua creatività esplorando il continente, specializzandosi in varie professioni, cucinando, pescando, gestendo il proprio fortino o partecipando a eventi globali. Tutto in base ai propri gusti e alla propria personalità.

 

 

E qui sorge la domanda: “sarebbe possibile comprendere la personalità di un giocatore osservando le sue azioni all’interno del mondo di gioco?”. Secondo un team di ricercatori californiani la risposta è . Questi ultimi si sono chiesti perché alcuni giocatori preferiscono le attività di farming e crafting piuttosto che il PVP nell’Arena, oppure perché alcuni adorano fare raid con gli amici mentre altri amano andarsene in giro per il mondo, solitari, uccidendo giocatori all’apparenza innocui.

 

Big Five e scelte in-game

In psicologia lo strumento che rappresenta il gold standard per la misura della personalità è il Big Five Questionnaire, il quale esplora cinque tratti personologici fondamentali: Estroversione, Amicalità, Coscienziosità, Stabilità emotiva e Apertura alle esperienze. I ricercatori hanno campionato oltre 1.000 giocatori di WoW ai quali hanno fatto compilare un sondaggio online, basato appunto sul Big Five, con il quale hanno raccolto informazioni demografiche e di personalità, chiedendo in seguito ai partecipanti di elencare almeno 6 personaggi che stavano giocando attivamente. Esaminando i comportamenti, le attività dei giocatori all’interno del mondo digitale (informazioni disponibili pubblicamente sul sito di WoW) e i fattori di personalità, il team ha trovato delle correlazioni interessanti.

I soggetti con alti punteggi al tratto Estroversione del Big Five tendono a ottenere più achivement che richiedono la collaborazione con altri giocatori, fanno più raid con la propria gilda e spendono più tempo chattando con i membri del proprio party durante le varie missioni; chi invece riporta bassi punteggi in questo tratto di personalità preferisce attività come il farming, il crafting, la pesca e la cucina, oltre a disporre di un numero maggiore di “pets”.

 

 

Per quanto riguarda l’Amicalità è stato scoperto come giocatori che hanno un punteggio elevato a questo tratto fanno uso di molte “emote” positive come l’abbraccio, l’applauso e il saluto, preferiscono attività non legate al combattimento e si impegnano maggiormente nel “role play”, simulando in chat la provenienza e la razza del proprio personaggio con frasi tipiche; bassi punteggi in Amicalità invece mostrano una predilezione per gli aspetti più competitivi e agonistici del gioco, come l’uccidere di nascosto gli altri giocatori, partecipare a tornei PVP nell’Arena e nei “battleground”, con un corrispettivo numero più alto di vittorie.

I giocatori con un alto punteggio in Coscienziosità mostrano una miglior gestione del proprio fortino, una preferenza nelle attività di farming e completano regolarmente le “daily quest”. Gli individui che ottengono bassi punteggi a questo tratto di personalità hanno invece più probabilità di morire per via delle cadute da grandi altezze.

Per quanto riguarda la Stabilità emotiva non emergono dati chiari, sembra soltanto che i giocatori con alti punteggi a questo tratto abbiano creato più personaggi del sesso opposto mentre chi ha un punteggio basso preferisca attività PVP.

In fine i giocatori che hanno ottenuto un alto punteggio ad Apertura alle esperienze possiedono un numero maggiore di personaggi su più server e in entrambe le fazioni, hanno completato più quest rispetto agli altri e trascorrono molto tempo nell’esplorazione. Chi invece ha ottenuto bassi punteggi a questo indicatore preferisce spendere più tempo in attività tradizionali come i dungeon e i raid.

Attraverso molteplici regressioni statistiche i ricercatori hanno inoltre scoperto che le attività e i comportamenti messi in atto durante le sessioni di gameplay possono essere utilizzati per dedurre la personalità dei singoli giocatori; questo denota che anche se alcuni giocatori tentano di modificare il loro comportamento all’interno del mondo di gioco, per dare una certa immagine di sé (fenomeno denominato “desiderabilità sociale”), la loro personalità reale viene comunque espressa in modo chiaro.

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