Lo Stress e i Videogiochi

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

L’analisi dello stress accompagna gli psicologi fin dai primi anni di studio, è un argomento ampio, di cui esiste una bibliografia vastissima di teorie, sperimentazioni e ricerche.

Una delle definizioni più citate in bibliografia scientifica è quella di Selye (1956), che definisce lo stress come “una risposta non specifica, di attivazione esibita dall’organismo quando deve affrontare un’esigenza imprevista o adattarsi a una novità disorganizzante”.

Lo stress quindi, è legato al concetto di attivazione, che non va confuso con l’ansia, che comporta certamente alti livelli di attivazione, ma è legato a sentimenti e pensieri connotatati in modo spiacevole.

Dal punto di vista della psicologia dello sport l’attivazione in realtà può essere considerata come “energia psicologica” sinonimo di vigore, vitalità e intensità (Martens, 1987).

Per spiegare meglio questo concetto si può pensare alle varie discipline sportive: ad esempio nel tiro con l’arco sono richiesti livelli bassi di attivazione, nel baseball leggermente maggiori, mentre livelli alti occorrono nel nuoto o nella lotta ed elevatissimi nel football americano, nei pesisti e nella corsa veloce.

La parte interessante è che c’è un legame profondo tra attivazione e prestazione: una performance sportiva (ad esempio una gara) non è poi cosi diversa da una performance e-sportiva (come una sessione di gioco o un match).

L’atleta, così come il gamer, è alla ricerca costante del livello di attivazione ottimale per la sua prestazione, la quale è differente per ognuno di noi, ed è a sua volta influenzata dalle emozioni, dall’umore e dai tratti di personalità della persona.

Mentre esistono centinaia di pubblicazioni che hanno come topic lo stress, l’attivazione e la prestazione nello sport, il numero di studi che riguarda lo stress negli e-sports è esiguo e le poche sperimentazioni effettuate comprendono un numero di soggetti campione relativamente piccolo e con evidenti limitazioni teoriche e metodologiche.

La più recente systematic review sullo stress nei gamer viene dall’Università di Lipsia (Leis & Lautenbach, 2020), che raccoglie 17 studi sullo stress negli e-sports, dividendoli in competitivi e non competitivi.

Il parametro più utilizzato per misurare lo stress è la frequenza cardiaca ma sono stati utilizzati anche la pressione arteriosa, il cortisolo, il testosterone e la frequenza respiratoria.

Da questa rassegna possiamo evidenziare che lo stress negli e-sports deriva da fattori interni (età, genere, esperienze precedenti) e fattori esterni (ambiente di gioco, presenza di pubblico, risultati di gioco).

Si è anche compreso che lo stress negli e-sport va monitorato in 3 diversi momenti: baseline (condizione di riposo), competition (l’evento) e post competition (post evento).

Infine, dalle ricerche si può ipotizzare che il gioco non competitivo non abbia particolari influenze stressanti sulla persona.

Qualche settimana fa il team di BonusFinder ha pubblicato un’interessante ricerca basata su una sperimentazione raccogliendo dati sull’heart rate di 14 gamers che hanno partecipato giocando a 16 videogiochi diversi per circa 30 minuti l’uno.

Per la ricerca sono stati scelti i seguenti titoli:

  • Mario Kart
  • FIFA 20
  • Call of Duty (Modern Warfare)
  • Dark Souls III
  • Fortnite
  • DOOM
  • Fall Guys
  • Battlefield V
  • Street Fighter
  • Among Us
  • Grand Theft Auto
  • UNO!
  • The Sims
  • Animal Crossing
  • Minecraft
  • Skyrim

Come abbiamo visto la frequenza cardiaca non può essere considerato l’unico e completo indice per il calcolo dello stress ma ci da un’idea di ciò che accade durante una sessione di gioco.

Da questa ricerca i risultati ci dicono che Mario Kart è il gioco con un aumento medio della frequenza cardiaca, seguito da Fifa Football e Call of Duty. Al primo posto per aver registrato il picco massimo invece troviamo Dark Souls.

