Quest’anno Horizon Psytech, insieme ai suoi collaboratori, è approdata al palinsesto di eventi dedicati alla salute mentale organizzati dall’ ATS della Lombardia in occasione del Mese della Salute Mentale di ottobre. Una cornice che, come ogni anno, rappresenta molto più di una celebrazione simbolica: un’occasione di incontro, dialogo e informazione aperta a cittadini, famiglie, adolescenti e professionisti.
Perché parlare di salute mentale?
Il 10 ottobre, su iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Federazione Mondiale della Salute Mentale, si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Lo scopo è chiaro: sensibilizzare la popolazione sull’importanza del benessere psicologico, promuovere la prevenzione e favorire una diagnosi precoce dei disturbi mentali.
Un obiettivo che richiama una visione olistica della salute, già definita dall’OMS nel 1948 come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia». Parlare di salute mentale, quindi, significa parlare di qualità della vita, relazioni, emozioni e comunità.
In questo spirito, ATS Milano ha dedicato l’intero mese di ottobre a iniziative di divulgazione e prevenzione, con un focus su diverse tamatiche tra cui il gioco d’azzardo e sui comportamenti a rischio.
Videogiochi e gioco d’azzardo: che relazione c’è?
Il nostro contributo si è inserito proprio all’interno degli eventi dedicati alla prevenzione del gioco d’azzardo. Una scelta che potrebbe sorprendere, ma che ha solide basi: molti videogiochi online, soprattutto mobile, includono sistemi come le loot box o i drop casuali, meccanismi che riprendono dinamiche tipiche dell’azzardo.
Le loot box sono contenitori virtuali che offrono ricompense casuali in cambio di denaro reale o valuta di gioco. Il giocatore non sa cosa troverà: potrà essere un oggetto raro e potente oppure un elemento comune.
Questa imprevedibilità, insieme al rinforzo intermittente (una vittoria su molte prove), stimola l’emozione del “colpo di fortuna” e può indurre abitudini difficili da interrompere, soprattutto nei più giovani. Per questo è importante fare prevenzione non demonizzando i videogiochi, ma imparando a conoscerli davvero.
Tre incontri, tre pubblici, un obiettivo comune
L’impegno di Horizon Psytech si è articolato in tre incontri dedicati a preadolescenti, adolescenti e adulti. L’obiettivo era duplice:
- fornire informazioni corrette, basate su evidenze scientifiche;
- smontare pregiudizi ancora molto diffusi sul mondo videoludico.
Tra gli stereotipi più comuni affrontati con i gruppi — soprattutto con i genitori — ci sono:
- “I videogiochi rendono violenti”
- “I videogiochi creano dipendenza”
- “I videogiochi isolano dalla realtà”
- ” I videogiochi rendono pigri”
Le ricerche psicologiche e pedagogiche mostrano invece che un uso adeguato dei videogiochi può avere effetti positivi: potenzia attenzione, memoria, cognizione spaziale, problem solving ed è correlato a una migliore regolazione emotiva (WGranic, Lobel, A., & Engels, 2014).
Il problema emerge quando il gioco non è adeguato all’età o non è inserito entro limiti e routine appropriate.
Il PEGI: un alleato spesso sconosciuto agli adulti
In questo senso è stato fondamentale introdurre il sistema PEGI, la classificazione europea che indica l’età consigliata e il tipo di contenuti presenti in un videogioco. Del sistema PEGI in relazione al rapporto genitori e figli ne abbiamo parlato anche qui!
La sorpresa più grande? La maggior parte dei ragazzi conosceva bene il PEGI. Molti genitori, invece, non ne avevano mai sentito parlare. Una differenza che rivela come adolescenti e preadolescenti vivano il digitale con maggiore consapevolezza di quanto gli adulti immaginino — ma anche quanto sia importante una supervisione informata.
I genitori hanno apprezzato molto questo strumento: permette di capire quali giochi siano adatti ai propri figli e di instaurare una comunicazione più equilibrata, meno basata su divieti e più sul confronto.
Segnali da riconoscere e strategie per gestire il tempo di gioco
Con i ragazzi abbiamo lavorato sulla capacità di riconoscere i segnali che indicano un eccesso di gioco:
- Fisici: mal di testa, tensione al collo, affaticamento visivo;
- Psicologici: irritabilità, ansia, stanchezza mentale.
Con i genitori, invece, abbiamo condiviso strumenti educativi concreti per accompagnare i figli nel mondo digitale senza ostilità o diffidenza. Tra questi, un’idea che ha riscosso particolare interesse è stata quella del “contratto tecnologico”: un accordo costruito insieme al figlio, con regole condivise su tempi, modalità e responsabilità.
Ragazzi e genitori: due sguardi diversi sul videogioco
Un momento particolarmente significativo degli incontri è stato l’attività in cui ragazzi e genitori hanno associato parole chiave al mondo dei videogiochi.
Le differenze sono state lampanti:
- i ragazzi parlano di divertimento, storia, passatempo, amicizia, impegno;
- i genitori pensano a dipendenza, immobilità, fuga dalla realtà.
Molti adulti hanno ammesso di non conoscere davvero questo mondo e di guardarlo con sospetto proprio per questo motivo. Il confronto diretto ha permesso di superare in parte questa distanza, favorendo un dialogo più aperto e costruttivo tra le generazioni.

Conclusioni
Questi tre incontri hanno mostrato quanto sia urgente parlare di videogiochi in un’ottica di salute mentale, senza demonizzazioni né superficialità. I videogiochi non sono né un pericolo né un semplice passatempo: sono un linguaggio, un luogo di socialità, una forma di apprendimento.
Per questo è fondamentale coinvolgere non solo i ragazzi, ma anche i genitori, fornendo strumenti, conoscenza e occasioni di confronto.
Horizon Psytech continuerà a impegnarsi nella divulgazione e nella prevenzione, perché la salute mentale si costruisce anche attraverso una cultura digitale più consapevole, informata e condivisa.


