In questo articolo capiremo come i videogiochi possono essere un nuovo modo di intendere le relazioni in un’era dove tutto è digitale.
I videogiochi come nuovo modo di intendere le relazioni
Altro discorso sarebbe rispondere al seguente quesito: I videogiochi possono essere pensati come modo di creare relazione?
Con questa domanda si intende capire se i videogiochi possano sostanziarsi come reale strumento per porre in connessione persone tra loro, creando legami affettivi e fornendo nuove possibilità di comunicazione, evitando di considerare l’esperienza videoludica come un incontro asettico tra videogiocatori, in uno spazio virtuale impersonale.
Ben più complesso appare fornire una risposta a tale quesito.
Ma partiamo dall’inizio…
Se è vero, come sostiene il buon Aristotele, che siamo essere sociali, allora appare logico pensare che le relazioni siano indispensabili per il nostro proseguimento. In questa ottica i videogiochi non potrebbero essere visti come innovativi strumenti di relazione?
Il videogioco, unito ad una connessione internet, permette di entrare in contatto con chiunque a migliaia di chilometri di distanza, valicando barriere spaziali e linguistiche. I videogiocatori sono spesso accomunati dalla lingua inglese o da modalità comunicative comunque molto intuitive e di facile comprensione. Inoltre, oggi come non mai, l’aspetto relazionale all’interno del mondo videoludico è estremamente presente.
Come può essere presente l’aspetto relazionale?
Un esempio è l’aspetto del multiplayer.
Ogni giorno, migliaia di videogiocatori si incontrano fisicamente o sul web per partecipare a sfide cooperative (facendo parte della stessa squadra) o competitive (gli uni contro gli altri). Queste sfide richiedono l’assimilazione di competenze sociali, relazionali e organizzative quali: capacità di negoziare con gli altri e di scendere a compromessi, definizione dei propri ruoli e rispetto per il prossimo.
Come afferma Gray (2013): “Nel gioco di gruppo per divertirsi bisogna farsi valere senza essere prepotenti, e questo vale anche nella vita sociale. Osservate un qualsiasi gruppo di bambini che gioca e vedrete in atto contrattazioni e compromessi”. Se questo vale per il gioco “classico” perché non dovrebbe valere anche per i videogiochi che altro non sono che giochi messi su video?
Il videogioco strumento per costruire nuove relazioni
Videogioco come modo di vivere la relazione tra amici e conoscenti, ma anche come strumento per crearne di altre.
Attraverso il gioco, infatti, si possono esplorare passioni in comune, costruire in maniera dinamica la propria personalità attraverso l’incontro e il confronto dialettico con l’altro, sviluppare le proprie competenze sociali e interpersonali (come l’empatia) e riflettere criticamente su di sé e sugli altri: “sono convinto che esista un nucleo del Sé, precostituito, solo in minima e virtuale parte, che si costruisce piuttosto continuamente in una unità interna unica e specifica proprio attraverso le relazioni intersoggettive” (Garofano, 2006).
In questo senso, i videogiochi potrebbero essere la risposta ad una società che si sta muovendo verso nuove modalità di fare relazione, completando e non soppiantando quelle già presenti.
Il videogiochi e la sfera educativa
Un ultimo cenno merita l’accostamento tra videogioco e relazione educativa, intendendo l’esperienza videoludica come possibile modalità per attuare interventi educativi nei confronti di bambini e adolescenti, in presenza di un professionista preparato.
A tale proposito, Thompson (1964) afferma che: “tutto ciò che positivamente possiamo sapere di un’altra persona è quello che ci è dato di osservare nei suoi rapporti con gli altri”. In questo senso e, attraverso la chiave di lettura adottata nel presente lavoro, sarebbe possibile comprendere i vissuti di un bambino anche attraverso i rapporti che intesse durante le sessioni di gioco.
Una nuova visione del videogiocatore
I risvolti pratici di tale visione potrebbero aprire infiniti spiragli, ma preferiamo fermarci qui.
L’intenzione di questo articolo non è quella di rispondere in maniera perentoria e definitiva ai quesiti sopraelencati, ma offrire degli elementi che possano favorire una riflessione ben più profonda rispetto a quella che vede il videogiocatore chiuso nella sua cameretta buia, in assenza di contatti sociali.
Il videogiocatore è, in primis, una persona e come tale una fonte inesauribile di forza creativa, con la quale è in grado di costruire rapporti umani in maniera flessibile e innovativa!
Bibliografia:
Gray P. (2013). Lasciateli giocare. Internazionale. 1031: 44-49
Garofalo D. (2006). Riconoscimento e Psicoanalisi. Borla.
Thompson C.M. (1964) . Concetti del Sé nella teoria Interpersonale. In: Psicoanalisi Interpersonale. Bollati Boringhieri.


