L’elaborazione cyberpunk del lutto: Transistor

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La morte è un argomento piuttosto diffuso nel mondo videoludico e, del resto, come potrebbe essere altrimenti?
A livello narrativo è spesso il motore che spinge i personaggi principali a lasciare il loro angolo di mondo ed agire, guidati dalla rabbia della dipartita di un loro caro. Proprio come avviene alla protagonista del gioco cyberpunk “Transistor”, Red.

Il videogame, pubblicato nel 2014, ha i suoi natali nella software house Supergiant Games, fondata nel 2009 da due ex dipendenti della Electronic Arts e casa di altri titoli molto apprezzati dalla critica come “Bastione “Pyre. I loro lavori si distinguono per il sapore malinconico delle storie che vi si intrecciano, accompagnati sempre da un reparto grafico e sonoro di elevata qualità. Nel gioco in questione, infatti, potremo seguire le vicende di Red, cantante attaccata per le sue controverse ideologie da un misterioso gruppo chiamato Gli Orchestrali, pronti a prendere possesso della città e riscriverne interamente il codice tramite l’aiuto di un nuovo programma. Spaventata da tutto ciò, si imbatterà subito nel corpo di un suo conoscente, trafitto da una strana spada, la Transistor, capace di assorbire il codice delle persone che trafigge ed usarlo per darle nuovi poteri da usare in battaglia. Scioccata dalla perdita, il rifiuto si trasformerà presto in rabbia, non appena scoprirà che il codice, o la coscienza, del suo amico sono ancora intrappolati all’interno dell’arma, da cui le parlerà durante tutto il suo viaggio, ricordandole della loro città e dei momenti passati insieme, nonché aiutandola a capire le vere intenzioni degli Orchestrali.

La reazione di Red segue esattamente i passi della nota teoria delle fasi del lutto, ideata dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross, secondo cui alla scoperta della perdita, l’individuo cerca innanzitutto di negare l’accaduto, mettendo in atto un meccanismo di difesa che nega l’esame di realtà così da proteggere l’Io. Quando si è pronti ad accettare la verità, si inizia a provare un senso di rabbia profonda, si cerca un capro espiatorio che si assuma le colpe di quanto accaduto, un’ira che può essere indirizzata verso sé stessi o verso qualcuno o qualcosa di esterno. Ciò si intreccia spesso con un’altra fase della teoria, quella del patteggiamento, per cui si cerca una soluzione, una via d’uscita e/o una spiegazione a ciò che è accaduto, nella speranza che una volta trovata, tutto si risolva e ciò che è perso venga ritrovato. Proprio come Red, che, furiosa con gli Orchestrali per averle strappato via non solo il suo amico ma anche la propria vita, cerca in tutti i modi di fermarli. Eppure, durante il suo viaggio, grazie anche alle riflessioni dell’uomo intrappolato nella Transistor, ella acquisterà una nuova consapevolezza di sé stessa e la rabbia inizierà a svanire, lasciando il posto ad una profonda malinconia che le farà capire come niente sarà più come prima, nonostante i suoi sforzi. Un senso di impotenza che la farà dubitare di riuscire nella sua impresa ma che alla fine lascerà il posto all’accettazione della realtà intorno a lei. Sarà proprio allora che Red inizierà a riflettere su come usare la Transistor non solo per sgominare il gruppo, ma anche per migliorare le sorti della città. Punto particolarmente importante, dato che spesso nella realtà non si riesce ad approdare a quest’ultima fase, ossidandoci in una delle precedenti. Blocco che può portare l’individuo a sviluppare eventuali psicopatologie.

Il gioco riesce a descrivere in maniera magistrale il cambiamento e la presa di coscienza della protagonista ed a coinvolgere il giocatore grazie alla tanto malinconica quanto ispirata soundtrack, comprensiva anche di evocativi brani contenenti tracce vocali di Ashley Lynn Barrett (che aveva già collaborato alla creazione della colonna sonora di Bastion), che ci accompagneranno durante tutto il percorso, illustrato in maniera talmente ispirata ed accurata da ricordare molto i quadri di Klimt. Sfruttando un punto di vista isometrico, il gameplay ci lascerà scegliere se affrontare le battaglie in modo più action, sfruttando le nostre abilità liberamente sulla mappa o se, invece, preferiremo utilizzare un approccio più strategico, fermando il tempo e impostando una serie di comandi che dovranno essere eseguiti da Red. Particolarmente ispirato e dal sapore malinconico, il gioco è stato più volte acclamato dalla critica e nominato per svariati premi, vincendone alcuni come miglior gioco di strategia, miglior comparto grafico e per l’eccellenza della colonna sonora.

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