Videogame for Future

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Di fronte ai cambiamenti climatici la scienza si è mossa per capirne i motivi e il ruolo che ha l’essere umano in tutto questo. Uno spazio sempre più ampio di riflessione lo sta ottenendo una domanda: come far capire alle persone che i cambiamenti climatici riguardano tutti? Ed ecco che, ancora una volta, i videogiochi tendono la mano.

È tutta una questione di comunicazione

Per gli studiosi il tema cruciale, oltre alla comprensione del fenomeno, diventa come comunicare le proprie scoperte, preoccupazioni e linee guida per evitare conseguenze indesiderate e indirizzare le persone verso buone pratiche.

Viene normale pensare che il punto di partenza sia la scuola, contesto delicato ed essenziale per la formazione della persona e del pensiero critico, tuttavia costituito spesso e volentieri da modelli unidirezionali dove l’insegnante ricopre un ruolo attivo, il discente invece passivo.

Già in un precedente articolo avevamo parlato di come i videogiochi possano offrire una via d’uscita da un modello d’apprendimento ormai obsoleto; ancora una volta, quest’idea ritorna a galla con lo studio di Ouariachi e colleghi (2018).

Nella ricerca di cui ho appena fatto menzione, gli autori si interrogano innanzitutto su come rendere più efficace la comunicazione delle problematiche legate ai cambiamenti climatici e come valorizzare gli sforzi di educare le persone in merito a questa complessa questione, evitando anche gli effetti delle dannose fake news messe in rete da scettici e complottisti.

I videogiochi possono salvare la Terra

Diventa quindi necessario capire come preparare i giovani a far fronte ai cambiamenti climatici e a introdurre nei comportamenti quotidiani e non dei cambiamenti che abbiamo riverbero anche nei contesti familiari.

Risulta intuitivo come la classica lezione frontale con qualche appello alla paura sia una strategia ormai sterile e obsoleta.

Gli autori sollevano anche un altro punto: le giovani generazioni sono “generazioni interattive”. Questo rende ancora più velleitario adottare metodi classici e necessario invece esplorare nuove vie, ivi compresi i videogiochi e le nuove tecnologie.

In particolare, i videogiochi offrono un’esperienza immersiva che, presentando determinate caratteristiche che ora vedremo, sono in grado di offrire uno strumento educativo che gli studiosi reputano persino più efficace di quanto precedentemente tentato.

Aspetti come il Flow (Csikszentmihalyi, 1991) e altri già esplorati nel nostro webinar sul rapporto tra videogiochi e apprendimento rendono l’esperienza educativa un elemento di cambiamento e di formazione particolarmente incisiva e persuasiva.

Engagement: come i videogiochi ti coinvolgono

Dietro al fondamentale concetto di Flow gli autori propongono una definizione di engagement multidimensionale. Infatti, possiamo parlare di coinvolgimento narrativo, connesso a ciò che si prova quando si ha a che fare con narrazioni audio e video, come ad esempio di fronte a un bel film al cinema. Ma possiamo anche parlare di engagement del giocatore, riferendoci a quel coinvolgimento esperito di quando si gioca ai videogiochi e collegato ad altri costrutti come il flow e quelli che vedremo nel prossimo paragrafo.

In relazione ai cambiamenti climatici, Whitmarsh (2013), definisce l’engagement come “la valutazione e le reazioni degli individui sul piano cognitivo, emotivo e comportamentale. di fronte ai cambiamenti climatici”, dove:

  1. il coinvolgimento cognitivo riguarda ciò che le persone pensano e sanno, e quanto sforzo mentale sono in grado e hanno voglia di mettere;
  2. il coinvolgimento emotivo circoscrive cosa le persone provano rispetto ai cambiamenti climatici e con che intensità;
  3. il coinvolgimento comportamentale riguarda cosa le persone possono fare per intervenire sulla questione climatica e in che modalità.

In sostanza, per agire sulla crisi ambientale è necessario che le persone percepiscano che è importante per loro, devono sentirsi motivate e capaci di agire.

Al tal proposito i videogiochi garantiscono un maggior coinvolgimento su questa tematica se l’esperienza videoludica:

  • ci portano a riflettere di più e a imparare di più sulla questione;
  • ci fanno sentire personalmente coinvolti (ad esempio con l’engagement narrativo);
  • danno la possibilità di esprimere in termini di azione la nostre preoccupazioni al riguardo.

Che aspetto ha il videogioco per l'ambiente

In seguito a interviste e gruppi di discussione, lo studio di Ouariachi e colleghi ha portato a individuare che caratteristiche ha e deve avere un videogioco per favorire una presa in carico da parte del giocatore della tematica affrontata dal gioco, ivi compresi, e in particolar modo, i cambiamenti climatici.

