Videogiochi e Violenza: Dagli anni 2000, scienziati e psicologi di tutto il mondo si chiedono: “I videogiochi violenti rendono veramente le persone più aggressive?”
Il Questionario di Anderson e Gentile sui Videogiochi e Violenza
Anderson e Gentile hanno condotto un questionario per analizzare i giochi preferiti da bambini di quarta elementare, sia maschi che femmine.
Il 59% delle femmine e il 73% dei maschi hanno riferito che i loro videogiochi preferiti sono quelli violenti.
Da qui nasce la preoccupazione su come possano crescere questi bambini, iniziati fin da piccoli alla violenza.
Posizione Pro Violenza nei Videogiochi
Continuando la ricerca, Anderson e Gentile ipotizzano che chi gioca a videogiochi:
- Si identifica e interpreta ruoli di personaggi aggressivi e malvagi
- Commette virtualmente e consapevolmente atti di violenza
- Ripete continuamente comportamenti violenti
- Riceve ricompense per azioni violente
Giocare incrementa la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, rendendo le persone più “eccitate” e quindi meno razionali.
Tuttavia, c’è un abisso nell’affermare che i videogiochi violenti portino necessariamente a pensieri, sentimenti e comportamenti aggressivi.
Posizione Anti Violenza nei Videogiochi
Lowenstein ha sempre affermato che non ci sono prove concrete che i videogiochi violenti portino a sviluppare comportamenti aggressivi.
Infatti, la maggior parte dei giovani che giocano a questi videogiochi non diventano psicopatici o killer.
Certo, ci sono rari casi in cui chi ha giocato a videogiochi violenti mostra atteggiamenti aggressivi verso altre persone, ma ciò è più legato alla personalità dell’individuo che ai videogiochi stessi.
Questa posizione, dunque, sostiene che i videogiochi non rendono aggressivi i ragazzi, ma che il comportamento dipende da altri fattori, come l’educazione ricevuta o la personalità del soggetto.
Alcuni psicologi sostengono addirittura che i videogiochi violenti possano avere effetti positivi e calmanti sulle tendenze violente (Heins, 2004).
In questo modo, giocare a videogiochi violenti rilassa la persona, eliminando lo stress virtualmente attraverso la violenza contro personaggi immaginari e virtuali, invece che nella realtà.
Punti Comuni nelle Teorie
Entrambe le posizioni concordano su un punto: i videogiochi sono eccellenti strumenti di insegnamento per le capacità cognitive, non per la modificazione del comportamento.
Un Po’ di Razionalità sul Dibattito
Purtroppo, la maggior parte degli studiosi che si occupa di questo ambito non ha raggiunto risultati considerevoli, limitandosi a offrire ipotesi e supposizioni che la gente può prendere per vere, anche se totalmente errate.
È importante sottolineare che ogni videogioco ha un range d’età specifico.
Ci sono videogiochi adatti a tutte le età, così come ci sono giochi estremamente violenti destinati a un pubblico maggiorenne e maturo.
Spesso sono i genitori a comprare ai loro figli giovanissimi giochi per over 16 o 18, per poi lamentarsi del linguaggio usato e dei contenuti espliciti.
I videogiochi sono trasparenti: sulla confezione ci sono tutte le indicazioni riguardo il pubblico a cui sono rivolti.
Ergo, bisognerebbe informarsi prima di acquistare e di controllare con cosa giocano i propri figli, anziché denunciare giochi perché troppo violenti, se destinati a un determinato target.


