Videogiochi e Giappone – Quando i manga e gli anime incontrano i joystick

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Quando un’opera ha un successo strepitoso, è un classico che venga attuato un percorso di merchandising per guadagnare ulteriormente. Questo succede soprattutto coi film di supereroi americani o con gli anime ed i manga giapponesi.

Questo nostro articolo è dedicato a questi ultimi.

MANGA FAMOSI E VIDEOGIOCHIDragon ball, Naruto, One Piece, BleachChi non ha mai visto o letto una di queste opere? Forti del successo ottenuto, non possono mancare i prodotti videoludici, per andare a colpo sicuro sul mercato, dato che sicuramente qualcuno comprerà il loro prodotto derivato da una rivisitazione dell’opera originale. Chi non ha alzato le mani al cielo quando Goku doveva lanciare la sfera Genkidama per sconfiggere Bu? Ecco, sapere che noi stessi potremo creare direttamente un attacco così potente e sferrarlo ai nostri avversari esalta i giocatori fan della serie che si precipiteranno a comprare il videogioco. Sono spesso i manga/anime d’azione o i picchiaduro a diventare un prodotto per console. I giocatori di tutto il mondo si divertiranno come dei matti a creare sfide assurde e mai scontate tra i loro personaggi manga preferiti che mai si sarebbero affrontati nell’opera d’autore. Ciò che attira di questi videogiochi, oltre al fatto di poter usare personaggi amati degli anime, è anche l’enorme quantità di questi ultimi presenti in giochi simili. Se non tutti (in One Piece sarebbe impossibile), moltissimi dei personaggi sono riprodotti fedelmente, così come le loro mosse e i loro attacchi speciali. Ciò dà origine ad un’infinita serie di combinazioni che lasciano a bocca aperta chiunque giochi ad un gioco simile.

 

SPIEGARE LA REALTA’ VIRTUALE CON UN ANIME – La realtà virtuale si sta pian piano consolidando nel nostro presente. Alcuni anime hanno cercato di prevedere cosa sarebbe successo di qui a pochi anni: è il caso di Sword Art Online e della serie anime .hack//.
Per quanto riguarda Sword Art Online, Kirito, il protagonista della serie, decide di cominciare a giocare ad una nuova avventura tramite realtà virtuale. Kirito viene così teletrasportato in questo mondo virtuale, simile ai più famosi MMORPG esistenti, come World of Worcraft (WoW). Mentre la sua mente è all’interno del gioco, il corpo è disteso supino sul letto, col casco per entrare nella realtà virtuale fissato sul capo. L’anime cercherebbe di mostrare come questa tecnologia può essere invasiva: il creatore del suddetto videogioco, infatti, non permette di fare logout ai giocatori che potranno uscire dal gioco solo se esauriranno tutte le vite a disposizione nel gioco. Con una piccola clausola extra: se le vite si esauriscono, il giocatore perderà la vita. Ovviamente la storia è romanzata, ma inquieta particolarmente il fatto che le realtà virtuali potrebbero in un futuro non troppo lontano dominare la mente del giocatore. Questa però è ovviamente solo fantascienza.
Nel secondo anime, ovvero .hack//, osserviamo che il protagonista Tsukasa è un ragazzo intrappolato nella realtà virtuale, e dovrà trovare il modo per riuscire ad effettuare il tanto desiderato logout.

In questi due anime notiamo che viene risaltata la parte prettamente invasiva che la realtà virtuale potrebbe creare nella vita del giocatore. Ovviamente ciò è dovuto in primis per contribuire a creare una narrazione decente all’opera, formando pathos e ansia nel fruitore.
Non mancherà comunque molto alla nuova rivoluzione dei videogame, per cui entreremo nel videogioco standocene comodamente in panciolle sul nostro divano o coricati sul letto.

 

 

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