Neuralink: il futuro parte dalla mente

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E se a un certo punto della nostra storia ci trovassimo un chip impiantato nel cervello che ci permetta non solo di controllare dispositivi elettronici con la nostra mente, ma anche di incrementare il controllo del nostro corpo? Immagina quante cose diventerebbero possibili con l’ausilio di un congegno piccolissimo capace di ampliare le nostre abilità.
Sarebbe come quando utilizziamo il nostro smartphone per accendere le luci di casa o come telecomando per cambiare canale in TV. Oppure interagire con la realtà aumentata mentre si cammina tranquillamente per strada.

Sembra proprio il futuro ipotizzato da decine e decine di registi e scrittori amanti della fantascienza.
Ebbene questi tempi non sembrano poi tanto lontani.

Negli ultimi mesi ha destato clamore l’ultima trovata del signor Elon Musk, CEO e CTO di Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX), co-fondatore, CEO e product architect di Tesla e co-fondatore e CEO di Neuralink. La notizia tratta proprio di quest’ultima neo-azienda che, occupandosi del settore informatico e nello specifico dello sviluppo di interfacce neurali impiantabili, sembra stia sviluppando dal 2018 un dispositivo in grado di interagire con gli impulsi elettrici di un cervello.
Ma cerchiamo di chiarire e di fare mente locale sulla questione.

Che cos’è Neuralink?

Il chip elettronico ideato da Neuralink, sarebbe in grado di monitorare l’attività cerebrale di un individuo, con lo scopo di poter studiare e successivamente curare malattie neurologiche come Alzheimer, Parkinson e lesioni al midollo spinale. Il dispositivo viene installato dietro l’orecchio del paziente e tramite un apposito software, l’attività cerebrale dell’individuo viene analizzata da uno schermo.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnologico, Neuralink sarebbe un grande passo avanti e può contare su molti aspetti vantaggiosi che riuscirebbero a convincere chiunque a sottoporsi all’impianto. Ma mettiamo per un attimo da parte l’aspetto medico, sotto il quale questa innovazione rappresenta per lo più, un beneficio.
Siamo eticamente e socialmente pronti a dare il via a questo processo di fusione tra uomo e macchina?

Videogiochi e AI

Di certo non mancano film, serie TV e videogiochi che presentano questo scenario. Uno degli esempi più recenti è Detroit: Become uman, videogioco che tratta il tema dell’intelligenza artificiale. In questo titolo vengono messe in discussione le tematiche di etica e morale su androidi intelligenti progettati al servizio degli esseri umani. Nel videogioco ci troviamo ad affrontare una serie di scelte che coinvolgono diversi personaggi androidi considerati difettosi poiché i loro atteggiamenti non seguono quelli programmati dal sistema.
Prendendo in considerazione quest’opera possiamo introdurre il concetto di Transumanesimo. Con questo termine viene indicato un […] movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e, proprio come l’obiettivo di Musk, migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana (ti consiglio di leggere Elon Musk, Neuralink e la Neuroetica se vuoi saperne di più sull’argomento).

Come sarebbe un futuro con Neuralink?

Neuralink rappresenta l’inizio del processo di “androidizzazione” che permetterebbe a tutti noi di amplificare le nostre abilità fisiche e cognitive. Ma quanto saremo disposti a fidarci della tecnologia? Siamo davvero propensi a modificare il nostro corpo diventando per una parte degli automi?
Tuttavia non bisogna sottovalutare il divario che tali dispositivi sarebbero in grado di creare. Nella nostra società disporre di questi dispositivi o meno, sia per fattori economici o per scelta, porterebbe vantaggi a degli individui piuttosto che altri. Questa differenza potrebbe riscontrarsi sia dal punto di vista lavorativo che delle relazioni.

Se avete giocato Detroit o avete visto 2001: Odissea nello spazio non vi verrà di certo difficile immaginare un futuro dove la coscienza di queste macchine gli permette di ribellarsi all’uomo. Questo costituisce comunque lo scenario fantascientifico più apocalittico e nefasto, ma che ci permette di supporre quali problemi potrebbe causare tale tecnologia. Lo stesso Musk ha ribadito la sua paura che questa tecnologia possa prima o poi “sfuggire di mano”, ciò nonostante l’evoluzione tecnologica rappresenta la base per lo sviluppo dell’innovazione in campo medico. Neuralink diventa una pietra miliare nel settore della ricerca e cura delle malattie neurologiche, regalando ai pazienti la possibilità di riappropriarsi di una vita normale. Il tutto viene favorito da una semplice operazione chirurgica per l’installazione e dalle ridotte dimensioni del chip (stiamo parlando della grandezza di 8 mm).

Le prime sperimentazioni

La maialina Gertrude, insieme ad altri due suoi simili, è stata uno dei primi esseri viventi ad interagire con il dispositivo. A seguirla è stata una scimmia che è riuscita giocare a “mind-pong” ovvero un videogioco, con l’esclusivo ausilio della mente.
L’intero team di ricerca ha dichiarato che sia Gertrude che la scimmia hanno risposto alla sperimentazione con stimoli positivi, dimostrando il loro piacere nell’interagire con giochi e giocattoli.

E tu che cosa ne pensi? Pensi che Neuralink sia il primo passo verso un futuro destinato all’automatizzazione? Faccelo sapere nei commenti 😊

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