Deathloop ed il concetto di tempo

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Il mese di settembre ha visto finalmente l’uscita di DEATHLOOP, videogioco d’azione/sparatutto prodotto da Arkane Studios. Dopo il rinvio di alcuni mesi rispetto alla data di uscita prevista, gli appassionati possono finalmente mettere le mani sul nuovo esperimento del team di sviluppo francese.

Il gioco mischia elementi già visti nelle precedenti creazioni di Arkane Studios (come la saga di Dishonored e Prey) con un gameplay incentrato sul fenomeno del loop temporale.

Il protagonista, Colt, si troverà infatti intrappolato in una “gabbia temporale” che resetterà il mondo di gioco al termine di ogni giornata. L’unica possibilità di fuga sarà offerta dall’assassinare otto bersagli chiave prima che il tempo a disposizione finisca. Una volta che la giornata finirà, infatti, Colt sarà costretto ad iniziare nuovamente il ciclo appena concluso.

Se questo aspetto del gioco può risultare sconveniente per quanto riguarda il compimento delle missioni, dall’altro lato svolge un ruolo chiave in ottica di gameplay. Rivivere le stesse situazioni ripercorrendo le medesime aree di gioco, permette infatti al videogiocatore di evitare di commettere gli stessi errori fatti in precedenza. All’inizio di ogni loop è infatti possibile sperimentare nuove strade e nuovi approcci al mondo di gioco, sfruttando armi, abilità e gadget a disposizione di Colt.

 

Una gabbia temporale vintage

Da un primo sguardo al mondo di gioco, è possibile notare l’affascinante e azzeccata scelta stilistica compiuta dai programmatori per quanto riguarda l’ambientazione. Lo stile retro-futurista ispirato agli anni ’60 è infatti in grado di offrire da solo la sensazione di essere capitati in luogo sospeso nel tempo. Architetture, arredamenti e abbigliamenti attentamente studiati e realizzati svolgono un ruolo importante nel rinforzare quell’impressione di dejà vu che lega insieme l’opera.

Sparatorie, accoltellamenti e fasi stealth svolte in mezzo a colori sgargianti, contrasti di tonalità e di forma. Muoversi in un ambiente di questo tipo contribuisce a rendere bene l’idea di trovarsi tra le sbarre di una gabbia temporale.

 

Chronos e Kairos, nemici o alleati

Concetto chiave di Deathloop è la dimensione tempo. Il concetto di tempo ha da sempre svolto un forte fascino sull’essere umano. Nel corso della storia, molti sforzi sono stati spesi in ambito scientifico e psicologico, filosofico e teologico per comprendere e spiegare la dimensione temporale.

Già durante l’età classica, i greci avevano parole diverse per indicare il tempo a seconda che questo venisse considerato come un qualcosa di quantitativo o qualitativo. Se l’aspetto quantitativo (Chronos) si riferisce al tempo cronologico e sequenziale, quello qualitativo (Kairos) indica invece un periodo di tempo nel quale deve accadere qualcosa di particolare. Questo secondo concetto di “tempo opportuno” mette insieme l’aspetto del tempo e quello dell’azione. In questo modo Kairos diventa un momento quantitativamente indefinito all’interno del quale compiere un’azione precisa e tempestiva, senza incorrere in ritardi e senza lasciarsi sfuggire l’attimo cruciale.

Ecco che in Deathloop questo concetto prende la forma di un aspetto fondamentale del gameplay. Diventa importante cogliere l’attimo giusto per portare a termine la nostra missione intrecciando tra di loro mosse, movimenti e scelte corrette. La conseguenza del nostro errore, quello di essersi lasciati sfuggire il momento adatto, non essere stati in grado di cogliere e fare nostro l’attimo opportuno, è la maledizione del loop temporale. Una valutazione sbagliata dovuta ad un errore o alla poca esperienza imporrà a Colt un nuovo inizio. Rappresenterà la prima, la seconda o l’ennesima ricaduta nella ragnatela del ciclo temporale. Peggior nemico e miglior strumento a nostra disposizione per superare le sfide e fare incetta di trofei.

 

È certo che Deathloop, per sua stessa natura, diventerà presto una sfida per ogni appassionato di questo genere di videogiochi e, soprattutto, per tutti gli “speedrunner” pronti a cercare il modo più rapido per “rompere” il gioco.

 

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