Lo storytelling negli indie e nei tripla A: tradizione o innovazione?

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Ripetizione, ripetitività. Origine del fallimento o chiave del successo? Se lo chiedessimo ai piani alti di The Pokémon Company, la risposta potrebbe essere una sonora risata, così come quella manciata di serie prevalentemente di genere picchiaduro e sportivo, che fanno della ripetizione di schemi di gameplay la loro fortuna. Reiterazione non solo appunto nel gameplay, ma anche nella tipologia di tematiche e delle modalità con le quali vengono trattate. Spieghiamoci meglio: se pensiamo alla maggior parte dei titoli tripla A presenti sul mercato, non solo contemporanei, ma che indugiano da tempo sugli scaffali, notiamo come le macro-aree di genere si possano contare sulle dita di una mano senza troppa fatica.

Pensiamo ai sopracitati picchiaduro: per quanto possano distinguersi (talvolta a fatica) tra di loro per le opzioni di base e accessorie, piuttosto che per la tipologia di personaggi in essi presenti, la buona sostanza del gioco è scegliere un avatar abbastanza forte da poter mettere a terra l’avversario, e via così per una serie pressoché illimitata di scontri e round. Prendiamo invece i GRP: solitamente fantasy, uno o più eroi compiono il classico “viaggio dell’eroe”, ossia la perifrasi di uso comune per parlare del modello di Vogler che analizza come uno degli archetipici classici della narrazione in generale sia costituito dalla crescita morale e, perché no, anche fisica del protagonista. Un viaggio di compimento dell’eroe durante il quale assistiamo a uno schema prestabilito di cambiamento, dove la struttura è sempre uguale ma cambia eventualmente la forma.

Una schermata di gioco tratta dal franchise Dead or Alive

Di fatto, si tratta proprio di questo in ogni storia: archetipi, modelli, schemi. Percorsi ripetitivi, cicli che alla fine ben si rapportano al percorso vitale secondo un asse di simmetria sottile, ma tangibile tra queste due dimensioni. Che la narrazione rispecchi o ribalti, parzialmente o del tutto, i normali equilibri dell’esistenza umana è un processo chiaro e fisiologico. Per questo motivo lo sono anche le eventuali ripetizioni: il repertorio originale è relativamente limitato, per quanto riguarda i cosiddetti macro-generi sopracitati, ma è altrettanto vero che le differenze sono costituite dai dettagli.

Questi riescono così a fare davvero la differenza, soprattutto quando si parla di produzione videoludica: pensiamo ai giochi più venduti e che costituiscono i pilastri della produzione di questo settore, quali The Legend of Zelda, Super Mario Bros., Tetris e, per scavallare tra gli anni Ottanta e Novanta, Tomb Raider, Metal Gear Solid e Final Fantasy. Il trucco del loro successo sta sì nella storia che ha saputo coinvolgere e creare stuoli di fan, ma è anche vero che nessuno di questi personaggi è comandato da uno smartphone come Erica, prevede animazioni e ambientazioni disegnati a mano come Candle, comunica in tono scanzonato come il protagonista del recente Never Give Up o è tutto pixel come Tales of the Neon Sea e dal tono dark horror particolare come The Cat Lady, tanto meno è singolare come Her Story.

Una delle ambientazioni più rappresentative di Tales of the Neon Sea

Capiamo quindi che la differenza spesso non sta nella scrittura della storia dura e pura, ma nel modo e nell’ottica in cui lo storytelling viene sottoposto al giocatore. Il dettaglio, la resa grafica e stilistica, la stessa colonna sonora, perfino i dialoghi: sono solo alcuni aspetti in grado di variare davvero la percezione che possiamo avere di un videogioco e che talvolta diventano la cifra stilistica determinante nel giudizio del prodotto stesso. Senza considerare poi i temi principali affrontati dallo stesso gameplay: il panorama indie spesso si distingue anche volutamente dai giochi più noti e commerciali per poter sensibilizzare e parlare di argomenti altrimenti non considerati nella tradizionale produzione.

Pensiamo a soggetti “estremi” come le disparità di genere legate al mondo del lavoro affrontate in Two Interviewees, oppure il delicato periodo di gravidanza delineato in Pregnancy – The game. Poco ma sicuro, in un titolo sviluppato da una delle main software houses difficilmente possiamo incappare in uno di questi soggetti, e qui giungiamo all’inversa proporzione tra rischio e ripetitività: più si rischia in termini di contenuto del gioco, meno ci daranno la sensazione di qualcosa di già visto e giocato altrove. Proponendo soggetti e tematiche anche delicate o non comuni, trattate con linguaggi estremi o più semplicemente “diversi” dal solito e originali, spesso la produzione indipendente tira acqua al suo mulino; come? Cercando di approfittare della sua essenza fuori dagli schemi per osare di più con innovazioni che talvolta suscitano scalpore e attirano attenzione, ma difficilmente riescono a ottenere il successo che alcuni di loro si meriterebbero.

Un’immagine in anteprima di Cris Tales

Un caso a parte costituiscono i prodotti di quegli studi a metà tra l’indipendenza e le major, come la recente anteprima di Cris Tales, un videogioco che davvero promette di miscelare sapientemente qualche aspetto innovativo ed elementi tipici della tradizione. Titoli dal futuro e dal successo non ancora del tutto sicuro per via delle loro componenti così minimamente diverse tra loro, ma come anticipato, è davvero il dettaglio che fa la differenza, nel bene e nel male. Un occhio di riguardo dunque dovrebbe essere davvero prestato alla produzione indipendente, per ammirare prodotti sicuramente meno patinati graficamente rispetto a uno Spider-Man o Detroit: Become Human, ma dall’impatto sociale e talvolta artistico significativi, godendo di esperienze sempre diverse, a volte con uno stile old-school dall’effetto nostalgia non indifferente, soprattutto per i giocatori anagraficamente più “maturi”. Insomma, piccole perle nascoste che possiamo trovare nei meandri di Steam o in alcuni angoli delle fiere a tema comics&games che possono rivelarsi davvero un balsamo per l’animo di chi cerca nuovo cibo per la propria fame di videogiochi e temi che si scostano dalla quotidianità impeccabile e altisonante dei titoli più attesi.

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