Videogiochi strategici: una palestra per l’autoregolazione

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Non solo frenesia

L’immagine comune del videogioco è quella di un’attività veloce e intensa, che mette alla prova i tempi di reazione dell’utente. Tipicamente rappresentata da picchiaduro ed FPS questa concezione ben si presta alle preoccupazioni rispetto ad aggressività e generale mancanza di controllo.

Eppure i più esperti sanno benissimo che esistono molti altri generi. Fra questi, all’estremo opposto dello stereotipo del picchiatore frenetico di tasti, troviamo gli strategici. Si tratta di titoli che richiedono capacità di pianificazione per raggiungere obiettivi anche molto distanti nel tempo, gestendo in modo oculato risorse ed informazioni. Vestendo i panni di condottieri medievali, pianificatori urbani, direttori di parchi a tema e altre figure di responsabilità difficilmente i nostri successi arriveranno da decisioni impulsive.

 

 

Meglio la gallina domani

Le capacità che abbiamo descritto sono alla base di una competenza fondamentale anche per il successo nella vita “analogica”: l’autoregolazione.

Definita in molti modi, presenta aspetti sia comportamentali , come la capacità di perseguire interessi a lungo termine, che emotivi, nella capacità di gestire adeguatamente le proprie emozioni e inibire l’azione spontanea quando necessario.

Nel mondo attuale l’autoregolazione ha una importanza fondamentale: ci consente di rinunciare a una soddisfazione immediata per avere un risultato nel futuro, ma anche di aggredire l’amico o il datore di lavoro che ci hanno appena contrariato. Non stupisce che sia un importante fattore per il successo nella vita e il benessere personale.

Ma sopratutto, essendo una competenza, ci si può allenare ad autoregolarsi. Beumeister et.al (2007) nel loro modello relativo alla forza dell’autocontrollo, basato su precedenti esperimenti (Baumeister et.al 2006) mostrano come esercizi di auto regolazione per alcune settimane potenzino questa capacità anche in attività mai provate prima. Come un muscolo insomma, che una volta sviluppato può essere usato anche fuori dalla palestra.

 

 

Allenamento o selezione?

Questa prospettiva ha guidato Gabbiadini e Greitemeyer, ricercatori rispettivamente italiano e austriaco, nella loro ricerca. Se i videogiochi strategici richiedono processi molto simili a quelli autoregolatori, possono essere una “palestra” per questa capacità? E se invece fossero individui già dotati in questo campo ad essere attirati da titoli che valorizzano questa competenza? L’autoregolazione risulta legata anche a caratteristiche di personalità tendenzialmente stabili e non modificabili.

In un primo studio ai 404 partecipanti è stato chiesto quali generi di videogiochi usassero più o meno spesso, da “non tutti i giorni” a “più di due ore al giorno”. Veniva poi chiesto loro di compilare lo “Short Self Regulation Questionairre“. Questo strumento indaga i processi generali di autocontrollo riferiti dalla persona con affermazioni come: “sono in grado di raggiungere gli obiettivi che mi pongo”.

Il secondo studio invece ha cercato di superare i limiti del primo, esplorando se questa possibile associazione fra giochi strategici e capacità di autoregolazione restasse anche tenendo conto delle influenze di differenze individuali e di personalità. Fra quelle misurate con questionari validati da precedenti ricerche troviamo l’impulsività, la tendenza a correre rischi e l’evitamento delle tentazioni.

Regolarsi giocando?

I risultati del primo studio sono stati incoraggianti, mostrando una relazione positiva fra gioco strategico ed autoregolazione. Importante è anche come questa non variasse in funzione dell’età e del genere, ma nemmeno dell’esposizione ad altre tipologie di videogiochi, Insomma il potenziale abilitante di questo genere videoludico sembra essere promettente. Ma se questa relazione fosse meglio spiegate dalle differenze individuali?

Il secondo studio, che teneva in considerazione queste ultime, non sembra confermare questa ipotesi. La relazione resta, e non è neppure particolarmente legata al tempo di gioco. Non possiamo comunque escludere che ci possa essere un positivo effetto di arricchimento, per cui giocatori già dotati per caratteristiche personali possano trovare nel genere strategico un ulteriore rinforzo dell’autocontrollo.

Bisogna invece notare come in questo caso l’effetto risulta essere mediato dall’età: è più evidente infatti nei partecipanti giovani, che risultano anche più frequenti giocatori. Questo, sostengono gli autori, apre implicazioni importanti sull’impatto positivo che questi titoli possono avere su una fascia di popolazione che sta ancora acquisendo queste capacità. Durante l’adolescenza, le funzioni esecutive, ovvero le capacità che permettono di “bloccare” le risposte automatiche a favore di soluzioni panificate dei problemi, si stanno ancora sviluppando. Questi giochi chiedono di valutare possibili conseguenze complesse delle proprie azioni e ci mostrano se le soluzioni che progettiamo sono efficaci o meno. E proprio questi elementi potrebbero guidare genitori ed educatori in una scelta consapevole rispetto ai titoli da proporre ai ragazzi, magari provandoli insieme.

Bibliografia

Baumeister, R. F., Gailliot, M., DeWall, C. N., & Oaten, M. (2006).Self-regulation and per-sonality: How interventions increase regulatory success, and how depletion moderates the effects of traits on behavior.Journal of Personality,74,1773–1801.

Baumeister, R. F., Vohs, K. D., & Tice, D. M. (2007).The strength model of self-control.Current Directions in Psychological Science,16,396–403

Gabbiadini, A., & Greitemeyer, T. (2017). Uncovering the association between strategy video games and self-regulation: A correlational study. Personality and Individual Differences104, 129-136.

 

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