I Pokemon ci spiegano i cambiamenti climatici

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Sterili sono ormai le critiche circa l’impermeabilità del videogioco nei confronti della realtà. Non sono più un momento (solo) ludico, e per certi aspetti non possiamo più nemmeno sostenere che siano così distanti dal mondo contemporaneo, finora ritenuto influenzato proprio dai videogiochi stessi, come viene studiato dai Game Transfer Phenomena. Ma se fosse vero anche il contrario? Se il 2019 ha visto l’ascesa di Greta Thunberg sullo scenario mondiale, e con essa una sensibilizzazione sempre maggiore circa il tema dei cambiamenti climatici in atto, non possiamo affatto dire che il parallelo mondo videoludico ne sia rimasto impassibile. Se le influenze tra videoludico e realtà sono varie e di importanza e serietà differenti, non possiamo trascurare un tema molto sensibile e attualissimo come quello sopracitato del cambiamento climatico.

Un problema dalla cassa di risonanza così ampia non poteva che essere affrontato da una serie di videogiochi che ha ormai raggiunto una fama mondiale da lunga data: parliamo dei mostri tascabili più belli della produzione Nintendo, i Pokémon. Game Freak non ha saputo astenersi, giustamente, e ha ben donde di mandare messaggi anche attraverso i mezzi a sua disposizione per informare e sensibilizzare il suo pubblico. Del resto, avevamo già scoperto che i Pokémon sono in grado di modificare alcune aree del nostro cervello, e ora tornano all’attacco con altre azioni importanti. Come fare, se non coinvolgendo direttamente uno dei suoi esserini colorati e trasformarne proprio questa caratteristica?

 



Corsola in Pokemon Spada e Scudo



Tocca a Corsola pagare pegno per questa causa: si tratta di un Pokémon corallino di tipo Acqua/Roccia, introdotto all’epoca di Pokémon Oro e Argento, ma che presenta ora a Galar una sua variante, di tipo Fantasma, dotata anche di forma evoluta. A un certo punto del suo addestramento (precisamente al livello 38), questo Pokèmon si trasforma in Cursola, una sua evoluzione decisamente più potente e meno carina da osservare nelle sue forme, rispetto all’originale. Ma di cosa si tratta? Leggiamo dal Pokédex che il colore si trasforma dall’originale rosa a una variante biancastra a causa del cambiamento climatico che avrebbe “ucciso” i coralli, trasformandoli appunto in fantasmi. Il cambiamento sopra descritto non avviene affatto a caso: lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno reale e osservabile a causa dell’aumento delle temperature oceaniche. Ad oggi ha causato la scomparsa di oltre la metà delle barriere a livello mondiale. Questo particolare espediente mostra la consapevolezza degli sviluppatori rispetto al tema dei cambiamenti climatici; un ottimo metodo per dare alla saga degli aspetti educativi, già accennati in altri Pokémon come Grimer, mostriciattolo presente sin dalla prima generazione, che si nutre dei liquami inquinanti prodotti dalle fabbriche, o dalla sua controparte abitante ad Alola, Grimer forma Alola (Pokémon Sole e Luna), dove i suoi colori sgargianti testimoniano un mondo più pulito ed ecosostenibile.

 



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