MAI spegnere il gioco di qualcuno senza avergli concesso di salvare!

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Nell’articolo di oggi tratteremo quello che probabilmente, per la maggior parte dei giocatori, consiste in uno dei traumi più terribili della propria infanzia: lo spegnimento senza salvare. Sì perché chi non ha mai vissuto la classica discussione con mamma o papà del “spegni che stai giocando da troppo”? E obiettivamente, quanti spegnevano subito? Molto pochi suppongo. Dunque ecco che i genitori si vedevano “costretti” a spegnere il gioco dei figli provocando reazioni degne del peggior Sgarbi.

Ora, se rievocare certi ricordi rischia di essere troppo doloroso, non proseguite nella lettura. Non preoccupatevi, è più che comprensibile. Ma se volete rendere giustizia per tutte le ore di gioco che vi sono state cancellate ingiustamente, questo è l’articolo giusto. Di seguito infatti cercheremo di spiegare ai genitori moderni perché non bisogna MAI E POI MAI spegnere il gioco del figlio senza permettergli di salvare. 

  1. Il videogioco è uno spazio privato del ragazzo, una sorta di mondo immaginativo digitalizzato entro cui egli è in grado di agire a suo piacimento, nel quale può sfogarsi e nel quale può attuare i suoi desideri. Uno spegnimento improvviso con tanto di cancellazione dei progressi equivale ad un intrusione non autorizzata dell’adulto, che impone la sua autorità anche in spazi che dovrebbero essere personali.
  2. Cancellare un’ora di gioco equivale a cancellare un’ora di “lavoro”. Il videogioco non è “solo un gioco”! Prendo come esempio chi ama leggere: immaginate se una persona con un click fosse in grado di cancellare tutto ciò che avete letto nell’ora precedente, lo gradireste? Chiaramente no. Spegnere un gioco senza lasciar salvare crea più o meno lo stesso effetto, poiché un videogame richiede tempo, costanza e soprattutto impegno.
  3. Imporsi in maniera autoritaria non è mai la soluzione migliore, meglio cercarne una autorevole, magari attraverso ad un compromesso, come avvertire il ragazzo. In questo modo si eviteranno discussioni inutili ed estenuanti.

Dunque cari genitori, come fare quando vostro figlio non vuole smettere di giocare? Innanzitutto avvertite (così che il ragazzo possa salvare) e poi cercate di utilizzate degli “arbitri” neutri. Ad esempio: tra 5 minuti devi spegnere. Ma non i 5 minuti che poi durano 10 secondi, mettete una sveglia o qualcosa che faccia da mediatore. Ragazzi dal canto vostro invece quando vi dicono di salvare fatelo, si eviteranno tante discussioni inutili.

Spegnere un gioco a qualcun altro senza farlo salvare non crea danni psicologici, ma sicuramente comporta tanta rabbia repressa che stando attenti è facilmente evitabile.

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