Natale 2020 tra draghi e lockdown

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Mi dispiace deludervi ma non è il titolo di un nuovo cinepanettone, bensì la domanda più quotata degli ultimi giorni: come festeggeremo il Natale di questo 2020?

Siamo tutti ben consapevoli che le feste in arrivo saranno molto particolari e la consapevolezza di non poterle trascorrere in famiglia ci rende tutti più malinconici. Nessuna possibilità di invitare amici e parenti a casa, mantenere la mascherina in presenza di altre persone, evitare di scambiarsi gesti d’affetto… Eppure esistono luoghi dove l’attuale emergenza sanitaria non vieta di trascorrere le feste in compagnia.

In questo periodo dell’anno, così come per le strade delle città diventa possibile godere dello spirito natalizio, anche nell’universo videoludico si riescono a sentire le campane della slitta di Papà Natale. È così che i mondi di gioco di diversi titoli si tingono di bianco, gli abeti si addobbano di palle e lucine colorate, i cavalli diventano renne e persino gli NPC si vestono da elfi!

Se c’è qualcuno che attende con ansia questo periodo dell’anno, queste sono sicuramente tutte le community videoludiche. Impazienti e bramosi, tutti aspettiamo di scoprire quali novità e fantasticherie hanno progettato gli sviluppatori del nostro gioco preferito per celebrare le feste online.

Ogni videogioco ha il proprio modo di festeggiare il Natale. Alcuni collocando alberi di natale, altri organizzano intere missioni a tema natalizio da svolgere con i propri compagni di gilda. Soprattutto negli universi MMORPG (cosa è un MMORPG?) diventa possibile vivere a pieno lo spirito delle feste. Le piazze comuni acquisiscono dolci note natalizie e i giocatori trascorrono le feste in compagnia e si scambiano regali di Natale attraverso i propri avatar. Sarebbe scortese non citare gli eventi natalizi di World of Warcraft e Metin 2, dove Babbo Natale in persona ci chiede di svolgere quest per lui (il bambino che è in te non ha mai smesso veramente di crederci).

Tuttavia, uno dei titoli su cui è necessario soffermarsi è il tanto acclamato Animal Crossing: New Horizon.
Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla varietà di costumi e accessori legati all’evento di Halloween. Dopo i festeggiamenti del Thanksgiving Day abbiamo avuto un assaggio di quanto intensa e coinvolgente può essere resa la celebrazione di una festività all’interno di questo gioco. Adesso la curiosità torna al culmine con l’arrivo del Natale. Ecco che inizia a cadere la neve sulla nostra isola, gli abitanti creano buffi pupazzi e nuove colonne sonore rendono festiva l’atmosfera.
Quale miglior periodo se non questo per regalare quel tanto amato maglione al tuo abitante preferito?

Animal Crossing, per la sua strutturazione, rappresenta l’esempio perfetto per il nostro discorso. Il meccanismo di scambio di doni che prevede il titolo, infatti, contribuisce all’impostazione del principio base del gioco stesso. L’effettivo scopo del videogioco è improntato sulla costruzione e il mantenimento di rapporti sociali. È proprio durante il periodo natalizio che questo principio viene amplificato e Animal Crossing diventa uno dei luoghi più accoglienti dove scambiarsi regali di Natale.

Un altro titolo su cui volevo portare una considerazione è il non carente di critiche Death Stranding, l’ultimo lavoro del maestro Hideo Kojima. Chiunque abbia avuto modo di provare questo titolo, avrà sicuramente sperimentato quel feeling di solitudine e desolazione che il gioco trasmette al videogiocatore. Questa sensazione è data dalla somma di diverse componenti: gli ampissimi ambienti di gioco, l’assenza di altri personaggi (che si trovano esclusivamente in luoghi circoscritti) e le colonne sonore. Questi tre fattori, assemblati a regola d’arte, creano un così forte senso di distanza che eleva il livello di immersività del videogioco.

Eppure anche nel mondo più desolato, non si è mai del tutto da soli. Anche in Death Stranding arriva il Natale e lo si percepisce con la semplice implementazione di un cappello di Babbo Natale. Sembrerà strano, ma questo banale cappellino rosso è come se potesse per un attimo spezzare la nebbia di solitudine che aleggia intorno a Sam Bridges. Una macchia rossa in un mondo scuro che, in qualche modo, ci fa sentire connessi con qualcuno.

 

Alla fine di queste considerazioni, una resta la conclusione. La magia del Natale si conferma una tradizione così forte che neanche una pandemia è capace di fermare. Abbiamo discusso più volte su come i mondi di gioco rappresentino un mondo alternativo presso cui vivere esperienze e situazioni normalmente improbabili (rivestendo i panni di un eroe a cavallo del suo destriero alato con l’obiettivo di sconfiggere il malefico antagonista di turno che ha rapito la principessa).
Ci viene di conseguenza semplice immaginare come, attraverso la capacità di un videogioco di essere immersivo, diventi possibile ricreare eventi e ricorrenze reali, come la festa del Natale (sapevi che hanno organizzato addirittura un matrimonio su Animal Crossing?). Nonostante si prospettino dei festeggiamenti un po’ inconsueti, le celebrazioni avranno comunque luogo tra i gamers e le community videoludiche.

Che questo possa diventare un punto a favore per i videogiochi? È ciò in cui tutti noi videogiocatori in cuor nostro speriamo. Sta di fatto che, in questo periodo storico segnato da virus e quarantena, diventa lecito ritenere più sicuro un mondo popolato da draghi e demoni come location per le nostre feste.

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