Patient Gamers – La psicologia dell’attesa

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Nuove uscite a ritmo serrato, anticipazioni, recensioni, aspettative. Il mercato moderno del videogioco abbonda sicuramente di proposte. Ma questa abbondanza e velocità possono diventare stressanti fino a compromettere l’esperienza videoludica.
Stiamo giocando per goderci l’esperienza o per restare al passo con gli ultimi titoli? 

L’alternativa, che per alcuni è una vera e propria filosofia, è offerta dalla comunità dei “giocatori pazienti“. Sviluppatasi a partire dal subreddit “Patient Gamers“, propone di attendere un tempo di almeno sei mesi, ma che per alcuni può arrivare ad anni, prima di acquistare un videogioco. Si contrappone esplicitamente a “Hype and oversaturation”, aspettative e saturazione eccessiva. 

Ma come può dunque cambiare il nostro approccio al gioco?

Tempo di chi?

L’attesa per qualcuno potrà sembrare una inutile frustrazione, ma può diventare esercizio di consapevolezza. Quella del giocatore paziente è tipicamente occupata altri titoli, che possono essere apprezzati senza il timore di non finirli in tempo per fare spazio al nuovo. I ritmi del mercato vengono sostituiti da quelli personali, sapendo che ci sarà sempre qualcosa da giocare dopo, ma saremo noi a scegliere quando farlo

L’hype, l’aspettativa per le nuove uscite, è una parte importante della comunicazione nelle comunità dei giocatori, sapientemente cavalcata dai produttori. Può portare però a un senso di urgenza a comprare qualcosa che può rivelarsi deludente. O peggio possiamo renderci conto di averlo preso perchè tutti ne parlavano. Provare ad aspettare, anche solo qualche volta, può essere un buon allenamento per imparare a distinguere quanto il desiderio sia nostro e quanto sia gonfiato da quello che ci sta attorno.

Alcuni titoli possono poi essere lanciati in un momento che non è il migliore in termini di concorrenza. Ad esempio, abbiamo appena terminato un gioco dello stesso genere che ci  piaciuto molto: il rischio è che il confronto peggiori l’esperienza del nuovo acquisto. Ecco quindi che tenerli per dopo garantisce anche la qualità del nostro giocare.

 

 

Invecchiare bene

I “giocatori pazienti” giocano prodotti che non sono più “nuovi”, ma neanche tanto datati da finire nell’ambito del retrogaming. Questo spazio tra l’euforia e la nostalgia permette di selezionare con cura i titoli. Sono infatti accessibili dal punto di vista tecnico, senza dover emulare vecchi sistemi operativi o acquistare console storiche, ma sono spesso anche più completi. Un gioco preordinato o acquistato subito può essere bello, ma non essere proprio quello che ci aspettavamo, o dover attendere l’ennesima patch. Dopo mesi e a volte anni piccoli o grandi difetti sono stati corretti, per non parlare poi delle opportunità che eventuali espansioni e modifiche ci offrono.

Un gioco “ben invecchiato” è anche un gioco che regge al passare del tempo. Alcuni vengono rivalutati dopo essere passati in sordina, altri vedono confermate le buone recensioni ricevute e confermano il loro valore. Aspettare ci permette quindi di valutare meglio cosa fa davvero per noi, ed in questo la rete è un grande aiuto: fino a qualche decennio fa potevamo al massimo consultare gli amici o le riviste specializzate. E se il gioco non era più in commercio reperire informazioni sarebbe stato molto difficile.

Acquisti sereni

Avere molta scelta non è garanzia di soddisfazione. Anzi ci rende vulnerabili alla “dissonanza cognitiva”, fatto l’acquisto, potevano essercene di migliori? Siamo sicuri di aver comprato il gioco giusto o qualcosa che si andrà ad aggiungere alla pila di videogiochi “da finire”?

Da un punto di vista molto pratico, aspettare ci permette di trovare prezzi scontati, di cui specialmente i giocatori su PC possono godere. Spendendo meno anche i dubbi sulla bontà dell’acquisto possono essere ridimensionati, magari dando anche una possibilità a titoli meno conosciuti.

Al tempo stesso l’abbondanza di informazioni di cui parlavamo prima ci consente di confrontare le alternative, e dunque di investire bene non solo il nostro denaro ma anche le ore dedicate al nostro hobby.

Per molti, ma non per tutti?

A chi stia pensando di convertirsi al “gioco paziente”, qualche avvertenza.

Se odiate gli spoiler, questo approccio potrebbe non fare per voi: diventa difficile anche con le migliori intenzioni, evitare di venire a contatto con elementi della trama per anni. Per altri invece partecipare alle discussioni sui nuovi titoli, tra riferimenti incrociati e memes, è parte integrante dell’esperienza e potrebbe essere guastata dall’essere “arrivati in ritardo. Considerazioni simili si possono fare per giochi dove il multiplayer online è centrale.

Questo non toglie comunque fascino a questo approccio. Il suo successo, oltre che nei suoi aspetti puramente economici, potrebbe essere proprio nel riportare al centro il giocatore invece che le dinamiche di mercato. Nulla vieta quindi di comprare subito prodotti molto attesi, ma di provare un approccio paziente con altri.

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