Digitalizzazione e psicologia nel mondo del lavoro

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La vita nel mondo del lavoro sta cambiando rapidamente, soprattutto a causa dell’integrazione crescente di nuove tecnologie. Se da una parte queste possono essere viste come degli strumenti di supporto, alcuni loro aspetti comportano indubbiamente delle problematiche. A questo proposito, abbiamo parlato proprio di come la sovra-stimolazione del digitale può avere effetti nocivi sui dipendenti e sulla produttività. Nondimeno la digitalizzazione apre anche le porte a nuove prospettive per i lavoratori, con ricadute positive sulla loro produttività, la loro organizzazione e soprattutto il loro benessere. Affinché questo sia possibile, occorre investire nella psicologia digitale.

Aggiornare il sistema

Il concetto di evoluzione si basa sulla concezione che qualcosa venga superato da quello che viene dopo. Nella nostra storia abbiamo più volte dimostrato di saper aumentare l’efficienza dei nostri strumenti per poter migliorare il nostro stile di vita. Allo stesso tempo però tutte queste fasi di trasformazione hanno inizialmente destabilizzato l’equilibrio che si era creato nel nostro sistema. Risulta quindi naturale pensare che anche in questo caso, il processo di digitalizzazione non possa avvenire senza che vengano sconvolti in un certo senso gli equilibri prestabiliti.

In secondo luogo, sebbene in passato era la semplice ottimizzazione delle risorse a trainare il processo evolutivo, oggi sappiamo che questo non basta più. Il progresso ha raggiunto una sorta di tetto massimo, o meglio questo tipo di progresso inizia a mostrare alcune criticità. Alcuni autori definiscono questo principio come “rebound effect” o effetto rimbalzo (vedi Santarius, 2017). In una sorta di reazione collaterale al progresso, la mente umana sembra passare in secondo piano rispetto alla logica della produttività. Occorre quindi introdurre sempre più figure professionali preposte all’individuazione e all’intervento su patologie legate al digitale.

Ridurre il carico della digitalizzazione

Sarebbe ingiusto affermare che lo stress del mondo del lavoro sia una prerogativa del processo di digitalizzazione. Ciò nonostante, sembrerebbe che a causa di quest’ultimo siano aumentati i casi di disturbi dell’umore (Carolan, et. al, 2017) e patologie riconducibili al cosiddetto technostress. Allo stesso tempo, questi studi evidenziano come gli interventi di psicologia digitale aumentino il livello di benessere e riducano le condizioni di stress all’interno dell’ambito lavorativo. Inoltre, sembra che questo tipo di approccio sia benefico anche per la prevenzione di queste situazioni di disagio (Armaou, et. al, 2020). Al centro di tali considerazioni, sembra esserci soprattutto il senso di competenza e di efficacia dei lavoratori, che vanno incoraggiati attraverso un affiancamento nel processo di digitalizzazione (Maran, et. al, 2022).

Incentivare le connessioni

Tra i vari aspetti critici della virtualizzazione del contesto lavorativo c’è indubbiamente la sfera sociale dei dipendenti. Ad una prima analisi, potremmo affermare che le interazioni reali tra di essi si stanno sfumando sempre di più in favore della comunicazione digitale. Nonostante le preoccupazioni collegate a questo aspetto, secondo la letteratura questo nuovo contesto potrebbe essere di beneficio non solo per i nuovi membri impiegati (Gupta, 2022) ma anche sulla capacità di fare squadra. Abbiamo infatti visto strumenti come i videogiochi educativi che possono implementare il cosiddetto team building. Soprattutto in un’era in cui sempre più persone scelgono di lavorare da remoto e quindi viene meno tutto l’aspetto di interazione umana in senso concreto, occorre sfruttare al meglio le capacità di connessione che offrono le nuove tecnologie.

Conclusione

Ci troviamo nel pieno d’una rivoluzione del nostro stile di vita, apparentemente al bivio tra possibilità e pericolo. Aldilà del nostro sentimento istintivo di fascinazione o di diffidenza nei confronti del digitale, occorre affrontare questo tema con una maggiore consapevolezza e maturità. Soprattutto, è necessario che questa discussione avvenga nella maniera più immediata ed efficace, di modo da non essere travolti dalla valanga del progresso. Sarebbe tuttavia impensabile pretendere che ognuno si impegni a rimanere al passo con i tempi con un livello ottimale di salute mentale. A questo proposito però la figura dello psicologo digitale può essere uno strumento prezioso della vita lavorativa, in grado di prevenire il disagio e di sfruttare al meglio i benefici di queste nuove tecnologie.

 

 

Bibliografia

Armaou, M., Konstantinidis, S., & Blake, H. (2020). The effectiveness of digital interventions for psychological well-being in the workplace: A systematic review protocol. International journal of environmental research and public health, 17(1), 255.

Carolan, S., Harris, P. R., & Cavanagh, K. (2017). Improving employee well-being and effectiveness: systematic review and meta-analysis of web-based psychological interventions delivered in the workplace. Journal of medical Internet research, 19(7), e271.

Gupta, P., Prashar, A., Giannakis, M., Dutot, V., & Dwivedi, Y. K. (2022). How organizational socialization occurring in virtual setting unique: A longitudinal study of socialization. Technological Forecasting and Social Change, 185, 122097. https://doi.org/10.1016/j.techfore.2022.122097

Maran, T. K., Liegl, S., Davila, A., Moder, S., Kraus, S., & Mahto, R. V. (2022). Who fits into the digital workplace? Mapping digital self-efficacy and agility onto psychological traits. Technological Forecasting and Social Change, 175, 121352.

Santarius, T. (2017). Digitalization, efficiency and the rebound effect. www. degroff wth. de. https://www. degroff wth. info/en/2017/02/digitalization-efficiency-and-the-rebound-effect/. Accessed, 14.

 

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