I videogiochi aumentano l’intelligenza emotiva?

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Una recente ricerca ha indagato il rapporto tra videogiochi e intelligenza emotiva, analizzando se il gioco possa favorire lo sviluppo delle competenze emotive (Carissoli, C., & Villani, D., 2019). Quest’ultima, come vedremo meglio poco sotto, è una componente centrale per il benessere di tutti noi e può essere incrementata. Ad esempio, considerando gli adolescenti, il suo sviluppo aiuta a prevenire i disturbi dell’umore, l’ansia e la depressione. Ma entriamo nel dettaglio e vediamo prima di tutto cosa è l’intelligenza emotiva e come la si può sviluppare tramite i giochi.

Intelligenza emotiva: di cosa si tratta?

Secondo il modello di Salovey e Mayer (1990), l’intelligenza emotiva (emotional intelligence, EI) è la capacità di monitorare, riconoscere ed esprimere le proprie emozioni e quelle degli altri; oltre alla capacità di distinguere tra le diverse emozioni e di utilizzare queste informazioni per orientare il proprio pensiero e il comportamento. L’intelligenza emotiva è fondamentale non solo per la nostra interazione sociale ma in generale per la nostra capacità di affrontare le sfide della vita quotidiana. Soprattutto se si parla di giovai e adolescenti (Ruiz-Aranda, D., et al., 2012).

Infatti, oltre ai benefici accennati nell’introduzione, un buon livello di EI negli adolescenti risulta essere un fattore protettivo nei confronti di comportamenti a fortemente a rischio come: l’ideazione e i tentativi di suicidio, l’impulsività, le dipendenze e l’aggressività. Non è appunto un caso che altre ricerche mostrino come interventi basti sul modello proposto dei due autori sopra citati siano stati efficaci nel promuovere un clima positivo in classe, migliorando anche il rendimento e il coinvolgimento degli studenti (Reyes, M. R., et al., 2012). In genarle l’EI offre diversi benefici anche per gli adulti, come:

  • riduzione dell’asia e dello stress, favorendo invece stati d’animo positivi
  • miglioramento delle relazioni sociali
  • incremento dell’autoconsapevolezza e della creatività
  • gestione più efficace dei momenti difficili

Infine, prima di vedere approfonditamente i risultati della ricerca di Carissoli e Villani (2019), facciamo un passo indietro per trattare brevemente il concetto di intelligenza; così da avere una panoramica più completa possibile anche se sintetica. Questo in quanto l’intelligenza emotiva è una parte di quella intesa in senso lato. A partire Gardner, infatti, è stato messo in evidenza l’esistenza di varie forme di intelligenza, ognuna delle quali contribuisce al nostro funzionamento ottimale. Quella emotiva include due delle otto oggi indicate, cioè: quella interpersonale e interpersonale. Per approfondire questo tema vi rimando all’articolo in merito di state of mind. Invece, si vi interessa esaminare il discorso videogiochi e intelligenza in senso generico, vi rimando a questo nostro articolo.

Videogiocare con le emozioni

Di seguito entriamo in merito nello studio di Cassioli e Villani (2019). Le due ricercatrici hanno ideato un programma educativo dal nome EmotivaMente della durata di otto incontri di 1h 30 min ciascuna indirizzato a studenti delle medie. Nel programma si è fatto uso di diversi giochi per lavorare su vari aspetti centrali per l’intelligenza emotiva. Nello specifico sono stati usati i seguenti giochi per aiutare gli studenti a comprendere le varie sfaccettature delle reazioni emotive e fisiologiche ad esse correlate: Slenderman, Flappy Bird, Tap the Frog e Antsmasher. Mentre giochi come Flow e Fruits of a Feather sono stati usati per lavorare sulla regolazione emotiva. Riguardo invece sulle capacità empatiche, sugli aspetti relazionali e sul comportamento si sono adoperati i titoli come: The End of the World, Papers Please  e PicoPark.

I risultati hanno mostrato che il programma è stato efficace nel migliorare sia la valutazione che l’espressione delle proprie emozioni. Anche se tale risultato non è presente nel follow-up svolto dopo 3 mesi. Nonostante ciò, lo studio evidenzia l’efficacia dei videogiochi come strumenti di promozione delle capacità emotive incluse nell’EI, soprattutto se intrigati con interventi più articolati.

Prima di concludere però, potrebbe essere utile trattare del perché proprio i videogiochi per sviluppare l’EI? Secondo la letteratura scientifica, sono tre le caratteristiche a renderli così utili:

  1. l’alto senso di controllo e la possibilità di mettere in gioco più risorse contemporaneamente;
  2. la forte componente narrative ed immersiva, oltre che di personalizzazione che permette di “giocare” con la propria identità;
  3. infine, la possibilità di ricevere non solo feedback ma anche dei premi ((Carissoli, C., & Villani, D., 2019)

Personalmente non è difficile pensare a vari videogiochi che mi hanno fatto provare praticamente tutto lo spettro emotivo, probabilmente aiutandomi a sviluppare la mia EI. A voi invece quali giochi vi hanno fatto provare emozioni intense? E quali vi hanno aiutato a comprendere i vostri sentimenti?

BIBLIOGRAFIA

Carissoli, C., & Villani, D. (2019). Can videogames be used to promote emotional intelligence in teenagers? Results from EmotivaMente, a school program. Games for health journal8(6), 407-413.

Reyes, M. R., Brackett, M. A., Rivers, S. E., White, M., & Salovey, P. (2012). Classroom emotional climate, student engagement, and academic achievement. Journal of educational psychology104(3), 700.

Ruiz-Aranda, D., Castillo, R., Salguero, J. M., Cabello, R., Fernández-Berrocal, P., & Balluerka, N. (2012). Short-and midterm effects of emotional intelligence training on adolescent mental health. Journal of adolescent health51(5), 462-467.

Salovey, P., & Mayer, J. D. (1990). Emotional intelligence. Imagination, cognition and personality9(3), 185-211.

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