Dark Souls e il Sublime Videoludico

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Dark Souls è uno dei titoli più influenti ed apprezzati del panorama videoludico degli ultimi dieci anni. Il gioco ed i suoi sequel sono notoriamente difficili. Il gameplay consiste prevalentemente in combattimenti contro mostri e demoni, spesso di dimensioni gigantesche, che richiedono precisione ed un timing meticoloso ed esplorazione di vasti spazi desolati in un ambientazione fantasy-medievale senza indicazioni precise sul dove andare o cosa fare, il tutto condito da una trama indecifrabile, dialoghi ambigui e personaggi misteriosi.

Dark Souls fu pubblicato nel 2011 come sequel spirituale del meno conosciuto Demon’s Souls, in un periodo in cui il game design di molti videogiochi tripla-A teneva per mano i giocatori, con istruzioni chiare, trame ripetitive, personaggi archetipici facilmente riconoscibili, e gameplay clemente. Fu come un fulmine a ciel sereno: il gioco pretende attenzione, dedizione e perseveranza dai suoi giocatori, senza fare sconti. L’unica cosa sul quale possono contare sono essi stessi e la vasta community legata al titolo.

Kant e Dark Souls

Se da un lato giocare a Dark Souls rasenta a tratti il masochismo, dall’altro la sensazione che si prova quando finalmente si riesce a sconfiggere uno dei suoi terrificanti boss è un qualcosa di speciale. Può essere utile fare riferimento ad una categoria estetica alla quale Dark Souls pare ampiamente ispirarsi, quella del sublime. Tra i molti autori e filosofi che si sono dedicati allo studio del sublime, il più celebre è senza dubbio Immanuel Kant, che nella Critica della Giudizio vi dedica svariate pagine.

Il sublime, spiega Kant, si riferisce all’esperienza di cose e concetti che la mente umana razionale non riesce a comprendere. Entità incommensurabili come l’Universo o idee di divinità, ma anche entità naturali come imponenti catene montuose, vasti oceani e temporali maestosi. L’esperienza di tali entità risulta allo stesso tempo affascinante e terrificante, qualita’ che sono il caposaldo del sublime. Nell’esperienza del sublime, la mente umana razionale non riesce a capacitarsi di ciò che sta assistendo, ma allo stesso tempo ha come un presentimento che vi sia un “qualcosa di più”. Il sublime è dunque importante, Kant spiega, perchè permette all’umano di trascendere, anche solo per pochi istanti, quella che è la sua limitata condizione.

Il sublime videoludico

Kant elenca due tipi di sublime: il sublime dinamico, il quale si riferisce ad entità incommensurabilmente potenti, ed il sublime matematico, il quale si riferisce ad entità incommensurabilmente grandi. Entrambi sono ampiamente presenti in Dark Souls, ma anche in molti altri videogiochi che si ispirano ad un’estetica del sublime come God of War, Shadow of the Colossus,ed Ico. Questi titoli sono caratterizzati da enormi spazi da esplorare per finire ad affrontare boss colossali (sublime matematico) capaci di annientare il giocatore con un solo colpo (sublime dinamico). Tante volte giocando a Dark Souls si ha la tentazione di posare il joystick e pensare: “non ce la posso fare”. Il sublime videoludico viene percepito quando si prova ancora, ed ancora, ed ancora una volta, fino a quando il titano non viene finalmente sconfitto ed i giocatori trascendono quelli che prima consideravano i proprio limiti.

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