I videogiochi ci aiutano a meditare?

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Quante volte vi siete trovati a vagare nella mappa per ore senza scopo apparente? Oppure vi siete dedicati a compiti inutili come pescare o spaccare la legna, del tutto incuranti della trama? E che dire di quei videogiochi come Journey o Abzù, che ci guidano in un viaggio mistico, attraverso il deserto e nelle profondità dell’oceano?

A giudicare dal successo dei titoli citati, questo tipo di esperienze forniscono una qualche forma di appagamento, almeno quanto quelle più adrenaliniche degli action game classici. 

 

 

L’attività videoludica ha il potere, attraverso meccanismi di attenzione focalizzata, di indurre uno stato di coscienza di pura immersione nell’esperienza. Questo stato, noto come flow, prevede non solo che l’individuo svolga un compito al puro scopo di trarne piacere, ma anche che riesca a percepire l’immediatezza delle emozioni provate durante l’attività.

Tali esperienze hanno forti connessioni con l’attività meditativa, che mira a migliorare la concentrazione e ridurre lo stress.

Perfino un colosso come Samsung ha iniziato a promuovere una serie di giochi VR per la mindfulness. La realtà virtuale, in questo caso, viene usata come supporto per la meditazione.

 

 

Cos’è la Mindfulness?

E’ una pratica di derivazione buddista, che permette di aumentare la nostra consapevolezza e focalizzarci sul momento presente. Ha il fine di raggiungere uno stato di benessere attraverso tecniche meditative. La Mindfulness potenzia la capacità di gestione di pensieri, emozioni e sensazioni negative, in maniera non giudicante.

Svariati studi scientifici hanno dimostrato come questa tecnica apporti dei benefici anche nel trattamento di disturbi psichiatrici ed abbia effetti di miglioramento dei parametri fisiologici dell’individuo come la pressione sanguigna e la risposta del sistema immunitario. 

 

Mindfulness e Videogiochi

Uno studio correlazionale del 2011 ha rivelato come i videogiocatori abbiamo capacità di mindfulness significativamente superiori rispetto ai non giocatori. Viene ipotizzato che il gioco sia un’attività meditativa di per sé, sottolineando come le capacità di concentrazione siano alla base sia della Mindfulness che del gioco.

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione sull’utilizzo dei videogiochi nel potenziamento delle capacità di Mindfulness. Sliwinski et al. analizzano i fattori che compongono nello specifico la Mindfulness ed il loro rapporto con l’utilizzo di videogiochi e applicazioni per smartphone specifiche.

Suggeriscono che giochi come Call of Duty e Battlefield abbiano la potenzialità di migliorare la consapevolezza verso ciò che accade all’esterno di noi, inducendo uno stato di allerta verso un ambiente ricco di stimoli. 

I giochi di ruolo invece avrebbero la capacità di incrementare l’attitudine di apertura all’esperienza, dal momento che questo tipo di videogiochi hanno ambientazioni – spesso open world – che favoriscono l’esplorazione.

Una ricerca dell’University College di Londra ha poi dimostrato che i giochi per cellulare come il Tetris riescono a ridurre lo stress e permettono l’evasione dai problemi quotidiani in maniera più efficace degli esercizi di Mindfulness. 

Esistono applicazioni per il cellulare appositamente concepite per il rilassamento, come “Breathe Daily” che invita l’user a cliccare con il dito sulla schermo ad ogni respiro. Lo schermo assume una colorazione dal giallo al blu che scandisce i tempi del respiro. In questo modo è possibile contare i propri respiri e focalizzarsi sulle sensazioni propriocettive.

Infine, giochi come Animal CrossingMinecraft offrono la possibilità di focalizzarsi sulla gestione di un’isola o di un villaggio e ci aiutano ad apprezzare il momento presente, nelle piccole faccende quotidiane. Forniscono esperienze rilassanti in cui possiamo esprimere la nostra creatività, personalizzando quanto più possibile l’ambiente di gioco.

 

 

I videogiochi sono più efficaci della Mindfulness?

Ovviamente no. Le pratiche meditative implicano una consapevolezza specifica del nostro vissuto interno ed una capacità di accogliere la sofferenza. Spesso invece sono i videogiochi stessi ad indurre in noi emozioni spiacevoli, come rabbia e frustrazione.

Eppure sono sempre più numerosi i videogiochi in cui è possibile per un momento distrarsi dall’azione e prendersi del tempo per compiere attività rilassanti, utili ad attenuare il senso di malessere e le risposte impulsive come il “rage quitting“. Il filone di ricerca sulla Mindfulness può fornire un contributo interessante agli sviluppatori di videogiochi, incentivandoli a pensare a soluzioni di gioco più innovative per migliorare l’esperienza di gioco.

 

 

Bibliografia:

  • Gackenbach, J., & Bown, J. (2011). Mindfulness and video game play: A preliminary inquiry. Mindfulness2(2), 114-122.
  • Sliwinski, J., Katsikitis, M., & Jones, C. M. (2015, September). Mindful gaming: How digital games can improve mindfulness. In IFIP Conference on Human-Computer Interaction (pp. 167-184). Springer, Cham.
  • Kowert, R. (Ed.). (2019). Video Games and Well-being: Press Start. Springer Nature.
  • Collins, E., Cox, A., Wilcock, C., & Sethu-Jones, G. (2019). Digital games and mindfulness apps: comparison of effects on post work recovery. JMIR mental health6(7), e12853.

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