This War of Mine: il vero volto della guerra

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This War of Mine non è un titolo nuovo ma non è forse caratteristica dei grandi titoli far parlare di sé anche dopo anni dalla sua uscita? E, purtroppo, molto spesso si potrà ripresentare l’occasione per parlarne e, probabilmente il motivo è facile da immaginare.

Vedere con gli occhi degli altri

Per chi non conosce questa perla videoludica di 11 bit Studios, This War of Mine è un gioco gestionale di sopravvivenza che si svolge in un contesto di guerra. Fin qui niente di particolare ma, in questo caso, non rivestiamo il ruolo di truppe speciali o di ribelli armati ma di civili inermi. Il nostro compito infatti è gestire un piccolo gruppo di persone che cercano di scampare ad un assedio che sta distruggendo la città. Da una parte c’è un gruppo ribelle e dall’altra l’esercito. In mezzo persone disperate e criminali di ogni tipo.

Il nostro compito è la sopravvivenza. Il compito non sarà per niente facile tra fame, malattie, ferite e scelte morali che possono compromettere la salute mentale dei nostri personaggi. L’obiettivo è resistere fino all’intervento della comunità internazionale che interromperà l’assedio. Il gioco è ambientato in una città che ricorda molto l’est Europa e, più nello specifico, gli eventi che hanno caratterizzato l’assedio di Sarajevo.

Le guerre degli altri

Ma è molto semplice capire che l’opera non voglia raccontare quegli specifici avvenimenti, ma ogni guerra e le conseguenze che porta con sé. Quegli eventi che non riguardano conquiste o difese di porzioni di territori, sconfitte o vittorie in gloriose battaglie oppure armi sempre più micidiali ma tutto quello che irrimediabilmente accade alle persone che, senza nessuna colpa, vi si trovano intrappolate e che pagano le peggiori conseguenze.

Queste storie spesso trovano poco spazio nelle notizie soprattutto quando l’evento si trova lontano dalle nostre latitudini o quando le persone coinvolte, in qualche modo non ci somigliano. Magari religioni diverse, culture diverse o colori diversi. Per i più attenti si possono vedere i numeri di chi non ce la fa, ma queste persone non sono numeri. Ed ecco che This War of Mine ce lo sbatte in faccia con tutta la potenza e il coinvolgimento che, probabilmente, solo un videogioco può dare. Facendo diventare la guerra degli altri la nostra guerra.

Ci troveremo davanti a scelte difficili, a scegliere se è meglio non mangiare per giorni oppure rapinare quelli che fino a poco tempo fa erano i nostri vicini, se intervenire contro dei criminali che stanno per far del male a qualcuno o salvarci la pelle. Ma l’opera non ci mette solo davanti a queste scelte morali come giocatori ma sono i nostri personaggi stessi a reagire. Potremo quindi avremo la pancia un po’ meno vuota però uno del nostro gruppo potrà deprimersi e suicidarsi oppure scappare via non riuscendo a sopportare scelte troppo disumane.

La nostra guerra

In altre parole, This War of Mine è un gestionale che non si riesce a giocare a cuor leggero e che coinvolge in maniera prepotente dandoci un assaggio di quello che si vive in guerra, un assaggio che somiglia molto ad un pugno nello stomaco.

Ma come mai parlarne proprio ora? Perché la guerra in alcune zone sembra non finire mai realmente. Infatti, In queste settimane il lunghissimo conflitto che interessa Israele e Palestina ha aggiunto nuove e terribili pagine al suo libro. Le bombe in quelle zone, a differenza di altri conflitti, hanno sempre smosso anche la nostra opinione pubblica ma, spesso, anche nel nostro scrivere sui social a favore di questo o quello schieramento non trovano spazio parole che possono far sperare in una pace. Anche qui da noi si lotta su chi abbia ragione e chi torto e su chi debba essere annientato e chi trionfare. Si fa spesso riferimento alle questioni di principio o ai grandi trattati, cosa giustissima, ma dimenticando però chi sta in mezzo come bambini e famiglie palestinesi già provati da condizioni di vita pessime.

Ecco, probabilmente in questo caso potrebbe essere consigliata una somministrazione dell’opera di 11 bit Studios. Così da dare, in totale sicurezza, una dose infinitamente piccola di quello che si vive quando a parlare sono le bombe. Perché, appunto, è proprio quello che fa This War of Mine, ti mette lì in mezzo tra ex cuochi, calciatori, giornalisti che, al di là delle loro idee, sono lì in quel momento a proteggere con ogni mezzo possibile l’unica cosa che gli è rimasta, la vita.

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