Un matrimonio da salvare: It Takes Two

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Pubblicato nel Marzo di quest’anno per Microsoft Windows, Playstation 4, Playstation 5, Xbox One e Xbox Series X/S, It takes two ha subito attirato l’attenzione del pubblico non soltanto per la trama avvincente, ma soprattutto per il marchio di fabbrica dello studio che ha sviluppato il gioco, Hazelight Studios.

Insieme fino alla fine

La compagnia Svedese infatti, già con il precedente titolo di successo A way out (qui e qui la recensione in due parti), aveva sperimentato la particolare caratteristica di poter giocare esclusivamente con un compagno, in split screen per tutta la durata del gioco, potendo scegliere solo tra locale oppure online.

Se questa forte connotazione multiplayer da un lato esclude sicuramente una grande fetta di mercato formata dai giocatori che vogliono godersi l’esperienza videoludica in solitaria, o che non hanno la possibilità di giocare con i propri amici, ha permesso al gioco di portare una ventata di aria fresca nel panorama platform e di spiccare tra titoli sulla carta maggiormente strutturati o provenienti da studi ben più prestigiosi.

Il gioco in breve

Senza volervi anticipare troppo la trama, It takes two ha come protagonisti Cody e May, una coppia sposata in crisi, che si ritrova “magicamente” intrappolata nei corpi di due bambole di pezza dopo aver comunicato alla figlia Rose l’intenzione di divorziare. Ostacolati ma in qualche modo guidati dal Libro dell’Amore di terapia relazionale Dr. Hakim, i due genitori saranno obbligati a collaborare per trovare il modo di tornare nei propri corpi. Allo stesso modo, i due giocatori che comanderanno Cody e May dovranno sfruttare le abilità diverse dei propri personaggi per muoversi all’interno della campagna, con un level design divertente e molto variabile nei 9 capitoli che strutturano il gioco.

 

Il Dr. Hakim predilige setting poco tradizionali 

Affrontare il divorzio videogiocando

Il rapporto conflittuale dei genitori, oltre che essere il motore principale della storia narrata dal gioco e una perfetta giustificazione per un gameplay così particolare, può avere una risonanza impattante a livello emotivo per il videogiocatore, sia se si identifica con la piccola Rose, la quale non riesce ad accettare la separazione dei genitori, sia se si rivede maggiormente in uno dei due protagonisti, in continuo scontro con il proprio partner. Fortunatamente questa tematica viene sempre affrontata dal gioco in maniera ludica e mai pesante, ma per qualcuno può avere anche una positiva funzione catartica e di rielaborazione di situazioni critiche del proprio vissuto sotto una nuova luce.

Non è sempre facile remare nella stessa direzione in una relazione

Per concludere

Parliamoci chiaro, sicuramente il gioco pubblicato da Electronic Arts non ha la pretesa di sostituirsi ad un percorso strutturato di terapia di coppia, però tramite un gameplay quasi unico nel suo genere, vi permetterà di immedesimarvi nel goffo Cody o nella agile May, e di impegnarvi con una longevità di circa 10 ore (senza contare i numerosi minigiochi) in un gioco che più co-op di così non si può!

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