Cyber-kindness e contagio emotivo: combattere il germe dell’ostilità propagando gentilezza!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Nonostante il periodo storico complesso che stiamo attualmente vivendo, il termine “contagio emotivo” del titolo non deve spaventare. Con questa locuzione di tipo virologico, infatti, si intende il fenomeno che porta gli individui ad influenzare, ed essere a loro volta influenzati, dalle emozioni espresse attraverso le interazioni sociali. Un esempio pratico è la cosiddetta “ risata contagiosa”: un amico che ride a crepapelle ci trasmette un po’ della sua ilarità e ci induce a sorridere.
Questo tipo di manifestazione, tuttavia, ha frequentemente luogo anche con emozioni a valenza negativa.

Le indagini circa questo argomento si stanno progressivamente spostando negli ambienti online per cercare di comprendere come commenti, notizie e discussioni in rete possano condizionare i nostri stati d’animo e, di contro, come i nostri interventi a carica emozionale siano in grado di suggestionare gli altri utenti. Un recente studio ha infatti dimostrato come, manipolando l’algoritmo della Sezione Notizie di Facebook per mostrare notizie mirate e polarizzate emotivamente, sia poi possibile rilevare delle differenze nell’attività degli utenti sul social network stesso. Per l’appunto, l’esposizione a news poco positive è apparsa legata ad una maggiore produzione di post negativi da parte degli internauti.

 

 

 

È dunque plausibile pensare che questi fenomeni possano verificarsi anche negli ambienti videoludici. Basti pensare a situazioni in cui capita di sentirsi stressati dopo un’intensa giornata lavorativa e, proprio in virtù di quel peculiare stato emotivo, è probabile che ci si focalizzi sugli errori altrui e si commenti con rabbia la performance di un compagno di team, il quale, influenzato dalla nostra negatività, sarà a sua volta propenso a controbattere stizzosamente. In queste circostanze rischia di crearsi una discussione a valenza aggressiva che non giova alla community ma porta, anzi, ad un circolo vizioso di ostilità. Abbiamo già trattato l’esempio di una community come quella di League of Legends che agisce sovente in maniera tossica. A questo punto viene da chiedersi in che modo alcuni gruppi di utenti siano in grado di sviluppare contesti di condivisione e mutuo supporto come avviene ad esempio nelle community di Animal Crossing, World of Warcraft, Escape from Tarkov e Bloodborne (solo per citarne alcune) nelle quali regna un clima abitualmente sereno, cordiale e cooperativo. È dunque possibile sfruttare il costrutto di contagio emotivo per migliorare la qualità delle interazioni in rete? In contrasto con gli aspetti negativi ampiamente riportati del comportamento umano online è possibile servirsi delle immense potenzialità di Internet per diffondere e facilitare condotte prosociali. Un piccolo ma crescente corpus di ricerche suggerisce che il Web supporta l’espressione di comportamenti umani positivi, tra cui generosità, gentilezza, altruismo e nuove forme di eroismo. Tutti questi elementi possono essere racchiusi nel termine ombrello «cyber-kindness», ossia gentilezza digitale.

 

 

 

Tante volte sembra davvero impossibile barcamenarsi tra le proprie emozioni e la manifestazione delle stesse in scambi a distanza, eppure sarebbe sufficiente mettere in atto alcuni semplici gesti quotidiani per rendere gli ambienti virtuali luoghi più tolleranti, piacevoli ed inclusivi. Nel concreto è possibile iniziare ad attivarsi abbracciando i seguenti spunti con la speranza di poterli trasformare in pratiche consuete:

  • Rispondere gentilmente ad un commento negativo;
  • Supportare con likes i post che esprimono positività;
  • Complimentarsi con gli utenti che condividono i propri risultati raggiunti;
  • Aiutare utenti in difficoltà o suggerire fonti dalle quali possano trarre risposte ai loro problemi;
  • Condividere maggiormente news a carattere positivo;
  • Ricordarsi di essere educati, magari anche imparando a dire “grazie” e “prego” in lingue diverse;
  • Intervenire nella difesa di utenti vittime di attacchi verbali o troll.

Queste pratiche rappresentano solo alcune delle importanti opportunità che potrebbero essere colte con l’obiettivo di arricchire l’esperienza virtuale di ognuno. Chissà che, con la collaborazione di tutti, la forza della gentilezza digitale combinata all’eco prodotta dal contagio emotivo non si riveli l’arma vincente per combattere il germe dell’ostilità online.

Fonti:

Kramer, A. D., Guillory, J. E., & Hancock, J. T. (2014). Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks. Proceedings of the National Academy of Sciences, 111(24), 8788-8790.

Rowland, L. & Klisanin, D. (2018). Cyber-kindness: Spreading kindness in cyberspace. Media Psychology Review. Vol 12(1).

More to explorer

Portiamo i videogiochi nelle scuole elementari come attività di prevenzione

Portare i videogiochi a scuola? Sarebbe impensabile, ma proporre un corso di educazione e prevenzione per il comportamento di utilizzo è un altro discorso. Anzi, molte scuole richiedono questo nostro servizio (che puoi approfondire qui) per prevenire possibile problematiche d’insorgenza in

Cina: non è un paese per gamer

Fa rumore la notizia appena riportata dai giornali italiani e pubblicata di recente dalle testate internazionali del coprifuoco indotto dal Governo cinese per i videogiocatori minorenni. Tra i commenti e i vari giornalisti si può notare come vi siano due

Il PEGI diventa legge? Facciamo chiarezza.

Tra la tarda serata di ieri e la mattinata di oggi diverse testate giornalistiche videoludiche (noi compresi) hanno riportato la notizia secondo cui il sistema PEGI (per saperne di più sul PEGI, clicca qui) sarebbe diventato a breve legge. AESVI

Scrivi un commento

Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza d'uso dell'utente. Proseguendo nella navigazione dichiari di aver letto e accettato i termini e le condizioni di utilizzo, per maggiori informazioni a riguardo clicca

QUI