Per quanto riguarda i giochi più rilassanti, ovvero quelli con media e picchi minori di heart rate, il podio è composto da Animal crossing, The sims e Skyrim.

 

Quindi se amate l’attivazione frenetica e spassosa, Mario Kart sarà di certo il gioco più adatto, mentre se avete voglia di picchi di attivazione improvvisi Dark Souls sarà il vostro gioco, se invece ciò che vi fa stare bene è giocare con un livello di attivazione molto basso una sessione di Animal Crossing è ciò che fai per voi.

Cambiando punto di vista possiamo affermare che alcune tipologie di videogiochi possano alleviare lo stress della persona. come ad esempio i giochi di cooperazione, di fatti, nel gioco cooperativo, i giocatori possono aiutarsi l’un l’altro, offrendo un supporto simbolico e consentendo all’altro di sviluppare capacità di risoluzione dei problemi. Queste esperienze positive e queste “vittorie” possono dare forza e costruire la resistenza allo stress.

Esistono, anche se rari, videogames e software che insegnano alle persone a gestire lo stress e le emozioni come ad esempio Champions of the Shengha.

In questo discorso non si possono non menzionare i giochi di miglioramento delle abilità come Brain Training. Il vantaggio di questo tipo di videogame è che non solo possono aiutarti a distogliere la mente da ciò che ti stressa, ma possono anche aiutarti a migliorare alcune skills in particolare funzioni esecutive, problem solving e mantenere uno stile di vita regolare, quindi si tratta di attività che possono alleviare lo stress.

Concludendo possiamo affermare che l’attività di gaming influenza lo stato di attivazione delle persone come qualsiasi altra attività in cui ci si cimenta, spostando lo stato psicofisiologico dal rilassamento all’eccitazione e viceversa muovendo uno spettro di emozioni molto vasto. Aspettando un gioco psicofisiologicamente adattato alle esigenze individuali specifiche della persona, oggi possiamo solamente scegliere un gioco che ci diverta e che porti il proprio stato d’animo dove ne abbiamo voglia.

 

Suggerisco alcune domande che posso farmi per acquisire una maggiore consapevolezza come gamer sul tema dello stress:

  • Qual è il videogame nel quale mi sono sentito maggiormente sotto stress?
  • Ci sono dei momenti specifici di una sessione in cui sento maggiormente lo stress?
  • Qual è il videogame in cui mi sento più rilassato?
  • Cosa faccio per tornare nella mia zona di funzionamento ottimale quando mi sento eccessivamente sotto stress?
  • Quando mi sento particolarmente stressato quale gioco scelgo?

Bibliografia

Leis, O., Lautenbach, F., (2020), Psychological and physiological stress in non- competitive and competitive esports settings: A systematic review, Psychology of Sport & Exercise physical education.

Martens, R (1987) Science, knowledge and sport psychology. The sport psychologist, 1, 29-55.

Selye H (1956) General Physiology and pathology of stress. V. Report on stress. MD Publ Inc, New York.

 

Sitografia

https://www.bonusfinder.com/about-us/blog/most-stressful-video-games-to-play

Prof. Emiliano Bernardi

More to explorer

I videogiochi possono far superare la dissonanza cognitiva?

Quando si prendono delle scelte, si devono affrontare delle conseguenze, positive o negative. Quante volte non si coglie il vero valore della scelta? Un tempo limitato e minimo per capire come agire al meglio e per capire cosa potrebbe accadere

Regolare le emozioni con i videogiochi

Le emozioni dei videogiocatori sono spesso viste come il frutto di uno stimolo che parte dallo schermo e arriva ad una persona passiva. Eppure la grande differenza del videogioco rispetto ad altri media digitali è nel suo permetterci una interazione

Books do(n’t) matter

Se un videogioco non riesce a convogliare bene la propria storia in maniera organica con il gameplay, non è stato scritto bene. Può essere comunque divertente, sia chiaro, ma voglio fare un esempio pratico di un gioco che non è

Scrivi un commento

Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza d'uso dell'utente. Proseguendo nella navigazione dichiari di aver letto e accettato i termini e le condizioni di utilizzo, per maggiori informazioni a riguardo clicca

QUI