I valori del gruppo: il ruolo della gang in Red Dead Redemption 2

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Red Dead Redemption 2, videogioco western del 2018 sviluppato e pubblicato da Rockstar Games, ha tenuto incollati allo schermo milioni di videogiocatori grazie ad una trama emozionante, un’ambientazione Far West curata in maniera maniacale ed una colonna sonora eccezionale.

L’aspetto che più di ogni altro cattura l’attenzione è senza dubbio la caratterizzazione data ad ogni singolo personaggio della storia. Un meticoloso lavoro svolto dai programmatori, dalla direzione artistica e dai doppiatori, ha conferito a ciascun protagonista dell’avventura un forte carisma che, insieme ad altri elementi come la narrazione e il gameplay, ha contribuito a far rimanere per sempre impresse nella mente dei giocatori decine di immagini, dialoghi ed interazioni.

Il coraggio e la lealtà del protagonista principale Arthur Morgan, la personalità affascinante e carismatica di Dutch van der Linde, la sfacciataggine di John Marston, la resilienza di Sadie Adler e la scaltrezza di Micah Bell rappresentano dei punti focali per la narrazione, ma ciò che appare evidente già dopo le prime ore di gioco è che il vero e proprio protagonista di RDR2 è il gruppo.

 

Il principale protagonista: il gruppo.

La narrativa di RDR2, infatti, è focalizzata principalmente sulla Gang dei van der Linde, una banda di “fuorilegge gentiluomini” che non rinuncia mai ad essere leale ed onorevole durante le proprie scorribande, rapine e rapimenti. Nel gioco viene rappresentata in maniera magistrale l’importanza che il gruppo riveste nella vita di ogni personaggio e dello specifico ruolo che ognuno svolge nella gang, in modo da permettere il mantenimento di un delicato equilibrio al suo interno.

Il gruppo di fuorilegge viene rappresentato come una famiglia, all’interno della quale ci si cerca sempre di aiutare a vicenda, mantenendo alti i valori di onore e fedeltà tra tutti i membri.

Risulta evidente come la consapevolezza di appartenere alla gang giochi un ruolo cruciale nella psiche dei protagonisti della storia, rafforzando il senso di affiliazione e offrendo regole di comportamento chiare e definite, soprattutto di fronte ad eventi in grado di turbare l’armonia che regna tra i membri dei van der Linde.

L’identità sociale.

In ambito psicologico, si parla di identità sociale quando si fa riferimento a quel concetto di sé che emerge dalla consapevolezza di appartenere ad un gruppo e dai sentimenti suscitati da tale appartenenza e RDR2 è in grado di rappresentare perfettamente come l’identità di gruppo nasca e si rafforzi nel corso del tempo. È possibile infatti notare come la gang rappresenti per molti personaggi una difesa nei confronti delle minacce esterne. Tali minacce non solo spingono i membri a ricercare protezione, ma rendono il gruppo ancora più forte e coeso, pronto a rischiare l’incolumità dei singoli pur di difendere il territorio (l’accampamento in questo caso) e l’ideale stesso del “fuorilegge”. Il bisogno di far parte del gruppo si manifesta anche nella ricerca di un certo status e potere, funzionale ad ottenere rispetto nei confronti del mondo esterno.

Partecipare a missioni pericolose e raggiungere gli obiettivi prefissati dal gruppo rafforza ulteriormente l’identificazione con la nostra gang, dando al giocatore la sensazione che, lungo il proseguire della storia e durante specifiche sessioni di gameplay, sia necessario spostare la propria attenzione da Arthur all’intera banda, preoccupandoci per l’incolumità e le risorse a disposizione di ogni nostro compagno. La bravura dei ragazzi di Rockstar è stata, in questo caso, quella di rendere i giocatori consapevoli dell’importanza che riveste la capacità di stabilire dei legami improntati sull’aggregazione, la compattezza e la coerenza ad un ideale.

Identità, percezione di minacce esterne, status sociale e rispetto sono tutti elementi che si possono ritrovare in RDR2 e che, secondo gli autori che studiano la psicologia sociale, svolgono un ruolo fondamentale per motivare le persone ad affiliarsi con altre e dar vita ad un gruppo.

 

La vita nella gang.

Nel mondo virtuale di RDR2, è affascinante osservare da vicino e vivere a contatto con la nostra banda: un’entità che ci accompagna per tutta l’avventura modellandosi, cambiando forma, ingrandendosi o rimpicciolendosi, che vive e prospera in maniera quasi indipendente dalla nostra costante presenza. Si percepisce profondamente come l’atmosfera in cui siamo immersi cambia appena facciamo ritorno al nostro accampamento dopo una giornata passata a girovagare per la frontiera. Un nostro compagno imbraccia una chitarra e inizia a comporre una melodia davanti al fuoco acceso nel cuore del nostro accampamento. Qualcun altro si avvicina e si siede di fianco a noi. Il whisky scalda i cuori e annebbia la mente quel tanto che basta per riscoprire il valore che possiede la spensieratezza quando ci si sente parte integrante di qualcosa di condiviso e radicato. Con estrema naturalezza inizia a nascere una canzone fatta di molte voci e, ad un tratto, sembra di essere all’interno di un coro di anime che celebra un rito grazie al quale la coesione si rafforza e lo spirito diventa più affilato. Poi, così come era nata, la canzone finisce. La flottiglia di anime si dissolve. Ancora qualche battuta e ognuno torna a portare a termine i propri compiti prima di andare a dormire. Domani l’alba porterà con sé un nuovo giorno e con esso nuove sfide ed ostacoli da superare.

 

More to explorer

Hollow Knight e Psicologia: tra luce e coscienza

Questa seconda puntata della rubrica dedicata agli elementi di psicologia presenti nel videogioco Hollow Knight si focalizzerà sul tema della coscienza. Se la sfida dell’articolo precedente (che potete trovare qui) è stata quella di descrivere brevemente il titolo in questione,

percezione

Superliminal: la nostra percezione del mondo è reale?

“Mentre una parte di ciò che noi percepiamo viene dagli oggetti che ci stanno dinanzi, attraverso i nostri organi di senso, un’altra parte (ed è possibile sia la parte maggiore) proviene sempre dal nostro cervello.” (William James,1890) Superliminal. In una

ICO e De Chirico: la metafisica nel videogioco

Se Giorgio De Chirico avesse vissuto tanto a lungo da poter diventare un gamer avrebbe sicuramente apprezzato ICO. questo videogioco è stato infatti uno dei primi a essere considerato una vera e propria opera d’arte, ispirato in particolare alla corrente

Scrivi un commento

Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza d'uso dell'utente. Proseguendo nella navigazione dichiari di aver letto e accettato i termini e le condizioni di utilizzo, per maggiori informazioni a riguardo clicca

QUI