Il PEGI diventa legge? Facciamo chiarezza.

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

Tra la tarda serata di ieri e la mattinata di oggi diverse testate giornalistiche videoludiche (noi compresi) hanno riportato la notizia secondo cui il sistema PEGI (per saperne di più sul PEGI, clicca qui) sarebbe diventato a breve legge.

AESVI non conferma le dichiarazioni

Ebbene, questa notizia si è però rivelata essere quella che molti definirebbero una Fake News.

Purtroppo“, almeno secondo il parere di molti nostri lettori, l’errore è stato generato proprio da Dday.it, portale che ha riportato la notizia, reo di aver pubblicato le dichiarazione della direttrice generale di AESVI, Thalita Malagò, in maniera errata. A questa si sono poi accodate diverse altre testate, che hanno amplificato la notizia in breve tempo, illudendo molti appassionati e preoccupando, probabilmente, diversi rivenditori.

Alla base del fraintendimento ci sarebbe una normativa già approvata a marzo del 2018 che, come riportato da AESVI:

[…] introduce per la prima volta in Italia l’obbligo di classificazione per i videogiochi distribuiti sul mercato italiano, che prima non era previsto. Obbligatorietà della classificazione significa che non potranno essere resi disponibili in Italia videogiochi privi di classificazione e quindi di indicazioni utili per orientare in modo consapevole le scelte di acquisto dei consumatori e dei genitori. Non significa invece prevedere un divieto o una sanzione per la distribuzione di videogiochi adatti ad un pubblico di età superiore ai 18 anni a minori. Questo è un tema che rimane nella decisione e nella responsabilità dei consumatori, e dei genitori, come peraltro succede per tutti gli altri prodotti di intrattenimento”.

Quindi il PEGI diventerà una legge? Assolutamente no.

Come riportato la responsabilità resta ai genitori, ricordiamo pertanto ai nostri gentili lettori i consigli di AESVI per la regolazione dei contenuti videoludici:

“Tra tutte le industrie creative, l’industria dei videogiochi è il settore attualmente dotato degli strumenti più avanzati di autoregolamentazione a tutela dei consumatori:

  • Il sistema di classificazione PEGI riporta sui prodotti fisici e sulle piattaforme online tutte le informazioni necessarie a compiere acquisti consapevoli: raccomandazioni di età e descrittori in presenza di contenuti violenti, linguaggio scurrile, ecc.
  • I sistemi di controllo parentale consentono ai genitori di impostare: limite di tempo per le partite dei propri figli; divieto di esecuzione di videogiochi inadatti alla loro età; divieto di utilizzare carte di credito o portafogli virtuali associati al dispositivo per effettuare acquisti. I sistemi di controllo parentale sono integrati all’interno di tutte le console per videogiochi in commercio.
  • I produttori informano gli utenti dell’importanza di prendere delle pause durante il gioco di almeno 5 minuti ogni 45-60 minuti, come regola generale.

Tutti gli strumenti elencati sono estremamente efficaci, ma lo strumento di controllo in assoluto più importante resta il genitore. Giocare vicino ai propri figli e divertirsi con loro è il modo migliore di vivere l’esperienza di gioco in famiglia”.

 

Fonti

More to explorer

Videogiochi e senso morale – Quando la giustizia è in gioco

Giustizia in gioco La morale, intesa come l’insieme dei valori e delle norme da essi derivate che guidano il comportamento umano, è stata tradizionalmente un ambito della filosofia. Eppure essa è il prodotto di processi sociali e esperienze individuali. Possono

Remedy, Control e la narrativa disarmante

Non è la prima volta che parlo di narrazione in queste pagine. Il punto è che se ne parla sempre male o troppo poco, limitandosi a lodarla o biasimarla, senza mai andare in profondità ad analizzarla e a mostrare come,

Giocare ad aspettare? Il caso degli idle games

Mi diverto con niente Se chiedessimo ai non addetti ai lavori quale dovrebbe essere la caratteristica principale di un gioco, una delle risposte più comuni (per la disperazione degli studiosi di game design) sarebbe “deve essere divertente”. Con questo si

Leave A Comment

Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza d'uso dell'utente. Proseguendo nella navigazione dichiari di aver letto e accettato i termini e le condizioni di utilizzo, per maggiori informazioni a riguardo clicca

QUI