Come gestire gli acquisti online dei nostri figli

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Hai comprato cosa?


” Mio figlio ha acquistato le gemme dal gioco e io vorrei il rimborso perché non glielo avevo consentito”



Questa è una richiesta fatta da un genitore alla community di Google Play e la domanda : “Come gestire gli acquisti online dei nostri figli?” sorge spontanea.

Non sappiamo nemmeno a quale titolo faccia riferimento, forse è un po’ spaesato rispetto a quanto accaduto e al come affrontare la situazione. E’ probabilmente in buona compagnia, visto i tanti che segnalano casi simili fino a cifre decisamente elevate. L’industria dei giochi con modello “freemium“, ovvero gratuiti ma con acquisti effettuati all’interno spesso di piccola entità (microtransazioni), si è rivelata molto redditizia. Ma le famiglie possono trovarsi impreparate davanti a questi meccanismi e questo, a volte, diventa motivo di diffidenza verso il mondo videoludico e del digitale.

Le preoccupazioni sono legittime, ma possiamo affrontarle in modo costruttivo pensando su più livelli:

  • Il primo riguarda le precauzioni prettamente tecniche che i genitori possono adottare;

  • Il secondo guarda, invece, l’insegnamento della gestione di una moneta sempre più spesso “virtuale”;

  • Il terzo, infine, ci chiama a riflettere sulla cultura videoludica che andiamo a costruire;

Prevenire è meglio che pagare

Quali dispositivi usano i vostri figli?
Non tutti i genitori sanno che esistono opzioni apposite per evitare che i loro figli acquisti indesiderati dei loro figli .

Per i dispositivi con sistema operativo Android è particolarmente utile l’applicazione “Family Link“.

Essa consente, una volta installata nel dispositivo del genitore e del figlio, di tenere sotto controllo le attività di quest’ultimo, ma anche di richiedere l’approvazione di un adulto per i suoi acquisti.

Se usate prodotti Apple, troverete la funzione “Screen Time” all’interno delle impostazioni. Questa ci consentirà di identificarci come genitori creando una password e inserendo le nostre credenziali. Possiamo, successivamente, accedere alle restrizioni su contenuti e privacy, da lì disabilitare gli acquisti in app.

Ancora più utile risultano le opzioni “in famiglia” e “chiedi di acquistare” che permettono ad un genitore di valutare dal suo dispositivo se approvare o meno un acquisto richiesto.

Nel caso delle console invece, sia Xbox One che Playstation4 permettono di limitare e controllare le spese in vari modi. Fondamentale resta l’attivare account specifici per i minori e per i genitori responsabili, usando le apposite funzioni famiglia (qui le procedure rispettivamente per Xbox, alla voce “account per bambini” e Playstation).

Anche Nintendo Switch consente di limitare o disattivare completamente gli acquisti da parte dei minorenni, a patto che usino un account a loro dedicato all’interno di un gruppo famiglia.

Un investimento per il futuro

I bambini di oggi potrebbero crescere in un mondo dove il denaro contante sarà sempre meno diffuso, ma anche in cui per spendere basterà spesso solo un rapido gesto. Comprare qualcosa nel gioco, o al suo interno, potrebbe essere una prima esperienza in questo senso.

Probabilmente da grandi si troveranno non solo a fare acquisti online, ma anche a comprare in questo modo beni immateriali. Per questo gestire gli acquisti online dei figli può essere un’occasione di apprendimento per quest’ultimi.

Pensiamo a un corso, agli Ebook o a delle applicazioni, spesso questi contenuti diventano “nostri” in un modo molto diverso da quello tradizionale: possiamo avere accesso solo temporaneo oppure solo ad alcune condizioni.

Ad esempio, possiamo comprare dei videogiochi all’interno di una specifica piattaforma ed essere vincolati ad essa per accedervi, si potranno pre-acquistare contenuti aggiuntivi futuri come nuovi personaggi o elementi estetici prima ancora di sapere quali saranno, come accade con i “pass stagionali”.

Il lavoro di squadra tra genitori e figli è fondamentale

Controllare l’accesso agli acquisti in gioco, specialmente per i più piccoli, significa dunque tutelarli da transazioni per loro molto astratte. Non vedo soldi che escono dal mio salvadanaio e una volta acquistate valute interne al gioco come le varie “gemme” o simili, il loro legame con il denaro reale risulterà poco evidente. Quando cresceranno, però, eventuali richieste saranno un’ottima occasione per riflettere sul valore di quello che si compra, adeguandolo alla loro età.

E’, ad esempio, un oggetto che potresti guadagnare giocando e diventando più abile? Oppure l’acquisto serve a ridurre i tempi di attesa in un gioco basato proprio su questi meccanismi? E ancora, in quell’aggiunta estetica quanto conta l’essere visti dagli altri?

Gli adolescenti possono poi essere responsabili di quello che fanno in rete.

Bene, quindi mettiamo che i bambini in questione abbiano imparato insieme ai genitori, passo dopo passo, a gestire i propri acquisti e contribuire della sicurezza di loro dispositivi.. se qualcosa va storto?

E’ importante che sappiano di potersi affidare a degli adulti di riferimento. Questo è un obiettivo possibile attraverso una educazione all’uso graduale, concedendo progressivamente maggiore autonomia ai bambini dopo aver discusso insieme delle regole.

Conoscere per scegliere

Fatto un acquisto, meglio se modesto, proviamo ad ascoltarci.

Possiamo così verificare nel tempo se ne è valsa la pena o stata la risposta a uno stato momentaneo. Insomma, come li guidiamo a gestire il denaro e i propri desideri nel mondo analogico, facciamolo anche nel digitale. E allo stesso modo, evitiamo un facile giudizio cercando di condividere le esperienze in comune.

Ma oltre a controllare e gestire gli acquisti online dei figli, conosciamo insieme a loro giochi e applicazioni che usano o desiderano. Chiediamoci per quale motivo gli piacciono e facciamoci raccontare delle esperienze che vivono. Questo è un punto di partenza non solo per capire le loro richieste, ma anche per motivare i nostri “no”! E se non ci sentiamo in grado di orientarci, facciamoci aiutare!

Mamma e papà, per quanto importanti, non sono infatti l’unica influenza nella vita dei figli, specialmente quando iniziano a diventare grandi. Cerchiamo familiari, educatori o amici più maturi che possono avere esperienze di gioco e diventare modelli positivi anche per agli acquisti. Inoltre, bisogna stare attenti anche ai giochi definiti “gratuiti”, dove sono presenti meccaniche che rendono necessario pagare per vincere o progredire di livello.

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