Raggiungibile: promuovere azioni concrete a portata dell’individuo.

In breve, l’esperienza videoludica deve proporre un grado di sfida tale per cui il giocatore sia sì motivato, ma soprattutto in grado di produrre una buona performance in game e ricevere dal gioco stesso rinforzi positivi quando raggiunge un obiettivo, stimolando sensazioni di benessere e gratificazione di fronte alla ricompensa. In più, il comportamento sarà tanto più rinforzato e reiterato dall’individuo quanto il comportamento indicato dal gioco è specifico e contestualizzato.

Sfidante: l’obiettivo richiede impegno

Offrendo un’esperienza sfidante, il gioco richiede all’individuo di attivare le sue conoscenze pregresse e di integrarle con quelle acquisite in gioco, agganciando il giocatore sul piano sia cognitivo che emotivo.

Concretezza: messaggi semplici e concisi

La tendenza dell’essere umano è quella di semplificare le informazioni di cui entra in possesso. La maggior parte dei tentativi fatti in educazione ludica sui cambiamenti climatici sono risultati fallimentari proprio perché mostravano troppi numeri, statistiche e sofisticate spiegazioni che venivano poi integrate con difficoltà nei sistemi pre-esistenti di credenze e cognizioni degli individui.

Credibilità: informazioni veritiere e verificabili

Come noto nei più classici studi della persuasione, la credibilità della fonte e dell’informazione è alla base del processo di acquisizione di una nuova idea o credenza. Per questo motivo, all’interno dei giochi più amati dai giovani integrare le informazioni scientifiche sui cambiamenti climatici può rivelarsi una mossa vincente, giocando sulla credibilità dell’avatar e del sistema di gioco.

Potenziamento dell’efficacia: promuovere un senso di potenza

La prima reazione che si ha di fronte ai cambiamenti climatici è “non ci posso fare niente”. Il videogioco che permette al giocatore di compiere le proprie scelte e prendere delle decisioni vedendone le conseguenze, favorisce la percezione che agire sia possibile e stimola un ruolo attivo nel giocatore stesso.

Apprendere sperimentando: fare piuttosto che pensare

Gli studi sul cervello umano hanno dimostrato che il cervello è costituito da due sistemi: 1) intuitivo, sperimentale, automatico e più veloce; 2) razionale, ponderato e riflessivo e più lento
Essendo il fenomeno dei cambiamenti climatici “invisibile”, videogiocare consente in modo più efficace di offrire una esperienza su misura in grado di stimolare stati emotivi e apprendimenti nuovi che permettano di percepirne l’esistenza in maniera più diretta e concreta. Inoltre, per sua natura il videogioco mette il giocatore in una situazione in cui impara facendo, permettendo quindi di acquisire competenze e affinare capacità provando e riprovando, invece che pensando e riflettendo.

Orientamento al feedback: come giochi lo capisci subito

In game il giocatore ottiene feedback sul proprio comportamento all’interno dell’esperienza ludica, rinforzando le azioni e le strategie risultate vincenti e andando a eliminare o attenuale la possibilità di replicare quelle risultate fallimentari.

Divertimento: un aggancio infallibile

Se un gioco è particolarmente divertente, le persone che ci giocano più facilmente entreranno in stato di flow e si sentiranno chiamati a giocare più volte, così da reiterare il messaggio contenuto nel gioco e interiorizzarlo con più facilità.

Identità: legami con esperienze personali rilevanti

Il videogioco che vuole sensibilizzare alla questione ambientale dovrebbe far appello all’identità dei giocatori, non soltanto in termini di chi sono, ma soprattutto orientandoli verso chi vorrebbero essere (Heath and Heath, 2010). Inserire all’interno del gioco personaggi ispiratori ai quali i giocatori si affezionano può rivelarsi una strategia vincente per stabilire un contatto emotivo tra giocatore e tematica affrontata.

Crescita: obiettivi a lungo termine perseguiti passando per checkpoint chiari

Sia gli studiosi che gli esperti concordano sul fatto che il gioco debba partire da livelli semplici e diventare via via più complesso, mantenendo un gap tra ciò che è necessario fare per superare la sfida che si presenta e le capacità attuali del personaggio/giocatore. Spesso infatti i videogiocatori giocano più volte lo stesso livello prima di passare a quello più difficile, così da consolidare ciò che sono in grado di fare e richiamare più rapidamente il proprio repertorio d’azione. Allo stesso modo, “livellare” può essere una struttura utile per portare il giocatore dal pensiero all’azione, anche sui cambiamenti climatici.

