Giocatori aggressivi e maleducati? C’è una spiegazione per i flamers

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Nel gergo videoludico dei MOBA il termine flamer vuole indicare quei giocatori che durante le partite intasano la chat di gioco con insulti o suggerimenti poco educati nei riguardi dei compagni di squadra. E’ utile ricordare a chi non ha mai giocato a un MOBA che questa tipologia di giochi prevede di giocare in team, due squadre da 5 giocatori si affrontano in avvincenti battaglie cercando di aggiudicarsi la vittoria attraverso il gioco di squadra. per tanto la differenza che può fare il singolo giocatore rispetto agli obiettivi imposti dal gioco è relativa.

il flamer è sempre pronto a giudicare le giocate degli altri in maniera denigratoria, è convinto che gli errori del team non gli appartengano e che l’insuccesso di una partita non dipenda assolutamente da lui ma dai compagni di squadra.

A tal proposito Weiner (un famoso psicologo) nel 1972 formulò una teoria, secondo la quale ogni individuo formula ipotesi e giudizi relativi ai fattori causali degli eventi. in particolare tali ipotesi riguardano la localizzazione delle cause (locus of control) di un evento (interne vs esterne). Per esempio attribuire il successo di un esame alle proprie capacità piuttosto che alla fortuna significa attribuire l’evento a un fattore interno all’individuo, stabile e controllabile, piuttosto che a un fattore esterno, variabile che sfugge al diretto controllo.

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Gli stili di attribuzione causale degli individui influenzano l’autovalutazione e l’autostima.

Un giocatore che attribuisce ogni singolo fallimento ai suoi compagni di squadra non fa altro che proteggere se stesso dall’amara verità che trattandosi di un gioco di team una percentuale di responsabilità sarà sempre anche sua. Per tanto l’autostima di un flamer sarà con ogni probabilità più al sicuro di quella di un giocatore in grado di riconoscere quando commette degli errori.

il vantaggio di essere un flamer  sta nell’imperturbabilità delle proprie convinzioni di essere un giocatore infallibile, a vantaggio della propria autostima, tuttavia individui con forte tendenza al successo sarebbero caratterizzati dalla tendenza ad attribuire il successo o l’insuccesso a fattori interni e stabili, mentre gli insuccessi a fattori interni o esterni variabili.

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E’  possibile asserire lo stile attribuzionale dei flamer è di per sé utile alla loro autostima ma disfunzionale rispetto alla crescita come giocatore perché non consente un’autovalutazione obiettiva  e funzionale al miglioramento delle proprie carenze. Di fronte all’evidente incompetenza dei compagni di squadra il flamer dovrebbe dare suggerimenti per migliorare la situazione non appesantire il clima del gruppo con insulti.

il suggerimento per i giocatori convinti di non sbagliare mai è quindi quello di condividere la presunta abilità con gli altri in modo costruttivo, con il fine ultimo di migliorare oltre che l’andamento della partita anche il proprio benessere psicologico.

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