LucasArts games: dalle “Guerre stellari”…alle stalle

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La LucasArts è la tipica casa videoludica che segna l’infanzia o la giovinezza di una intera generazione di videogiocatori, ma che poi muore non potendo così crescere con essa.

Tale etichetta resta un ricordo malinconico e spensierato di chi ha avuto la fortuna di vivere quel periodo che va dalla seconda metà degli anni ’80 ai primi anni del nuovo millennio, ma che può ora solamente ricordare e non più riprovare.

Fondata nel maggio 1982 come gruppo di sviluppo della Lucasfilm Ltd., la casa cinematografica di George Lucas, la LucasArts incominciò a farsi le ossa collaborando con il colosso Atari e sviluppando all’inizio degli sparatutto in prima persona.

La LucasArts ha spaziato in diversi generi videoludici, partendo dai giochi d’azione, a sparatutto e di simulazione militare, videogiochi traenti ispirazione dai film della casa madre come Star Wars e Indiana Jons, ma è con le sue “avventure grafiche” che è tutt’ora celebre e famosa nel panorama videoludico.

Giochi quali The Secret of Monkey Island e i suoi seguiti (1990-2009), Maniac Mansion e il suo sequel Day of the Tentacle (1987-1993), ma soprattutto Grim Fandango (1998) e molti altri sono rimasti titoli di punta e di vanto, che a distanza di decadi vengono ancora giocati e che paradossalmente han ricevuto una più larga diffusione.

La sfortuna e il pregio stesso della LucasArts fu quello di puntare molto sui videogiochi per pc e non per console, fattore che ha segnato pesantemente appunto le vendite, riscuotendo sii successo, ma esiguo rispetto a quello che meritava e a cui avrebbe potuto puntare.

A partire dagli anni novanta i pc incominciavano a farsi largo nelle case anche per motivi videoludici e non solo per lavoro, il problema era però che l’ignoranza e “l’analfabetismo funzionale” delle persone era ancor più diffuso di adesso; i pc di allora difatti si rivelavano più complicati di ed estranei, i passaggi per caricare e far funzionare un gioco (molto spesso solo in lingua inglese se fortunati) erano lunghi e macchinosi, mentre la comodità delle console (più comode, intuitive e con più giochi) veniva sponsorizzata e accolta meglio dalle famiglie.

In pratica solo alcune generazioni e solo poche persone di esse han “goduto” delle meraviglie sfornate da questa compagnia, ciò ha segnato forse la rovina stessa cercando di puntare poi sulla quantità e non più sulla qualità dei suoi prodotti.

Star Wars è uno dei brand più famosi e floridi di sempre, un marchio che ha generato attorno a sé un merchiandise immenso e in continua espansione e crescita…è ironico il fatto che sia stato proprio questo marchio la causa del fallimento della LucasArts.

Sin dagli inizi J. Lucas puntò, ovviamente, a investire le risorse del suo neo-studio su ciò che lo rese celebre, la fama di guerre stellari si era diffusa a macchia d’olio su tutto il globo divenendo un fenomeno di costume e di genere, quale miglior cosa se non specularci sopra avendone i diritti.

La LucasArts fu in grado di sviluppare ottimi giochi ispirati all’omonima saga, accrescendo il culto e i fan in tutto il mondo, purtroppo questo continuo tirar sempre più la corda rese i titoli sempre più monotoni e privi di innovazione, affossandone sotto quel punto di vista il brand e di conseguenza l’azienda stessa.

La LucasArts è stata un’icona per i “nerd” del passato, agli amanti dell’informatica e dell’intrattenimento videoludico su pc, è stata casa e mamma di progetti e storie fantastiche, demenziali, surreali, emozionanti e commuoventi; essa è stata e rimane un faro splendente del panorama dei videogiochi, la quale ha contribuito a far sognare e divertire giovani sia di ieri che di oggi.

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