Come lavorare nel mondo dei videogiochi?

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Questo messaggio è rivolto a chi ha una grande passione per i videogiochi e che vuole intraprendere una carriera professionale in questo meraviglioso mondo.

VIDEOGIOCHI: DI CHE MERCATO PARLIAMO?

Il mercato dei videogiochi è in grande crescita come è possibile vedere dal giro d’affari che si aggira attorno ai 159,2 miliardi di dollari (2019). La crescita esponenziale che sta avendo nell’ultimo decennio è sotto gli occhi di tutti e non riguarda soltanto le macro aziende quali Sony, Microsoft e Nintendo, ovvero i produttori dei principali dispositivi per il gaming attualmente sul mercato (console e PC). Essa concerne anche il mondo delle piattaforme mobili, quali tablet e smartphone, quello del gaming via social network e quello inerente il più recente Cloud Gaming.

Provate a pensare a tutte le aziende che producono videogiochi nel mondo, quanto ve ne vengono in mente? Io arrivo a 40, ma chissà quante me ne sto dimenticando. Basti pensare a tutto il mondo degli sviluppatori indipendenti, delle case dei cosiddetti “Indie Games”, dei giochi in Flash (come abbiamo detto, anch’essi in costante sviluppo economico).

CHE FIGURE PROFESSIONALI SONO RICHIESTE NEL MONDO DEI VIDEOGIOCHI?

Le figure professionali richieste da questa enorme macchina sono molteplici: si parla di profili tecnici, quali developer, programmatori, grafici, game designer e designer del suono, ma anche di profili “artistici”, quali produttori, sceneggiatori, direttori artistici. Poi vi è quella professione che ti permette di mettere mano ai videogiochi in anticipo rispetto all’uscita sul mercato, ed è il game tester, ossia persone che testano i videogiochi cercando di carpire tutte le informazioni possibili per aiutare il team di sviluppo nel miglioramento e nella costruzione di un videogioco. Vi è inoltre tutto il reparto marketing, per la vendita, la commercializzazione, la pubblicità di un videogioco. Vi sono figure legate alla contabilità, alla gestione economica di una società di sviluppo di videogiochi. 

CHI SONO I DATORI DI LAVORO NEL MONDO DEI VIDEOGIOCHI?

Generalmente, solo le aziende con alcuni giochi alle spalle (e un certo nome) possono permettersi dei grossi team di sviluppo. Quali sono quelle che operano e assumono in Italia?

Ubisoft Entertainment, casa di sviluppo e di distribuzione francese, ha una succursale in Italia, sotto il nome di Ubisoft Italia con sede a Milano. In questa sede sono stati sviluppati videogiochi quali Rayman (nel 2000 per Gameboy Color), Just Dance (in molti dei suoi capitoli), Assassin’s Creed IV: Black Flag (nel 2013), Syndicate (2015) e Origins (nel 2017) e, infine, Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege (nel 2015).

Milestone, casa di sviluppo nostrana, nonché una delle società sviluppatrice di videogiochi di maggior successo in Italia, ha prodotto e distribuito molti dei videogiochi sportivi che abbiamo giocato negli ultimi anni: la saga MotoGP, l’altra saga Ride, Valentino Rossi The Game (2016). Anche questa azienda ha sede a Milano.

505 Games azienda che pubblica giochi per tutte le console di attuale generazione, che ha avuto i suoi primi successi con Cooking Mama e Zumba Fitness. Questa casa di sviluppo milanese non sviluppa soltanto videogiochi (tra cui alcuni di tipo educativo quale World Championship Spelling, o Spellbound) ha distribuito giochi del calibro di Brothers: A tale for two sons (2013), Control (2019), Rocket League (2016), Payday 2 (2013 e 2015 con la Crimewave Edition) e Death Stranding (2020).

E all’estero?

Munitevi di voglia di avventura, predisposizione al duro lavoro, una conoscenza ottima della lingua inglese (almeno) e prendete il primo volo per il Canada, gli Usa, il Giappone. Lì Sony, Microsoft, Atari, Sega vi aspetteranno e come in ogni buon gioco di avventura, “dovrete dimostrare il vostro valore”.

CHE FORMAZIONE È RICHIESTA IN QUESTO AMBITO?

Esistono offerte formative interessanti, non solo all’estero ma anche in Italia.

Le università di Milano e di Genova sono le prime ad aver attivato dei corsi accademici dedicati specificatamente ai videogame. Attualmente l’università Luiss propone un Master in Game Design e l’Università degli Studi di Verona un Master in Game Development.

Ci sono poi enti privati che organizzano veri e propri corsi formativi nell’ambito del Game Development, Game Design  e altri, quali Digital Bros Game Academy, a Milano, la Vigamus Academy e la AIV (Accademia Italiana Videogiochi), a Roma, lo IUDAV (Istituto Universitario Digitale Animazione Videogiochi) a Salerno e, infine la Event Horizon che, con sedi a Torino, Firenze, Milano, Padova, Pescara, propone corsi e master di qualsiasi tipologia.

E non pensate che dovrete passare anni sui libri prima di poter mettere mano anche a una sola tastiera; infatti la Digital Bros Game Academy, come altre, propone metodi di sviluppo delle competenze non solo tramite lo studio ma anche tramite il “Learning by doing” ovvero un apprendimento vero e proprio sul campo. Tale metodo di apprendimento si è dimostrato molto utile in ogni campo di apprendimento: il fronteggiare un problema con i mezzi che si hanno a disposizione in quel momento permette infatti lo sviluppo di competenze quali il problem-solving, il team building e altre ancora. Questo metodo pone al centro la persone e il suo processo di apprendimento, che avviene grazie all’esperienza diretta, ed è proprio per questo motivo che viene denominato anche apprendimento esperienziale.

Geoffrey Davis, direttore generale della Digital Bros Academy, intervistato da Marco Trabucchi per Vanity Fair, ha dichiarato che per capire se tali professioni possono essere fatte per noi è importante documentarsi, andare a seminari, conferenze, cercare online e capire che un lavoro nell’industria videoludica non è solo tale, ma diventa un vero e proprio stile di vita, in cui impegnarsi, specializzarsi e per vivere nuove e, a volte, interessanti esperienze. Proprio per questo motivo bisogna capire quali siano i propri limiti personali, cercare di superarli o sarebbe meglio guardare altrove.

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