Significato: suscitare sensazioni intense

Le conoscenze sui cambiamenti climatici non sono sufficienti per sensibilizzare, occorre smuovere interiormente le persone. Le preoccupazioni che emergono nel corso del gioco quindi, devono essere accompagnate dalla possibilità e la sensazione di poter intervenire e mettere in atto comportamenti risolutori. Essere così l’eroe della situazione, può in qualche modo stimolare a indossare maschera e mantello anche nella vita reale?

Narrazione: storie ed eventi

il mero nozionismo, lo abbiamo sperimentato tutti, non cattura l’attenzione, la fantasia e l’emotività di una persona quanto una bella storia. La narrazione nei videogiochi ricopre un ruolo fondamentale, e lo è tanto di più se si cerca di sensibilizzare attraverso di essi. Il racconto, per sua natura e struttura, facilita processi cognitivi di concretizzazione e assimilazione, suscita emozioni e fa emergere le profonde motivazioni dei personaggi, promuovendo in modo chiaro e genuino le azioni dotate di significato e senso. Tutto questo può catturare il giocatore con le sue emozioni, valori e la sua immaginazione, spostando poi la riflessione su di sé nello scoprire le proprie motivazioni e persino cambiarle.

Ricompensa: un riscontro sul nostro agire verso una mèta desiderata

Ricevendo ricompense e feedback positivi immediati sulle proprie prestazioni nel passaggio da un livello all’altro, come può essere la riduzione delle emissioni o l’aumento della vegetazione in un videogame tematico, il giocatore viene spinto a mantenere un buon livello di motivazione a reiterare quei comportamenti in gioco. Se quest’ultimo è strutturato in modo avvincente, le ricompense diventano un elemento pregnante dell’esperienza di gioco e ricco di significato, portando all’obiettivo desiderato: interiorizzare un determinato comportamento.

Simulazione: il mondo immaginario modella la realtà

La finzione permette alle persone di giocare con la realtà creando mondi immaginari dove possono fare cose altrimenti impossibili. Nei videogiochi, esperti e giovani riconoscono che è più immediato e intuitivo associare determinate conseguenze alle azioni compiute da sé o dagli altri personaggi: il mondo di gioco è circoscritto, definito da un numero finito, conoscibile e gestibile di regole che rendono chiari i nessi tra i vari elementi che compongono lo scenario. In questo modo, l’engagement nell’agire contro i cambiamenti climatici risulta facilitato perché si esplicitano rapporti tra cause ed effetti non lampanti nel mondo reale.

Social: l’attivazione della rete

L’engagement comportamentale viene favorito dalla socializzazione. L’essere umano ha progredito nel corso dell’evoluzione riunendosi in comunità, facilitando le interazioni e normando i comportamenti accettabili o meno. Gli “altri”, in quest’ottica, fungono da cartina tornasole sulla bontà delle nostre azioni: quanto più saranno condivise, tanto più sarà probabile che noi le ripeteremo. Formare una rete intorno alla questione ambientale nell’ambito videoludico, consente di condividere soluzioni, idee e pratiche che poi ognuno porta nella propria vita quotidiana, forte del fatto che tante altre persone stanno agendo allo stesso modo.

Concludiamo

In sintesi, un videogioco con queste caratteristiche può portare a sposare la causa ambientale e fare la differenza su un tema di fronte al quale i più si sentono impotenti. Come in questo caso, ma potremmo parlare in generale, i videogiochi offrono uno spunto nuovo per perseguire l’obiettivo del cambiamento e del miglioramento, della società oltre che di sé stessi. 

Non sarà sufficiente favorire l’engagement, ma bisogna che ognuno sia giocatore della propria partita e che attivamente costruisca il proprio bagaglio fatto di credenze, cognizioni, conoscenze, ipotesi, emozioni, esperienze e buone pratiche. Se pensiamo di non averne a sufficienza…beh, basta giocare.

Fonti

  • Csikszentmihalyi, M. 1991. Flow: The Psychology of Optimal Experience. New York: Harper Row
  • Heath, C., and D. Heath. 2010. Switch: How to Change Things When Change Is Hard. New York: Broadway Books.
  • Tania Ouariachi, María Dolores Olvera-Lobo, José Gutiérrez-Pérez & Edward Maibach (2019) A framework for climate change engagement through video games, Environmental Education Research, 25:5, 701-716.
  • Whitmarsh, L., S. O’Neill, and I. Lorenzoni. 2013. “Public engagement with climate change: What do we know and
    where do we go from here?”. International Journal of Media & Cultural Politics 9 (1):7–25.

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