LAST DAY OF JUNE – L’ultima possibilità

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Last Day of June è l’ultimo acclamatissimo progetto di Ovosonico, indie developer con base a Varese. Non è facile scrivere di questo piccolo capolavoro in tutta la sua potenza senza fare spoiler, sarebbe come cercare di spezzare una sfera, perfetta nella sua interezza. Eppure non si può non parlare di una storia controcorrente, unica nel suo genere, e tutta italiana.

Last Day of June prende ciò che conosciamo e lo stravolge: prende una storia d’amore e la fa scontrare con le disgrazie della vita; prende il sempre più diffuso “butterfly effect” (la possibilità per il giocatore di prendere decisioni che impatteranno la storia) dandogli un significato tutto nuovo. Questa meccanica diventa null’altro che un rimuginare sul passato con il senno di poi, facendoci rivivere la stessa scena fino allo sfinimento, fino all’ultimo momento, immaginando cosa sarebbe successo se avessimo agito in modo diverso.

È una storia cruda nella sua delicatezza, che elimina tutte le smancerie superflue delle relazioni di coppia idealizzate per parlare di vita vera. È una storia breve, senza dialoghi, muta ma che parla tanto: bastano espressioni del viso appena accennate, musica e quei colori caldi da perenne tramonto per dire tutto ciò che serve, proiettando emozioni forti ed intime. La dimostrazione che non servono gameplay elaborati e trame complesse per arrivare dritti al punto, per comunicare un messaggio. È qui che la narrativa si intreccia con l’emozione, in un’ottica di universalità. È qui che ritorna con forza il motivo per cui è nata questa rubrica: portare alla luce progetti indipendenti, nuove forme di racconto in grado di smuovere nel giocatore una riflessione profonda, inaspettata, e feconda.

Last Day of June è un racconto moderno che diventa un inno alla Vita, un invito a godere di ogni singolo momento prima che sia troppo tardi, prima che sia l’ultimo.
Abbiamo bisogno di storie in cui non si vive per sempre felici e contenti, perché ci insegnano più di quanto possano mai fare le favole, parlando di vita vissuta e rendendoci più forti nelle avversità. In fondo i videogiochi sono anche questo: aiutarci ad esplorare le nostre emozioni più oscure, ad affrontare con coraggio “il peggiore dei casi”.

 

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